DIRITTO D’ASILO SOTTO PRESSIONE: IL QUADRO GLOBALE E LE SFIDE LOCALI A PARMA di Chiara Marchetti

di BorgoAdmin

Le persone costrette a fuggire nel mondo continuano ad aumentare e il diritto d’asilo appare sempre più fragile. È il quadro che emerge dal Rapporto 2025 sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes, che descrive una crisi ormai strutturale, segnata da conflitti prolungati, disuguaglianze crescenti e politiche di accoglienza sempre più restrittive. Secondo i dati dell’UNHCR, alla fine del 2024 erano 123,2 milioni le persone in fuga forzata nel mondo. A metà del 2025 il numero è sceso a circa 117 milioni, ma soprattutto per effetto di rientri in Paesi ancora instabili, spesso senza reali condizioni di sicurezza o reintegrazione. Guerre, persecuzioni, crisi economiche e disastri ambientali continuano a spingere milioni di persone a lasciare le proprie case. Solo nel 2024, quasi 46 milioni di spostamenti sono stati legati a eventi climatici estremi. Contrariamente alla percezione diffusa, la maggior parte dei rifugiati non arriva in Europa: oltre il 70% è accolto in Paesi a basso o medio reddito, spesso confinanti con le aree di crisi.

Nel frattempo, anche nel continente europeo cambia l’approccio. Nel 2024 le domande di asilo nell’Unione sono diminuite a circa 913 mila (-13% rispetto all’anno precedente), ma la gestione dei flussi resta al centro del dibattito politico. Il rapporto evidenzia una tendenza comune: l’asilo viene sempre più trattato come una questione di controllo e sicurezza, con procedure accelerate, accordi con Paesi terzi e misure straordinarie che rischiano di diventare permanenti. I costi umani restano elevati. Nei primi nove mesi del 2025 si contano quasi 1.300 morti o dispersi nel Mediterraneo, con un rischio di morte particolarmente alto sulla rotta centrale. Restano inoltre vulnerabili i minori soli e le persone intrappolate in lunghe attese burocratiche.

Se questo è il quadro internazionale, la situazione locale mostra come le criticità del sistema si riflettano concretamente sui territori. In provincia di Parma, al 1° gennaio 2024, si registrano 3.254 richiedenti asilo e titolari di protezione, di cui 1.245 accolti nel sistema pubblico tra SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) e CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria). I dati raccolti dall’Osservatorio provinciale asilo di CIAC segnalano però alcune tensioni crescenti. Oltre 200 persone risultano attualmente in lista d’attesa per l’accoglienza. Le attese per un appuntamento in Questura sono mediamente di 8 mesi per il rinnovo del permesso di soggiorno e di 7-8 mesi per il primo rilascio o altre procedure, ritardi che producono una condizione di irregolarità “forzata”: per mesi molte persone restano senza documenti validi, con conseguenze dirette sulla possibilità di lavorare, iscriversi all’anagrafe, accedere al servizio sanitario, alle prestazioni sociali o al mercato abitativo. Anche sul piano della procedura di asilo emergono elementi critici, tra cui un ricorso molto ampio alla procedura accelerata, che comporta tempi più brevi ma anche minori garanzie (61% delle domande , quota che sale all’83% al centro di Martorano).

Il quadro che emerge è quello di un sistema sotto pressione, in cui le difficoltà organizzative e i ritardi amministrativi rischiano di tradursi in vulnerabilità sociale. E conferma quanto il tema dell’asilo non sia solo una questione internazionale o nazionale, ma riguardi da vicino anche i territori e le comunità locali.

 

Dalla stessa sezione

Lascia un commento