Borgo NewsLa Piazza GIORGIO AMBROSOLI E L’ELOGIO AL SENSO DEL DOVERE di Anna Pellegrini di BorgoAdmin 30 Gennaio 2025 di BorgoAdmin 30 Gennaio 2025 802 Il senso del dovere viene prima del potere, è un’attitudine, una predisposizione che appartiene a ciascuno di noi, che dipende da una scelta che è libera, volontaria, personale e generosa. Il senso del dovere, ricorda con forza Barbara Boschetti, è una delle poche cose che ci consente di non subire il dominio di noi stessi, che ci permette di diventare qualcosa di più grande di ciò che siamo. Grazie al senso del dovere ci diamo la possibilità di avere un futuro. E di futuro scalpitante si è riempita la sala del consiglio comunale di Parma per raccontare una storia lontana nel tempo che però ha tanto a che fare con la quotidianità di ognuno di noi. A distanza di tanti decenni, gli studenti e le studentesse del liceo Bertolucci hanno incontrato Giorgio Ambrosoli, l’hanno conosciuto e, soprattutto, riconosciuto in relazione a ciò che può essere utile per la loro vita. È una storia, quella di Giorgio Ambrosoli, che insegna, in primo luogo, un modo di essere. Quando Ambrosoli si è trovato davanti al portone di una banca fallita da pochi giorni e ha incontrato famiglie e imprese avevano bisogno di quei risparmi per vivere, ebbene, allora è arrivato, per lui, il momento del coraggio. Il momento in cui mostrare coraggio, ricorda Umberto Ambrosoli, nessuno lo cerca, ma arriva e basta. Se si è allenati, se si è avuto l’occasione di riflettere, se si è pronti alla prova del coraggio allora si può pensare di affrontare la sfida. Alternativamente, significa non vivere un pezzo delle potenzialità della propria esistenza. La vita degli individui, afferma Ambrosoli, non è finalizzata al passare del tempo, ma è volta al cambiamento dell’esistente, a provare a modificare in meglio il contesto storico e sociale in cui ci si è trovati ad abitare, dal proprio mondo famigliare a quello più ampio, che va sotto il nome di politica. Giorgio Ambrosoli viveva in un contesto in cui ciò che andava cambiato era una cultura ostile alle regole, una cultura insicura, in cui l’insicurezza genera bisogno e, a sua volta, il bisogno, violazione delle regole. In un infinito circolo vizioso. Giorgio Ambrosoli viene spesso definito un eroe borghese, un termine bellissimo che può però trarre in inganno: l’eroe, infatti, nella cultura classica è il frutto dell’unione tra una divinità e un uomo, un semidio. Perciò, ricorda Umberto, siamo abituati a pensare che l’eroe sia qualcosa di diverso da ciascuno di noi, figli di due figure umane. Ci spinge a pensare che il comportamento eroico non può essere richiesto a noi, persone normali. Umberto Ambrosoli però richiama l’assonanza tra “eroe” ed “eros”. L’eroe, in un nuovo senso, non è un essere semidivino ma è colui che dà prova di abnegazione e di spirito di sacrificio, impegnandosi a fondo per un ideale nobile. L’eroe, nel contemporaneo insicuro, come nel passato, secondo Ambrosoli, è colui che ha passione. E’ una persona che ama così tanto il significato delle ragioni della propria vita da saper mettere in gioco la vita stessa per ciò che ritiene assolvere a quelle ragioni. L’augurio per tutti è di sviluppare il proprio senso del dovere che, di fronte di una scelta difficile, ci soccorra, ci consenta di essere allenati ad agire razionalità, con senso critico e soprattutto, con “prudenza”. L’uomo prudente, infatti, non è l’indeciso, il cauto, il titubante, ma al contrario, è colui che sa decidere con sano realismo, che non si fa trascinare dai facili entusiasmi, che non tentenna e non ha paura di osare e di andare contro una cultura sociale ostile e insicura. Come Giorgio Ambrosoli. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente LA GIOIA DI VENT’ANNI INSIEME – IL CONSIGLIO DELLE CHIESE CRISTIANE DI PARMA di Laura Caffagnini post successivo GUARIRE LA DEMOCRAZIA? LEONARDO BECCHETTI DIALOGA CON I GIOVANI DI BORGO LAB di Silvana Giannetti Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. 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