Avremmo voluto che Il Borgo fosse “una casa” in cui approdare, dopo ore passate nell’istituzione scolastica, per imparare ed esercitare la democrazia partecipata. Uno spazio concepito come nesso vitale fra Scuola e Città, in cui favorire l’emancipazione dei giovani.

Avessimo potuto avremmo addirittura rimodellato gli spazi per renderli empatici e accoglienti, capaci di suscitare un senso di appartenenza e di libertà.

Seguivamo vecchie vie che la pandemia, con le misure di prevenzione e contenimento, ha reso impercorribili. Come se la laboratorietà, che contraddistingue ogni fase di Borgo Lab, avesse bisogno di strade già praticate e non di un’ineludibile progettazione sempre innovata nelle  metodologie, con obiettivi capaci di sviluppare processi di apprendimento differenti e autonomi per scoperta, per azione, per problemi.

E proprio la lontananza che abbiamo subito e la conseguente didattica a distanza   hanno indotto a riflessioni più ampie sulla necessità della didattica laboratoriale, del metodo operativo e della scelta delle tecniche conseguenti che hanno delineato il seguente programma che ha avuto come interlocutori privilegiati gli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori.

Tre le tematiche:

  • La città
  • Mass media e cittadinanza
  • Beni comuni

Tre i moduli:

  • La formatività della proposta
  • L’attualizzazione della proposta
  • Il Compito di realtà

Tre le fasi riconducibili a:

  • ascolto
  • acquisizione delle competenze
  • restituzione finale

 

La prima è stata caratterizzata da incontri, guidati da esperti, che hanno approfondito gli ambiti tematici principali: ecologia urbana (Paolo Giandebiaggi dell’Università di Parma), multiculturalismo (Chiara Marchetti di CIAC onlus), giornalismo civico e partecipativo (Luca Ponzi di RAI Emilia-Romagna e Cesare Pastarini di Gazzetta di Parma) e Beni comuni (Giacomo Degli Antoni e Fausto Pagnotta, entrambi dell’Università di Parma).

 

La seconda fase ha visto la composizione di quattro gruppi lavoro che, con attività laboratoriale basata sul dialogo e sul confronto, lavoreranno all’individuazione degli argomenti da approfondire, alla metodologia da seguire, fino alla produzione di un elaborato che sarà oggetto di un evento di restituzione finale, nell’ambito della seconda parte del Festival “Pop-Democracy” del Borgo, in programma per la primavera 2021.

Dalla necessità di attivare percorsi diversi è nata infatti l’opportunità di costruire un progetto incentrato su compiti di realtà che permetterà ai ragazzi e alle ragazze di Borgo Lab di diventare protagonisti di un lavoro di ricerca, sui temi della partecipazione. Tra gennaio e febbraio infatti i ragazzi, guidati dal proprio Coordinatore, avranno il compito di approfondire l’ambito tematico assegnato con la produzione di un lavoro di ricerca che porterà all’individuazione di soluzioni innovative a problematiche reali, che potranno produrre un concreto miglioramento o un cambiamento alla situazione affrontata.

Nell’impossibilità di incontri in presenza, la piattaforma deve essere un mezzo efficace per sviluppare le competenze necessarie alla diffusione di una cultura democratica nelle nuove generazioni: come l’apprendimento autonomo, il pensiero analitico e critico, l’ascolto e l’osservazione, l’empatia, la flessibilità e l’adattabilità, le competenze linguistiche, comunicative e plurilinguistiche, la cooperazione e la risoluzione dei conflitti.

L’obiettivo finale è quello di incentivare la partecipazione diretta dei ragazzi a tematiche di interesse collettivo e far comprendere loro quanto sia importante il contributo di ciascuno, attraverso una logica di processi condivisi, per il benessere della comunità, contribuendo in questo modo allo sviluppo delle loro competenze di cittadinanza attiva.