E’ del tutto superfluo ricordare che proprio un anno fa la “nostra” vita (di parmigiani, italiani, europei, cittadini del mondo…) è cambiata bruscamente e radicalmente: quello che è successo da allora lo ricordiamo benissimo tutti, e, nel caso (improbabile) che ce lo fossimo dimenticati, giornali, TV, social media ce lo stanno insistentemente facendo tornare alla mente. Di colpo, abitudini e comportamenti normali e ovvi sono diventati difficili o addirittura impossibili, i nostri spostamenti (viaggi, lavoro, incontri) hanno cominciato a dipendere dalla curva dei contagi e dalle decisioni degli organi responsabili  della salute pubblica, le comunicazioni “virtuali” hanno progressivamente soppiantato quelle “reali” anche in ambiti come il lavoro, la cultura, la scuola….Da allora viviamo in una realtà del tutto nuova e che non avremmo mai immaginato di dover sperimentare, quasi fossimo stati improvvisamente  trascinati dentro un film di fantascienza “dark”.Naturalmente sono tante le domande che sono affiorate alla mente in quest’anno di pandemia, e che risuonano ancora insistentemente: la prima, e più ovvia, è sapere se e quando tutto questo finirà, ma ce ne sono altre più profonde e importanti – che mondo ci aspetta “dopo”, se ne usciremo migliori o peggiori, cosa ci hanno insegnato questi terribili mesi.

Ecco, se c’è qualcosa di positivo in un evento davvero tragico come la pandemia da Covid-19 è l’aver costretto tutti a fare i conti con i “fondamenti” della vita, individuale e sociale, a distinguere ciò che essenziale da quello che non lo è, a capire quanto sono importanti (e niente affatto scontati) un abbraccio, una passeggiata, una serata in compagnia. Prendendo in prestito le parole di due grandi pensatori del ‘900 la pandemia ha obbligato ciascuno di noi a “mettere tra parentesi” abitudini e comportamenti non necessari e a riscoprire la centralità e l’insostituibilità del “ mondo della vita”; e dall’altra a  desiderare ( e rimpiangere)  “il volto dell’altro”, che non può essere sostituito da nessuna forma di comunicazione e incontro “a distanza”.

Ma, venendo alle implicazioni pubbliche di questa emergenza, un altro insegnamento che esso porta con sé è la centralità della salute e la priorità che ad essa va riservata nelle politiche nazionali e locali. Proprio a questo tema, diventato così fondamentale e decisivo, è riservato il terzo degli incontri dell’Agenda Parma 2022, in programma la prossima settimana. Protagonista di questo evento sarà il prof. Massimo Galli, che in questi mesi è diventato uno dei “personaggi” più noti ed ascoltati nelle tante occasioni in cui si parla di pandemia. Un altro effetto, questo, della “rivoluzione” cominciata un anno fa: i medici, e in particolare i virologi, che dagli ospedali e dalle aule universitarie irrompono improvvisamente sugli schermi televisivi e nelle trasmissioni radiofoniche. E se qualcuno storce il naso di fronte a questa sovraesposizione mediatica di scienziati e luminari della medicina, è bene ricordargli che – soprattutto di questi tempi –  fa meno danni un medico che diventa una “star” piuttosto che una “star” (dello spettacolo, del calcio, dell’intrattenimento, forse anche della politica) che si improvvisa medico. ..