Il centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano (1921-2021) offre l’occasione per una riflessione generale sull’esperienza di questa formazione politica in Italia, in Emilia Romagna,a Parma e provincia. Negli anni 1943-1991 il PCI divenne punto di riferimento politico,sociale,culturale e morale per migliaia di italiani, di emiliani, di parmigiani e parmensi. Al fine di indagare, con  metodo storico, le vicende del PCI nel centenario della sua fondazione, sono in programma numerose iniziative anche a carattere pluriennale. In questa direzione si colloca il progetto “Partecipare la Democrazia” della Fondazione Duemila di Bologna, unitamente alle altre fondazioni democratiche della regione Emilia Romagna, in collaborazione con la rete regionale degli Istituti Storici della Resistenza e dell’Eta’ Contemporanea e di altre istituzioni quali il Ministero per i beni e le attivita’ culturali e la Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna. L’Istituto di Parma, oltre a far parte di questo progetto, presentato pubblicamente il 21.1.u.s., ha inteso promuovere con la Fondazione DS ”Arta” di Parma un ulteriore progetto con il quale si propone di studiare il ruolo svolto dal PCI parmense nell’ambito della seconda meta’del novecento, per approfondire quale contributo diedero i suoi dirigenti e amministratori al governo della citta’ e del territorio provinciale, quali le relazioni che il PCI riuscì ad instaurare con le altre realta’ politiche, le istituzioni economiche, religiose e culturali del parmense, quali le trasformazioni, ideologiche ed organizzative, si trovo’ ad affrontare nel corso dei decenni. Una ricerca,quindi, molto articolata, complessa, che si avvarra’ di giovani storici e che non potrà esaurirsi in una sola pubblicazione. Lo studio storico si concentrerà sul periodo 1943-1991, ancora in larga parte inesplorato. Già più approfondito il periodo precedente, quello della nascita del PCI parmense, della Resistenza e lotta per la Liberazione. Fra i tanti contributi storiografici e’ sicuramente un punto di riferimento la pubblicazione nel 1986 degli atti del convegno “Comunisti a Parma”, del 1981, a cura di Fiorenzo Sicuri. In riferimento a quel periodo, fino allo scontro con le squadre fasciste di Italo Balbo nell’agosto del 1922, il partito comunista aveva avuto un ruolo di piccolo gruppo senza diffusione di massa. Dopo quell’evento la storia del partito molto si identifico’ con quella degli Arditi del Popolo e di Guido Picelli. In sostanza ne fu l’erede e gli anni 1924-1926 segnano per Parma l’origine dell’egemonia comunista nel movimento operaio con l’adesione di Picelli nel 1924 al partito. Picelli, Isola, Griffith, Gorreri, solo per citare i piu’ noti di quella stagione; in particolare Picelli svolse un ruolo fondamentale anche per l’unita’ sindacale e l’unità armata contro il fascismo e per la indispensabile ricomposizione politica nei gruppi della sinistra parmense. Il programma della nuova ricerca di ISREC sul PCI parmense verte sui seguenti ambiti: il periodo del partito comunista della clandestinità nell’antifascismo assunto come momento di preparazione ed “esercizio” verso la rivoluzione, quello della Resistenza (1943-1945) interpretato come “prassi” in cui la militanza praticata negli anni precedenti assume forma concreta nella lotta per la liberazione dal nazifascismo; “l’affaire” Gorreri attraverso la sua storia, Dante Gorreri (1900-1987) dirigente comunista al centro della scena politica locale e nazionale ; il ruolo dei lavoratori, spina dorsale della lotta di Liberazione, in particolare gli operai e le fabbriche, per comprendere il ruolo del PCI nella difesa del lavoro e nello sviluppo del sistema industriale locale soprattutto dalla seconda meta’ degli anni sessanta; la lotta nelle campagne e l’incidenza del mondo contadino nelle scelte del partito; l’analisi, la ricostruzione e la peculiarità del partito attraverso i congressi, la composizione delle segreterie, dei vari organismi dirigenti, i posizionamenti politico-ideologici, le correnti che attraversarono le varie fasi della storia del PCI ( dal periodo staliniano fino allo snodo del ’68, la caduta del muro di Berlino, la dissoluzione dell’URSS); il ruolo svolto dai comunisti nelle istituzioni locali, quali le modalita’ d’azione, alleanze politiche ecc; le relazioni tra la FGCI e le altre organizzazioni giovanili democratiche del parmense e il movimento studentesco; come il PCI, principale formazione politica dell’area di sinistra, si confrontava con le sfide della modernità e la stagione dei movimenti nazionali ed internazionali. Analoghi temi sono oggetto anche di una  ricerca sulla storia del PCI di Fidenza promossa da un gruppo di ex iscritti ed elettori e affidata sempre a ISREC .Affrontare, dunque, la storia di un partito di massa, quale fu il PCI, il cui peso e ruolo politico a livello nazionale, regionale, locale fu di grande rilievo, e’ compito di notevole importanza e responsabilità in particolare nei confronti di chi, in futuro, vorrà conoscere una “parte” non solo della sinistra italiana, ma del paese nel suo complesso, a partire proprio dal contesto locale; un impegno di rigorosa ricerca storica e non celebrativa, dedita alla comprensione della vita sociale, quotidiana, in cui sono maturate vicende individuali e collettive. Con questo approccio l’ISREC di Parma affronta la sfida di raccontare, a partire dalle fonti disponibili, una eredità politica che ci interpella e riguarda la vita democratica dei nostri territori e dell’Italia.