“Credete che sarà felice quest’anno nuovo”? “Oh illustrissimo, sì, certo” “Come quest’anno passato?” “Più più assai”. Persino Leopardi, che non passa certo per essere un inguaribile ottimista, può aiutarci a guardare con un po’ di fiducia all’anno che sta per arrivare, nel senso che, attualizzando quanto sosteneva il “venditore di almanacchi” nel suo dialogo con il “passeggere”, ben difficilmente il 2021 sarà peggiore del 2020…Ma naturalmente questo non basta a scrollarci di dosso quella coltre di paura, di incertezza,  a volte di angoscia, di sofferenza, di impotenza che l’anno che volge al termine ci ha lasciato in eredità. E a poco servono i pronostici di chi, a turno, profetizza che “ne usciremo migliori” o, viceversa, peggiori: le conseguenze e gli effetti della pandemia non sono infatti scritti nelle stelle ma dipendono dalle scelte di ciascuno di noi, oggi e ancora di più domani. Anche “Il Borgo” che, come tutte le realtà associative e culturali, ha sofferto pesantemente delle due ondate di Coronavirus e ha dovuto ridurre notevolmente la propria attività per buona parte del 2020, sta dedicando questo tempo di sosta forzata a cercare di rendere migliore il domani che verrà, programmando l’attività dell’anno che sta per cominciare; e in particolare,  provando a immaginare come potrà (e dovrà) essere Parma nel futuro a partire dai programmi e dalle idee da presentare alla città in vista delle elezioni comunali del 2022. Tornando per un attimo al bilancio di questo travagliassimo 2020, c’è anche da aggiungere che grazie anche alla tecnologia – di cui spesso si sottolineano i limiti e i pericoli ma non altrettanto i vantaggi e le opportunità – il nostro Circolo ha potuto confermare diverse importanti attività, come il Borgolab, il laboratorio di formazione alla cittadinanza attiva (che quest’anno ha toccato il numero record di quasi 150 iscritti) e  come questa newsletter, che da alcuni mesi è ripartita “alla grande” – per quantità e qualità degli articoli – grazie all’incisiva direzione di Graziano Vallisneri.

Tornando in conclusione al testo leopardiano con cui abbiamo aperto questo editoriale, è quasi d’obbligo proporre a pochi giorni del nuovo anno, se non un intero “almanacco”, almeno qualche suggerimento per vivere nel modo migliore il 2021. E allora, tanto per non sbagliare, possono venire utili le parole scritte pochi giorni fa da Papa Francesco nel suo messaggio per la 54^ Giornata mondiale della Pace del 1° gennaio prossimo e dedicata al tema “La cultura della cura come percorso di pace”: “La cultura della cura, quale impegno comune, solidale partecipativo, per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti, quale disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca, costituiscono una via privilegiata alla costruzione della pace”.  E visto che in questo periodo è  consuetudine fare gli auguri, che il 2021 sia davvero un anno pieno di “cura” , data e ricevuta, per ognuno di noi.

P.S. In questo numero natalizio  troverete anche un piccolo “compito per le vacanze”:  un breve questionario   intitolato “Costruiamo insieme la news”, preparato dal nostro giovane collaboratore Marco Calzolari, che vi preghiamo di compilare. Grazie per la collaborazione!