EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa BorgoLab

di BorgoAdmin

Durante la giornata del 12 maggio 2026, a Parma si è svolta la marcia della pace che ha coinvolto oltre 1500 studenti. Il mondo studentesco ha portato un messaggio fondamentale: il dialogo e la pace in un mondo che, troppo spesso, viene trascinato in una spirale di guerra.

In questo ultimo periodo si è parlato molto di come risanare la situazione economica, di come continuare il conflitto inviando nuove armi o di come evitare una nuova escalation. Eppure, in molti si sono dimenticati, o hanno smesso, di porsi una domanda ancora più cruciale: come si può arrivare alla pace?  Oggi la pace può ancora essere vista come un diritto universale inalienabile? O sta diventando sempre di più una mistificazione, un concetto svuotato e sradicato dal suo stesso significato fondamentale?

Per questo motivo sono vitali giornate come questa, dove i giovani marciano non per “conquistare” la pace – perché la pace stessa non è un territorio da conquistare o da sfruttare, ma un esercizio continuo fatto di dialogo e rispetto verso la libertà, la giustizia e l’uguaglianza sociale, ma per continuare a coltivare la volontà di trasmettere l’idea di pace che ci è stata tolta o nascosta. Un’idea di pace che non vede la sua realizzazione attraverso l’ideologia politica, ma mediante la convivenza pacifica dei popoli, abbattendo così le cause più profonde delle guerre. Questi eventi, queste marce, ci fanno capire che la vera pace non è un’utopia o un’illusione passeggera ma una concretizzazione di qualcosa di più importante. Il fatto che un migliaio di ragazzi siano scesi in piazza dimostra  non solo la volontà di rincorrere questo sogno, questa speranza, ma anche di poter ottenere un mondo migliore dove la pace é la soluzione e non più una fragile conseguenza dopo migliaia di feriti, di abitazioni distrutte e di popoli decimati. La pace non deve essere vista soltanto come un’assenza di guerra, ma come un cammino attivo, una marcia che, passo dopo passo,  arriverà a “educare” alla pace tramite un processo di dialogo tra le culture e la costruzione di una cittadinanza consapevole e partecipata.

Una sintesi del concetto di educare alla pace, viene da Maria Montessori: ”Tutti parlano di pace ma nessuno educa alla pace. Si educa per la competizione e la competizione é l’inizio della guerra. Quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l’un l’ altro solidarietà, quel giorno si starà educando alla pace”.

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