Parma sta vivendo di nuovo il problema del Centro Islamico, che risulta al momento sprovvisto dei requisiti amministrativi per poter continuare la propria attività. Pubblichiamo come sintesi sul problema il comunicato del Comitato civico “Progetto Fratelli tutti” costituito fra Sindacati confederali, associazioni del Terzo Settore, Forum interreligioso e vari cittadini. “Il Borgo” ne è un socio costituente.

Un atto amministrativo della Regione Emilia Romagna sembra voler negare legittimità ed agibilità ad un’associazione e ad uno spazio che è stato a lungo pensato, realizzato, difeso e gestito dal Centro di Cultura Islamica e condiviso da una molteplicità di soggetti multiculturali della città di Parma.Insieme a tante persone ed associazioni di diversa estrazione culturale anche il Forum interreligioso ed i Sindacati confederali, che hanno da sempre seguito il faticoso percorso che ha trovato sede in Via Campanini, sono al fianco dei musulmani residenti a Parma ed oggi rinnovano la loro vicinanza. A tal fine, così come già nel 2009, le sigle sotto indicate si costituiscono in un “COMITATO CIVICO” a sostegno delle giuste richieste di questa che è la maggiore minoranza culturale/religiosa del territorio ed alla quale fanno riferimento circa ventimila immigrati qui presenti e operanti.

Le diverse Amministrazioni che si sono succedute nel tempo nel governo della città hanno sempre dichiarato l’impegno del Comune e il doveroso sostegno democratico a questa Comunità, che rappresenta ormai una quota considerevole di immigrati residenti che lavorano regolarmente nelle nostre aziende, pagano le tasse e partecipano alla vita della comunità locale.

La città di Parma – insignita del titolo di “CAPITALE DELLA CULTURA” – fedele alla sua vocazione cosmopolita, ha in sé le capacità e le risorse in grado di trovare una soluzione adeguata al problema insorto, evitando i rischi che immediatamente si presentano: l’isolamento della Comunità islamica, la lettura riduttiva del problema in quanto riguardante una minoranza, il riproporsi di uno scontro ideologico e confessionale spesso da taluni ricercato. Come Associazioni espressioni della società civile, come Sindacati, come Forum interreligioso e come persone riproponiamo la logica del dialogo e dell’intesa, della comune cittadinanza che ormai accomuna i destini dei parmigiani con questi ‘nuovi italiani’; ribadiamo, quindi, pieno impegno per una società che deve salvaguardare, anzitutto, i diritti di libertà e di espressione civile, culturale e religiosa.

I SOTTOSCRITTI, riuniti in un COMITATO CIVICO, coordinato da un portavoce, avviano, un percorso aperto alla cittadinanza, che titolano “PROGETTO FRATELLI TUTTI” che vorrà portare sia alla restituzione del diritto della Associazione Comunità Islamica di Parma a fare parte del Registro delle APS della Regione Emilia Romagna, sia al riconoscimento del diritto della comunità islamica parmense ad avere un’area definita per porre le pietre del proprio luogo di culto che sia nella città di Parma un momento di espressione della propria fede ed anche uno spazio di dialogo e di crescita con tutta la cittadinanza.

Costituiscono il Comitato:

le seguenti associazioni: Libera Parma, Ass.ne Giuseppe Micheli, Ass.ne Oltre il ponte, Circolo culturale Il Borgo, Circolo Giorgio La Pira, Ass.ne Montanara Laboratorio democratico, Ass.ne Acat PR incontri, Gruppo Avis di base Parma Lirica, Gruppo Avis di base Università, Ass.ne Amici Biblioteca San Leonardo, Movimento dei Focolari,  Fondazione CEIS onlus, il Consiglio del Forum del Terzo Settore di Parma; le Organizzazioni Sindacali  CGIL – CISL – UIL e CISL Pensionati; Società S. Vincenzo de Paoli; il Forum Interreligioso di Parma e  vari singoli cittadini.

P.S. Il Comitato è aperto alla cittadinanza. Chi intende aderire al Comitato è invitato a prendere contatto con uno degli attuali aderenti