Arrivano buone notizie per la Pontremolese. Il raddoppio della linea ferroviaria Parma-La Spezia è stato inserito fra le opere prioritarie per il Paese, la cui realizzazione avrà quindi procedure semplificate.Il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 ha stanziato ulteriori 92 milioni di euro per il raddoppio del primo tratto della linea, tra Parma e Vicofertile e a gennaio 2021 è stato nominato dal governo il commissario Mariano Cocchetti.

Con questi passi concreti si riconosce la centralità di un’infrastruttura strategica per tutto il nostro territorio; un risultato a cui i nostri parlamentari e il presidente Bonaccini hanno lavorato molto e si sono battuti insieme alle comunità locali. Uno degli obiettivi del nostro impegno elettorale. Il tema della mobilità sostenibile è prioritario in una prospettiva di sviluppo, della montagna e della città. Conosco bene i problemi e le potenzialità di questa linea, sia perché me ne sono occupato da amministratore a Borgo Val di Taro, sia da pendolare per lavoro.  La “strada ferrata” Pontremolese è storicamente il simbolo della connessione tra la montagna, la pianura e il mare. Oggi rappresenta un’infrastruttura che può dare vigore al sistema produttivo e turistico di un territorio a cui si guarda nella sua unità e interezza, uno scenario in cui le persone e la qualità della mobilità giocano un ruolo fondamentale. La scelta di dare vigore al trasporto su rotaia aumenta la sicurezza e stringe un patto con l’ambiente: una promessa d’amore e di rispetto per la nostra terra. Nonostante le potenzialità e la vocazione logistica dei territori attraversati, a partire ovviamente dal porto della Spezia, la linea ferroviaria che risale all’800 appare per molti aspetti inadeguata e obsoleta. Da oltre 40 anni si parla della necessità di un radicale ammodernamento e del raddoppio, ma progetti e lavori hanno conosciuto continui rinvii tra mancanza di fondi e scarsa volontà politica. Il progetto di adeguamento della Pontremolese risale alla legge di finanziamento nota come Piano integrativo del 1981 e da quel primo progetto solo un terzo della linea è stato rinnovato. Ma ora qualcosa si è mosso e il passo di questi ultimi mesi è pertanto “storico”. Questi 92 milioni di euro si sommano agli altri previsti dal Contratto di programma Rfi per il 2020 e consentono di passare alla fase dei cantieri. Molto resta da fare; gli interventi saranno spalmati in 12 anni, ma la direzione è quella giusta. Siamo ad un passo importante perché completare il tratto Parma-Vicofertile è fondamentale. Si tratta infatti di lavorare al tratto di uscita dalla città. C’è poi, ancora non finanziato, il tratto che riguarda l’attraversamento dell’abitato di Fornovo. Una soluzione progettuale va proposta e condivisa. Prendere decisioni a monte significa velocizzare poi i tempi di realizzazione. Esiste il tema della fruibilità delle stazioni oggi. Non tutte sono adeguate e non tutte adeguatamente sfruttate. La stazione di Parma deve essere più viva, a misura d’uomo, più fruibile dai cittadini. E’ una, se non la più importante, porta di accesso alla città. Oggi non ha le caratteristiche che merita. Le stazioni sono luoghi di arrivo e di partenza, di passaggio e di incontro. Perché non utilizzarle per le informazioni turistiche, come vetrina dei prodotti food e culturali? O realizzare altri progetti per renderle vive. Stiamo producendo, grazie al lavoro della Provincia di Parma, un progetto di massima per una pista ciclabile parallela che porti i cicloamatori da Parma sino all’alta Valtaro. Dobbiamo sfruttare al meglio le possibilità che il territorio ci propone. L’orizzonte è quello di nuove possibilità di sviluppo a livello di logistica, rispetto dell’ambiente, oltre che incremento dei flussi turistici, sia nelle vallate appenniniche che nella stessa città di Parma con uno sguardo all’Europa perché il vero obbiettivo della Pontremolese o, se vogliamo, Ti-Bre Ferroviaria è proprio lo sbocco e lo slancio verso l’Europa.