Siamo tutti interconnessi. Tra di noi, con le generazioni future, con i complessi meccanismi del pianeta. Per questo siamo responsabili delle nostre scelte e dei modelli di sviluppo che queste implicano. E’ solo uno dei concetti che è emerso nell’incontro avvenuto giovedì 10 giugno dal titolo “Sguardi al futuro. Ecologia integrale: custodire il Creato, coltivare la Giustizia”, organizzato da Azione Cattolica e altre sei associazioni al Centro Pastorale Diocesano. Nella prima parte tre relatori dell’Università di Parma, Katia Furlotti, Giovanni Tedeschi e Monica Cocconi hanno fornito spunti da diverse angolature per una riflessione comune. E’ emerso come negli anni diversi papi spesso si sono espressi contro lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e hanno ribadito la necessità di una conversione ecologica ed umana, mentre numerosi studi denunciano nel mondo il rapporto non equilibrato tra consumo e limiti di rigenerazione naturale degli ecosistemi. Uno sviluppo sostenibile invece deve essere in grado di integrare gli obiettivi economici, sociali ed ambientali in modo da permettere anche alle generazioni future di poter migliorare la propria qualità della vita. Queste riflessioni trovano perfetta risonanza nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, un documento condiviso a livello internazionale che si articola in 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, fortemente connessi tra loro. Dalla lettura degli obiettivi si capisce come la nostra civiltà, la nostra economia, il nostro benessere dipendono dallo stato di salute dell’unico pianeta che ci è dato di abitare. D’altro canto il progresso tecnologico e la globalizzazione, che hanno permesso all’umanità di raggiungere un livello inedito di ricchezza, hanno anche danneggiato gli ecosistemi e il clima, provocando una crisi ambientale che diventa immediatamente crisi sociale. A farne le spese sono soprattutto gli ultimi della Terra, ma tutti siamo coinvolti. Papa Francesco nell’Enciclica “Laudato Sì” ha sottolineato il profondo legame tra ambiente e giustizia, ed ha intuito profeticamente la necessità di una trasformazione, in linea con i più recenti richiami della comunità scientifica. Con iniziative come “The Economy of Francesco” di Assisi, è riuscito a porre al centro del dibattito internazionale, ben oltre i confini della Chiesa, la necessità di una impegno comune per l’equità intergenerazionale, l’uso razionale delle risorse e l’economia circolare. Non si tratta di retrotopia, di un ritorno ad un passato fatto di chiusure e di nazionalismi, e neppure di interventi ai margini di un sistema insostenibile, ma piuttosto di uno “sguardo al futuro” che accompagni una transizione radicale. E’ interessante vedere come questi concetti e valori siano alla base di molte importanti iniziative politiche di cooperazione internazionale come il Next Generation EU, o la proposta di inserire lo sviluppo sostenibile nella prima parte della nostra Costituzione. Su tutti questi temi si è acceso un interessante dibattito con il pubblico. Alla fine dell’incontro Tommaso Ronchini ha presentato il progetto “Custodi del Creato –  Ecologia integrale: custodire il Creato, coltivare la giustizia”, a cura di Azione Cattolica, Gruppo Mission, Libera, Centro Etica Ambientale e diverse altre realtà. Si tratta di una proposta per le scuole medie e superiori con percorsi diversi sulle relazioni tra ambiente e giustizia per educare le nuove generazioni alle sfide che abbiamo di fronte. L’impegno per la trasformazione ecologica comincia oggi ed abbraccia il futuro.