Il PNRR inviato nel suo testo definitivo a Bruxelles (di 266 pagine) è un documento complesso che rivela le diverse mani che lo hanno collezionato e che richiede un notevole sforzo di lettura e quindi di approfondimento, anche se facilitato da un indice organico. Dopo le premesse e l’indicazione degli obiettivi generali e della struttura del Piano vengono delineate le 6 missioni che raggruppano le 16 componenti, secondo le linee generali della Commissione europea, intese come ambiti in cui aggregare  progetti di investimenti e riforme. Per comodità di lettura si riportano i titoli delle sei missioni con l’indicazione delle risorse (miliardi) attribuite:

M1. Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo  49,86

M2- Rivoluzione verde e transizione ecologica                                                    69,94

M3-Infrastrutture per una mobilità sostenibile                                                    31,46

M4-Istruzione e ricerca                                                                                          33,81

M5-Inclusione e coesione                                                                                     29,83

M6- Salute                                                                                                              20,23

Per ciascuna missione sono individuate, le componenti, le finalità, gli obiettivi, le esigenze di adeguamento normativo ed organizzativo, gli interventi strutturali e immateriali e la attribuzione di fondi per la dotazione e qualificazione delle risorse umane. Il Piano ha però previsto quella che il Presidente del Consiglio Mario Draghi definisce “clausola di condizionalità trasversale a tutto il Piano con riferimento alla priorità accordata al tema del sostegno all’occupazione giovanile e femminile con annesso superamento dei divari di genere,e ancora il superamento dei divari territoriali. L’empowerment femminile e il contrasto alle discriminazioni di genere, l’accrescimento delle competenze, delle capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani, il riequilibrio territoriale e lo sviluppo del Mezzogiorno non sono univocamente affidati a singoli interventi, ma perseguiti quali obiettivi trasversali in tutte le componenti del Pnrr, Cosi’ al termine della trattazione di ciascuna missione viene riportato un “focus” sulle dimensioni trasversali del Piano di cui di seguito si rende conto..

Superamento dei divari territoriali e sviluppo del Mezzogiorno,

La Missione 1 avrà un impatto significativo nella riduzione dei divari territoriali. Oltre il 45 % degli investimenti nella connettività a banda ultralarga si svilupperanno nelle regioni del Mezzogiorno La connettività ultraveloce potrà finalmente raggiungere tutte le aree interne del Paese e le isole minori .Gli interventi sulla digitalizzazione delle PA locali avranno del pari importanti ricadute per le aree del sud, inoltre  l’accresciuta accessibilità agli incentivi fiscali del Piano Transizione 4.0 favorirà molte imprese del Mezzogiorno, che grazie anche agli investimenti previsti per la proiezione del nostro export e l’attrattività  dell’offerta culturale e del nostro turismo miglioreranno il loro posizionamento internazionale .Anche  le iniziative e i progetti della Missione 2 incideranno nella riduzione delle disuguaglianze territoriali perché le misure relative alla economia circolare e alla sostenibilità della filiera agroalimentare saranno uniformemente distribuite, come pure le misure volte alla decarbonizzazione dei trasporti, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla riforestazione e alle bonifiche. Altre misure avranno una incidenza strategica maggiore per il sud come la depurazione delle acque, il potenziamento della industria per energie rinnovabili e le tecnologie per il trasporto sostenibile.

Il successo della Missione 3 consentirà di ottenere benefici trasversali in ambito territoriale e generazionale. Il completamento e il rafforzamento della rete ferroviaria ad alta velocità accompagnata dalla estensione delle reti ferroviarie e stradali regionali contribuirà a uniformare la qualità dei servizi come pure il potenziamento dei sistemi aereoportuali.. Anche nel campo della istruzione i progetti relativi agli asili, alla lotta all’abbandono scolastico,  all’efficientismo delle scuole, oltre alla promozione di nuovi centri di eccellenza nel campo della ricerca contribuiranno ad eliminare il forte gap vissuto al sud.

Infine le misure che rafforzano la dotazione dei servizi essenziali territoriali  anche nel campo della salute, consentendo una effettiva esigibilità dei LEA da parte di tutti gli assistiti, sono dirette ad aumentare l’attrattività dei territori a maggior rischio di spopolamento, accrescere le opportunità  di lavoro e affermare il diritto a restare per le nuove generazioni.

