Oltre 20.000 firme furono raccolte in città alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, sotto la spinta di un Comitato presieduto dal sen. Carlo Buzzi, quando si sparse la notizia che il vecchio carcere di San Francesco veniva abbandonato e ritornava alla comunità parmense, per chiedere che la chiesa di San Francesco ritornasse alla tradizione francescana.  Parma voleva che si ritornasse alle origini per cancellare quel sopruso che Napoleone aveva voluto nel 1805 chiudendo il convento francescano e trasformandolo in carcere nel 1810. Quando nel settembre del 1992 le carceri cambiarono la sede c’era, infatti, tanta speranza in una città, che stava anche aprendosi al turismo, di ridare la storica vita alla chiesa di San Francesco che nel periodo carcerario era stata usata come luogo di lavoro e magazzino. Nel dicembre del 1993 arrivò, invece, la notizia che tutto il complesso veniva dato all’Università e la chiesa, inizialmente, veniva pensata come auditorium o aula magna. L’Università stessa, invece, maturò la decisione di metterla a disposizione della Diocesi, ma qualche docente, con un atto legale, si oppose e solo nel 2017 si concretizzò il progetto di riaprire San Francesco come i Francescani l’avevano costruita a partire dal 1240.

Il circolo Il Borgo ha seguito da molto vicino il percorso del complesso. Quando era carcere aveva promosso, tramite la coop R. Pezzani ed il Gruppo Il Dialogo, corsi di musica e di teatro per i carcerati con spettacoli aperti alla cittadinanza ed esperienze di solidarietà che Maurizio Saccani ed il vescovo Cocchi trasformarono, poi, in Caritas. La prima visita alla chiesa dismessa ed alle carceri appena abbandonate, guidata dal compianto Giancarlo Bonassi, fu promossa dal circolo Il Borgo.  Dal 2017 sono stati 4 anni di intensa progettazione, con il pieno coinvolgimento dell’intera città che, ogni tanto, veniva chiamata per prendere atto dello svolgimento dei lavori e veniva anche sollecitata a partecipare alle ingenti spese. E nelle prime giornate di ottobre la chiesa di San Francesco è tornata, grazie a tanti fedeli ed a vari sponsor, uno dei gioielli più belli di Parma rendendo ancor più viva ed attrattiva, per parmigiani e turisti, una parte della città, con tanti borghi ricchi di storia parmigiana.