CHE TEMPO CHE FARÀ di Riccardo Campanini

di BorgoAdmin

Contrariamente a quanto pensavano alcuni filosofi, la storia non procede mai in modo lineare e rettilineo, ma piuttosto per stop and go, avanzamenti e (apparenti) ritorni al passato, e quindi solo a posteriori si possono rilevare con esattezza i mutamenti e le novità che un determinato periodo ha portato con sé. Questo ragionamento può essere efficacemente applicato alla famosa affermazione di Papa Francesco (talmente famosa da essere scelta come tema conduttore della nostra Rassegna “Letture in Circolo” in svolgimento in queste settimane) secondo la quale stiamo vivendo non un’epoca di cambiamento ma un cambiamento d’epoca. Se infatti è indubbio che in questi anni molte cose stanno cambiando, e anche rapidamente (basti pensare ai vertiginosi sviluppi della cosiddetta Intelligenza Artificiale o alle rivoluzionarie scoperte della fisica quantistica), in campo politico e culturale si ha invece talvolta l’impressione di una sorta di “ritorno al passato” o almeno di un arresto di determinati processi che sembravano ormai avviati. Succede insomma nella storia quello che capita spesso con l’avvicendarsi delle stagioni: Il passaggio dal periodo freddo a quello caldo (e viceversa), non avviene di colpo, ma gradualmente e a volte con improvvisi ritorni della brutta stagione, che fanno persino dubitare che l’estate stia davvero arrivando.

Venendo all’attualità, capita poi che alcuni avvenimenti ci riportino di colpo alla consapevolezza che, sì, è proprio vero che siamo immersi in un “cambiamento d’epoca”; e non vi è dubbio che da questo punto di vista due fatti recenti, tra loro del tutto indipendenti, possano essere considerati in qualche modo “storici” e dirompenti. Il primo è la nomina di una donna, Sara Mullaly , a Primate della Chiesa anglicana (v. articolo nella Piazza). Se solo si pensa che per centinaia di milioni di donne cristiane – cattoliche e ortodosse – è impossibile già solo accedere all’Ordine sacro (per non parlare ovviamente dei suoi “gradi” più alti), è evidente che quello fatto dagli anglicani è un passo in avanti davvero gigantesco, anche se per il momento sembra non incidere più di tanto sulle scelte delle altre confessioni cristiane – ma forse è troppo presto per dirlo. Il secondo, che risale alla scorsa settimana, è l’elezione del musulmano Z. Mamdami  a Sindaco di New York. In realtà, questa affermazione elettorale, per quanto clamorosa ed enfatizzata dai mass-media, si inserisce nel solco di un processo che va avanti ormai da diversi anni e al quale si possono ascrivere, tanto per citare altre due elezioni “storiche” del recente passato, sia la Presidenza di Barack Obama sia la designazione di un altro musulmano, S. Khan, a Sindaco di Londra per due mandati.

Certo, questi cambiamenti così sorprendenti e per taluni persino traumatici, provocano spesso delle reazioni “uguali e contrarie”, per riprendere un noto principio fisico, come la duplice elezione di D. Trump o le farneticanti teorie sulla “remigrazione” portate avanti da gruppi politici di estrema destra. Ma, come si diceva all’inizio, la storia, proprio come l’alternarsi delle stagioni, non è mai una linea retta, ma piuttosto un percorso a zig zag, che  talvolta può ingannare e persino portare fuori strada – specialmente in caso di pioggia.

Dalla stessa sezione

Lascia un commento