Sabato 5 giugno l’Archivio del circolo Il Borgo verrà intitolato a “Mario Bocchi”. Sarà una tappa importante nella vita dell’Associazione ed anche nella vita culturale e politica della città ……perché avere un archivio vuol dire avere una storia! vuol dire avere una storia che viene da lontano. Erano gli inizi degli anni ’90 del secolo scorso. Il mondo cattolico impegnato in politica nel tradizionale partito della Democrazia Cristiana era in grande difficoltà in Italia ed anche a Parma. Caduta la funzione dell’anticomunismo, che si stava sgretolando come il muro di Berlino, emergevano nella DC le diverse anime che la componevano ed emergevano le diversità culturali nella gestione politica del partito e del potere. Le diverse correnti che erano stato un fermento anche culturale si trasformarono in piccoli partiti. Nella sede della DC di via Turchi rimase quella parte che si definiva “Sinistra DC”, più attenta al sociale, che si ispirava alla linea di Moro e di Zaccagnini, di Martinazzoli, di Bodrato e di Marcora, di Buzzi e di Borri, e dette vita al Partito Popolare Italiano prima ed alla Margherita poi. Quando nel 2007 decise di dare vita al Partito Democratico insieme a quell’area che veniva dal PCI proposero al circolo Il Borgo, già fortemente attivo ed apprezzato in città, di farsi carico della eredità culturale e storica di quella parte politica donando al circolo l’archivio della propria storia. E Il Borgo, nell’ambito di una cultura aperta al dialogo, laicamente ha accettato assorbendo nella propria storia la ricchezza democratica e culturale di quei partiti, trasformandola in un percorso culturale aperto al dialogo con l’intera società. L’Archivio dei partiti che esprimevano la storia e la presenza in politica di tanti cattolici e laici si è, infatti, arricchito con altri archivi significativi. Innanzi tutto è arrivato nell’archivio del circolo Il Borgo la forte esperienza dell’Ulivo, portato dal suo promotore Albino Ivardi Ganapini, a testimoniare il crogiuolo culturale che ha fatto incontrare cattolici ed ex comunisti in un percorso ricco di tante speranze. Sono arrivati poi altri archivi di esperienze culturali, politiche e sociali di ispirazione cristiana.

Perché intitolarlo a Mario Bocchi? Bocchi, segretario di Giuseppe Micheli, il più significativo personaggio politico del parmense nel ‘900, perno a Parma dei servizi Segreti degli Alleati durante la guerra fratricida, fondatore e promotore della DC parmense, primo sindaco nella Parma del dopoguerra, era stato completamente, volutamente, dimenticato. La sua foto non era presente fra i sindaci di Parma nella sede comunale.Quel gruppo di cattolici che hanno partecipato in forze ed hanno guidato tante fasi cruciali e forze armate della Resistenza parmense non era amato dal Vescovo mons. Evasio Colli, piemontese, che invitò la chiesa di Parma a votare, per la monarchia, ma ancor più fu fatto dimenticare da quel gruppo dirigente comunista che volle appropriarsi del colore della Resistenza. Il gruppo dirigente PCI dal ’45 a tutti gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso mise all’angolo sia i cattolici ed anche i socialisti per avere un diretto rapporto con il potere locale. E Mario Bocchi, dopo il grande contributo dato nel difficile momento della storia parmense, visse con prestigio, ma in silenzio, fra coloro che guidavano la Dc in Lombardia ed anche a livello nazionale con uno stile ed un servizio che, ancora oggi, potrebbero essere presi come un esempio dai cattolici e dalle persone impegnate in politica. Due sono gli obiettivi prioritari che ora si pongono: mettere in rete gli archivi di vari cattolici di Parma impegnati in politica e digitalizzare il ricco materiale.