Per un giorno la Cattedrale ha lasciato la solennità raccolta del tempio sacro per assumere l’immagine della festa, dei colori, dei canti, delle danze in un  tripudio di acclamazioni in lingue diverse.

E’ accaduto il giorno dell’Epifania , in cui si celebra  con la  scoperta di Gesù da parte dei Magi, la sua manifestazione a tutta l’umanità e a tutti i popoli. E’ stata la Festa dei popoli  con l’incontro delle comunità cristiane delle diverse etnie, paesi di origine, colori di pelle con il Vescovo Enrico. L’assemblea liturgica si è articolata nei vari momenti, dalla processione iniziale, all’offerta dei doni, alle letture  ed ai canti, ciascuno assegnato ed animato dalle tre comunità più grandi, dei Filippini che si riuniscono ogni domenica in S.Uldarico, da quella francofona che si ritrova in Santa Maria della Pace, da quella anglofona che è guidata da padre Turco in S.Patrizio. L’armonizzazione era curata dagli studenti francofoni di S.Pancrazio e dagli studenti saveriani che rappresentano 18 paesi diversi.

 

Così anche le preghiere, per la pace, per i cristiani perseguitati, per i poveri, per le tre religiose di Parma trucidate, per chi è senza lavoro, sono state dette in inglese, francese, spagnolo, tagalog, arabo, ucraino, swaili. La allegrezza dei canti che accompagnavano la processione danzante dei filippini, il suono dei tamburi e le grida di acclamazione coinvolgevano a poco a poco tutta l’assemblea che partecipava con il battito delle mani e l’alleluya. Si è così respirato un clima  di gioiosa fraternità e di nuova fiducia, nel superamento di barriere psicologiche e pregiudizi, quando le mani di colore diverso si sono intrecciate allo scambio della pace. E si è realizzato l’obiettivo che è stato alla base di tanto lavoro da parte dell’Ufficio Migrantes, seppure in silenzio, quello di presentare una comunità accogliente nei confronti della città ma anche comunità che si fa accogliere. Ogni comunità di stranieri, di cui fanno parte persone che provengono da tanti paesi diversi, è infatti organizzata con un proprio Consiglio, che si riunisce periodicamente per programmare la propria attività pastorale, gli incontri, le feste e le celebrazioni, ma soprattutto l’impegno a collaborare con la comunità parrocchiale. Per questo il Vescovo Enrico dopo aver espresso la sua gioia nelle parole iniziali di accoglienza ha invitato tutti a sentirsi una sola chiesa, che si apre a tutti i cittadini di Parma, a partire dai più lontani, da chi è arrivato da lontano, da chi si sente escluso, da chi ha maggiormente bisogno di solidarietà concreta. Una chiesa che, come chiede Papa Francesco, diventa missionaria, esce fuori  e va nelle periferie. Per questo la lettera pastorale del Vescovo “Credere ci chiama” è stata tradotta in quattro lingue e consegnata ai responsabili delle comunità.

Siamo usciti più ricchi ed allegri, con passo leggero, nella rafforzata consapevolezza  di far parte di una chiesa universale che unisce tante diversità,

con il desiderio di guardare con occhi nuovi e con parole di benevolenza  chi incontriamo ogni giorno con  il volto indifferente,  chi ci sta accanto e guardiamo come fosse un invisibile o uno “straniero” catapultato per caso da un altro mondo e non un fratello in umanità e nell’amore di Cristo.

Convinzioni,  che si sono rafforzate dopo i giorni terribili degli attentati di Parigi, che richiedono a ciascuno di noi l’impegno a lottare contro il terrorismo  e contro i fondamentalismi promuovendo come cittadini la convinta integrazione dei popoli e invocando come uomini religiosi  uniti il nome di Dio per la pace.

Graziano Vallisneri