Superamento dei divari di genere

Per eliminare gli ostacoli che limitano la partecipazione delle donne al mercato del lavoro il Piano prende spunto dal percorso di riforma avviato con il Family act. Draghi assume l’impegno a lanciare entro il primo semestre 2021 la strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026. Per centrare questo obiettivo , si prevedono stanziamenti per 4,6 miliardi dedicati a costruire nuovi asili nido, scuole materne e servizi di educazione e cura per la prima infanzia. Vi si aggiunge un miliardo diretto a finanziare l’estensione del tempo pieno nelle scuole primarie. In tal modo si punta ad offrire un sostegno alle famiglie – e alle madri in particolare- in quello che resta uno degli aspetti più problematici; la conciliazione della loro vita professionale e lavorativa con la vita della famiglia. Vengono poi stanziati 400 milioni per favorire l’imprenditorialità femminile e 1 miliardo per la promozione delle competenze in ambito tecnico scientifico, soprattutto per le studentesse. Infine l’assegno unico diverrà lo strumento centrale e omnicomprensivo per il sostegno delle famiglie con figli, in sostituzione delle misure frammentarie fino ad oggi vigenti. La missione 1 può attivare una spinta all’occupazione femminile in termini di quantità e di qualità. Le riforme   nella PA possono potenzialmente avere un ruolo centrale per l’ingresso delle donne nel lavoro sia con i nuovi meccanismi di reclutamento sia  con la revisione delle opportunità di carriera verticale e di promozione alle posizioni dirigenziali di altp livello. Anche le misure di  Smart-working nella PA privilegiando il raggiungimento degli obiettivi possono favorire la valorizzazione del lavoro femminile con la conciliazione vita-lavoro. Infine il potenziamento e l’ammodernamento dell’offerta turistica e culturale  produrranno significative ricadute occupazionali sui settori che sono già a  forte presenza femminile come quello alberghiero, della ristorazione e delle attività culturali. Da ultimo la considerazione del lavoro di cura dei bambini, degli anziani e dei disabili come una questione di rilevanza pubblica con attuazione di nuovi servizi  costituirà una delle più importanti azioni a sostegno della parità di genere.

 Divari generazionali: i giovani

La Missione 1 ha un impatto diretto sui giovani con riferimento al mercato del lavoro e in particolare alla creazione dei Poli territoriali per il reclutamento, la formazione, il co-working e lo smart-working. La digitalizzazione della PA faciliterà la gestione dei processi burocratici che coinvolgono i giovani con un migliore esercizio dei diritti di cittadinanza e la fruizione  di servizi . Il programma di “diffusione culturale nelle scuole e il Servizio Civile Digitale volto a limitare l’esclusione digitale della popolazione  hanno inoltre l’obiettivo di rafforzare le competenze digitali dei giovani. L’azione di riforma della giustizia sarà accompagnata da un piano di assunzioni straordinarie per garantire  la trasformazione tecnologica e digitale  con contratto triennale per 1600 giovani laureati, 750 diplomati specializzati, e 3000 diplomati per lo staff amministrativo e tecnico degli uffici giudiziari. Altri 16500 laureati verranno assunti  per potenziare lo staff dell’Ufficio di processo mentre verranno create 1500 posizioni di coordinatori esperti. Gli investimenti e le riforme della transizione ecologica contribuiranno alla creazione di occupazione giovanile in tutti i settori toccati dal Green Deal europeo, tra cui le energie rinnovabili, le reti di trasmissione e distribuzione, la filiera dell’idrogeno. La Missione 4, Istruzione e ricerca, ha naturalmente un impatto rilevante sulle nuove generazioni, considerato che tutti gli obiettivi sono rivolti innanzitutto a dare ai giovani gli strumenti necessari per una partecipazione attiva alla vita sociale, culturale ed economica del Paese, fornendo quel bagaglio di competenze indispensabile per affrontare i processi di trasformazione.                                                                                                                                      Alla stessa stregua  gli interventi sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione sono dirette a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro a vantaggio principale dei giovani e assieme al potenziamento del servizio civile universale contribuiranno a ridurre il divario dei NEET, fra i quali pure si registra un divario significativo di genere. Infine la Missione salute prevede Il potenziamento delle competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario  attraverso un programma di assegnazione di borse di studio ed erogazione di corsi di formazione specifici da realizzare entro l’orizzonte del PNRR (metà 2026). Il costo complessivo di questi interventi è stimato in 0,74 miliardi. In particolare saranno finanziate:

  • Borse di studio di medicina generale: ogni anno del triennio 2021-2023
  • Un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere (con circa 150.000 partecipanti entro la fine del 2024 e circa 140.000 entro metà 2026)
  • Progetti formativi per lo sviluppo di percorsi di acquisizione di competenze di management per i professionisti del SSN: si prevede la formazione di 2.000 persone entro la metà del 2024 e altre 4.500 persone entro il Q2 2026
  • 4.200 contratti di formazione specialistica aggiuntivi, per un ciclo completo di studi (5 anni) a partire dal 2020.