Lo scorso 18 febbraio, in occasione del 2° anniversario della morte, il nostro Circolo ha voluto ricordare Enore Guerra con un breve ma intenso ricordo delle sue molteplici attività in campo associativo, sociale e culturale. Tra le varie testimonianze lette nell’occasione riportiamo di seugito quella di A. Ganapini, che precedette Enore alla guida de “Il Borgo” e ne fu per anni stretto collaboratore.

Il Circolo culturale IL BORGO era nato in aprile 1977 per iniziativa di Andrea Borri, neodeputatoD.C.  E. Guerra era nel gruppo dei 20 fondatori. Albino Ganapini fu il primo Presidente. Nel 1980 Guerra successe  a Ganapini come presidente e mantenne il ruolo per ben 17 anni, fino al 1997. Un periodo straordinario e forse di maggior splendore del BORGO sotto la spinta e il dinamismo di Guerra, che mi volle suo vicepresidente e la collaborazione sfociò presto in sincera amicizia tra noi e le nostre consorti, Gianna e Lidia.  Enore aveva una carica emotiva che trasmetteva al gruppo: convegni, incontri, una serie di trasmissioni durata alcuni anni con Nuova TV Parma sui temi della città, dall’urbanistica alla scuola, dal traffico alla cultura, dalla famiglia alla gestione dei rifiuti, all’economia. Ma i convegni toccavano anche temi nazionali e internazionali sul doppio versante di interessi  che il Circolo si era dato fin dall’inizio: locale e globale. Il metodo era sempre quello: confronto di idee, di fatti, di interpretazioni, di progetti, e dialogo nel clima di apertura che Andrea Borri ci aveva insegnato, forti comunque delle nostre convinzioni di cattolici democratici. In particolare nell’arco della sua lunga presidenza l’attenzione del Circolo si fissò sui seguenti assi:

-i Giovani con la nascita di “Nuova Proposta”, la cui lista  stravinse nell’elezione degli organismi studenteschi e con i seminari estivi di formazione  politica (ospiti personaggi come Andreatta, Goria, Castagnetti…a Berceto); con iniziative sulle  tossicodipendenze, tra cui il sostegno al Centro ricerche CERID di Pierpaolo Vescovi insieme a  Betania di Don Valentini;

-il Carcere con la nascita del gruppo “Il Dialogo” di Maurizio Saccani e l’avv. Panico e le visite  ai carcerati;

-la Cultura con l’attiva collaborazione con la Diocesi (Mons. Grisenti) al restauro e riapertura del  Teatro Pezzani, importante per l’Oltretorrente, e la fondazione della Cooperativa Pezzani per   gestirlo; con la fondazione dell’Associazione Cori Parmensi e la rivitalizzazione del Festival di   Mossale ad opera in primis di Caggiati e Saccani; l’avvio con Luciano Mazzoni e Caggiati del   Forum Interreligioso;

-la Società: l’opera più importante, per il suo valore scientifico e il rilievo sociale, credo sia rappresentata dalla ricerca, durata oltre un anno, in collaborazione con l’Università (Proff.  Scivoletto e Zani) su povertà ed emarginazione a Parma, pubblicata nel volume “Malessere nella Città ricca” e presentata in Aula Magna alla città nel 1989 alla presenza della Ministra  per gli Affari Sociali  Rosa Russo Iervolino.

Nel capitolo “attenzione alla Società” non voglio dimenticare l’impulso del BORGO in quegli  anni alla nascita e alle attività dell’Associazione “Amici di Padre Lino” e di “Parma Solidale”  per l’aiuto a chi dormiva sotto i ponti. Per dare il senso del livello dei relatori che Borri riusciva a portare a Parma agli incontri del Borgone cito alcuni: Padre Sorge, Beniamino Andreatta, Romano Prodi, Pietro Scoppola, GiuseppeLazzati, Mino Martinazzoli, Stefano Zamagni, Vittorio Bachelet, Indro Montanelli.

Infine vorrei marcare alcuni tratti della personalità di Enore Guerra: un cristiano autentico, fermo nei fondamentali, ma adulto e aperto alla modernità, che rifletteva l’educazione degli “Stimmatini”. Un uomo generoso e leale, che ha usato gli strumenti anche di Fondazione Cariparma, di cui fuautorevole  consigliere, per fare del bene e far evolvere la società nella quale ha lasciato un segno. Un interprete della solidarietà che ha saldato la sua fede con le opere.