La Piazza EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. MA LA VERA PARTITA COMINCIA ADESSO di Monica Cocconi di BorgoAdmin 25 Giugno 2026 di BorgoAdmin 25 Giugno 2026 158 Dopo anni di studi, resistenze politiche, dubbi tecnici e timori da parte del sistema bancario, l’Unione europea ha compiuto un passo decisivo verso l’introduzione dell’euro digitale. Nei giorni scorsi, infatti, al Parlamento europeo è stato raggiunto un accordo politico di massima sul regolamento che disciplinerà la nuova forma di moneta elettronica emessa dalla Banca centrale europea. Un’intesa che avvicina sensibilmente l’Europa a una delle innovazioni monetarie più ambiziose dalla nascita dell’euro stesso. L’accordo non rappresenta ancora il traguardo finale. Restano da completare i negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea nel cosiddetto “trilogo”, ma il fatto che le posizioni delle istituzioni siano ormai molto vicine lascia prevedere un percorso relativamente agevole. Gli osservatori parlano apertamente di una svolta politica che, fino a pochi mesi fa, appariva tutt’altro che scontata. L’euro digitale è spesso descritto come una sorta di “contante elettronico”. Non sostituirà le banconote e le monete, ma le affiancherà. I cittadini potranno utilizzare un portafoglio digitale per effettuare pagamenti online e offline, disponendo di una forma di moneta garantita direttamente dalla BCE, proprio come oggi il contante è garantito dalla banca centrale. Dietro questa innovazione, tuttavia, non si nasconde soltanto una questione tecnologica. La posta in gioco è eminentemente geopolitica. Da anni i pagamenti elettronici europei dipendono in larga misura da circuiti privati internazionali, soprattutto statunitensi. Carte di credito, sistemi di pagamento e infrastrutture digitali sono spesso controllati da operatori extraeuropei. L’euro digitale nasce anche per ridurre questa dipendenza e rafforzare la sovranità economica dell’Unione. In un mondo segnato dalla competizione tra grandi potenze e dalla crescente centralità delle infrastrutture digitali, controllare i propri sistemi di pagamento significa esercitare una forma essenziale di autonomia strategica. Non è un caso che negli ultimi mesi il linguaggio utilizzato dalle istituzioni europee abbia assunto toni sempre più espliciti. L’euro digitale viene presentato come uno strumento per rafforzare la resilienza europea, proteggere la moneta unica e consolidare il ruolo internazionale dell’euro. In altre parole, non si tratta semplicemente di rendere più comodi i pagamenti tramite smartphone, ma di costruire un’infrastruttura pubblica europea capace di competere con i grandi operatori privati globali. Se la finalità politica appare chiara, non meno evidenti sono state le difficoltà del negoziato. Il nodo principale riguarda il rapporto tra euro digitale e sistema bancario. Le banche temono infatti che i cittadini possano trasferire una parte significativa dei propri risparmi dai conti correnti tradizionali ai nuovi wallet digitali garantiti dalla BCE. Un fenomeno di questo tipo potrebbe ridurre la raccolta bancaria e limitare la capacità degli istituti di concedere credito all’economia reale. Per questa ragione il compromesso raggiunto prevede una soluzione prudente. Non è stato fissato un limite preciso alla quantità di euro digitali che ciascun cittadino potrà detenere. È stata invece concordata una metodologia per determinarlo in futuro. Sarà la BCE, probabilmente nel 2028, a proporre una soglia sulla base delle condizioni economiche e finanziarie del momento. Parlamento e Consiglio potranno eventualmente decidere di abbassarla. L’obiettivo dichiarato è evitare effetti destabilizzanti sul sistema bancario. Anche la questione della privacy ha alimentato un acceso dibattito. Una parte dell’opinione pubblica teme che la moneta digitale possa trasformarsi in uno strumento di controllo delle transazioni da parte delle autorità pubbliche. Le istituzioni europee hanno cercato di rassicurare i cittadini prevedendo modalità di utilizzo offline e sistemi di tutela della riservatezza. Tuttavia il tema resta aperto e continuerà probabilmente ad accompagnare il progetto nei prossimi anni. Alcuni studiosi e osservatori continuano infatti a interrogarsi sull’equilibrio tra esigenze di sicurezza, lotta al riciclaggio e protezione dei dati personali. L’accordo politico raggiunto segna dunque un momento importante, ma non conclude il dibattito. Al contrario, apre una nuova fase. Molto dipenderà dalla capacità delle istituzioni europee di convincere cittadini, imprese e operatori economici che l’euro digitale rappresenta un’opportunità e non una minaccia. La storia dell’integrazione europea è spesso passata attraverso strumenti apparentemente tecnici che si sono poi rivelati profondamente politici. L’euro stesso ne è forse l’esempio più evidente. Oggi l’Unione sembra voler compiere un passo ulteriore: trasferire la sovranità monetaria nell’era digitale. Se il progetto avrà successo, l’euro digitale potrebbe diventare molto più di una nuova modalità di pagamento. Potrebbe trasformarsi nel simbolo di un’Europa che cerca di affermare la propria autonomia in un mondo sempre più dominato dalla competizione tecnologica e finanziaria globale. La domanda, a questo punto, non è più se l’euro digitale vedrà la luce. La domanda è quale Europa emergerà insieme ad esso. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di Carla Mantelli post successivo “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL CUORE” di Vittorio Gallese – Università di Parma Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di... 25 Giugno 2026 È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 IL BORGO A “PARMA EUROPA” SU 12 TV... 20 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. 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