Borgo NewsI ponti GENNAIO, TRA DIALOGO, PREGHIERA E MEMORIA di Laura Caffagnini di BorgoAdmin 15 Gennaio 2026 di BorgoAdmin 15 Gennaio 2026 450 Iniziamo il 2026 in dialogo, come ogni gennaio che il 17 prevede la Giornata istituita dalla Conferenza episcopale italiana nel 1990 per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, divenuto da anni un appuntamento celebrato anche dalle altre Chiese cristiane. La ricorrenza ha alle spalle, e lo dichiara nel titolo, la commemorazione, avvenuta nel 2025, dei 60 anni di Nostra aetate, la dichiarazione del Concilio Vaticano II che ha rivoluzionato il rapporto della Chiesa cattolica con gli ebrei riconoscendo «il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo». Rigetto dell’accusa di deicidio, abbandono dell’insegnamento del disprezzo e rifiuto di ogni antisemitismo hanno permesso l’inizio di un nuovo percorso che ha registrato altre tappe e ha portato, nel 2023, alla pubblicazione delle Schede per conoscere l’ebraismo. Questo frutto del lavoro congiunto tra gli uffici della Segreteria generale della Cei e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, sfata stereotipi, illustra la cultura, la vita della comunità ebraica, i suoi testi sacri e la storia dell’ebraismo. Il tema della 37a Giornata – “In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra (Gn 12,3). Sessant’anni di Nostra aetate” – richiama quello che è considerato il «padre della fede», Abramo, figura alla quale guardano le cosiddette religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam. Abramo è partito fidandosi di una parola, ha superato i propri confini geografici e mentali e ha permesso il realizzarsi della promessa divina. Tutti i suoi discendenti, anche se diversi e spesso in conflitto, condividono la stessa benedizione. Il tragico quadro seguito all’orrenda strage del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas, che non è mutato con la tregua dell’ottobre 2025 ma continua a causare vittime a Gaza, in Cisgiordania e in Israele, ha influito anche sul dialogo ebraico-cristiano che, se non è cessato, ha vissuto però momenti di tensione e rallentamenti. Molti rabbini italiani hanno lamentato mancanza di empatia e una solidarietà limitata per i fatti del 7 ottobre da parte cristiana e cattolica. Sono state inoltre percepite con fastidio alcune affermazioni in ambito cattolico rispetto alle azioni militari a Gaza. Al recente Colloquio ebraico-cristiano di Camaldoli, da parte dell’ambasciatore israeliano alla Santa Sede è emersa la richiesta, rivolta ai cattolici e agli altri cristiani, di considerare parte integrante del dialogo la centralità dello Stato di Israele per il popolo ebraico. Così come è stata affermata l’interconnessione tra le relazioni cattolico-ebraiche e le relazioni tra la Santa Sede e lo Stato di Israele. In questa situazione, in cui si tenta di proseguire il dialogo nonostante incomprensioni, visioni differenti su alcuni temi e fatti di bruciante attualità, la Commissione episcopale Ecumenismo e dialogo interreligioso della Cei, nel suo messaggio per la Giornata del 17 gennaio, ha espresso la posizione della chiesa cattolica italiana in rapporto alle comunità ebraiche per riaffermare «il vincolo» ricordato da Nostra aetate, la volontà di «chiarire i fraintendimenti, stimolare il confronto nel territorio fra le comunità cristiane e quelle ebraiche e porre alcuni punti fermi del rapporto ebraico-cristiano». La lettera ha enumerato ciò che unisce le due comunità e ciò che le distingue. Ha ribadito la condanna del terrorismo in ogni sua forma e dell’atto terroristico del 7 ottobre e ha espresso la sua vicinanza alle vittime del popolo ebraico e del popolo palestinese nella tragedia di Gaza, auspicando una soluzione che consenta a tutti una convivenza pacifica. La 37a Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cristiani ed ebrei si terrà a Parma giovedì 15 alle 20.30 nella Sala conferenze delle Missioni Estere (viale San Martino 8) con l’intervento del presidente della Comunità ebraica di Parma maestro Riccardo Joshua Moretti. È organizzata dal Consiglio delle Chiese cristiane di Parma (avventista, cattolica, metodista, ortodosse) in collaborazione con la Comunità ebraica di Parma. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani Anche la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si pone sulla scia di eventi commemorativi: il 1700° anniversario del Concilio di Nicea e il 60° anniversario dell’abolizione reciproca delle scomuniche tra cattolici e ortodossi, celebrati nel 2025 con diversi convegni ed eventi da chiese, atenei e associazioni. “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”: il versetto della lettera agli Efesini (Ef 4,4), che intitola la Spuc, sottolinea la fonte dell’unità della Chiesa che, come un corpo, è fatto di molte membra. Le diversità non devono essere un fattore di divisione, come è stato per secoli, ma una ricchezza per tutti. Unità non significa uniformità ma armonia dei diversi carismi che le singole chiese storiche incarnano. Anche le chiese sono state toccate da eventi sociali e politici e non ne sono uscite indenni anche rispetto alle relazioni inter-ecclesiali, con ripercussioni che continuano ancora oggi. Nell’introduzione al sussidio preparato congiuntamente dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani e dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese, il Consiglio delle Chiese cristiane di Trento sottolinea che il cammino verso l’unità nel mondo contemporaneo è fatto di dialogo, ascolto, preghiera comune, educazione alla fede che sottolinei l’identità cristiana comune, testimonianza condivisa sui temi della pace, della dignità umana e del diritto alla patria. La cura della preghiera è stata affidata alla Chiesa apostolica armena che ha scelto come tema «Luce da Luce per la Luce», riferito a Cristo. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio) a Parma vede tre appuntamenti, sempre alle 18.30, organizzati dal Consiglio delle Chiese cristiane: lunedì 19 gennaio alla chiesa di San Pietro (piazza Garibaldi) Celebrazione ecumenica della Parola di apertura; mercoledì 21 gennaio alla chiesa Metodista (borgo Tommasini) Celebrazione ecumenica della Parola; domenica 25 gennaio alla parrocchia ortodossa romena dei SS. Zaccaria ed Elisabetta (chiesa di Santa Maria del Quartiere, piazzale Picelli) Vespri ortodossi. Il “mese del dialogo” si chiude il 27 con la Giornata mondiale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah. Una ricorrenza da continuare a celebrare in un periodo in cui riaffiorano in modo preoccupante elementi di antisemitismo e di islamofobia. Ricordare serve a non stancarsi di dire ancora, in ogni luogo e in ogni tempo, «mai più». 0 FacebookWhatsappEmail post precedente OLTRELEMURA DEL 16.01.2026 a cura di Graziano Vallisneri post successivo IL GIUBILEO DEI DETENUTI di Carla Maria Gnappi, catechista del Carcere di Parma e facilitatrice del progetto Sicomoro Dalla stessa sezione UN’ENCICLICA CHE È UN PROGETTO POLITICO di Davide... 25 Giugno 2026 PUBBLICATA L’ENCICLICA DI LEONE XIV “MAGNIFICA HUMANITAS” a... 4 Giugno 2026 NON DIMENTICARTI I POVERI: UN LIBRO SUL MAGISTERO... 20 Maggio 2026 SINODO / LA LENTA LIEVITAZIONE DELLA CHIESA ITALIANA... 6 Maggio 2026 SOLIDALI CON PAPA LEONE 16 Aprile 2026 PASQUA & PACE di Federico Ghillani 2 Aprile 2026 QUEL PRETACCIO CHE VENIVA DALLA VAL BAGANZA di... 19 Marzo 2026 UNA VOCE DALL’UCRAINA – INTERVISTA A PADRE IGOR... 5 Marzo 2026 EDUCARE A UNA PACE DISARMATA E DISARMANTE di... 17 Febbraio 2026 VANGELO E ZEN. 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