“In questo tempo, dove nessuno ha la ricetta in tasca, non c’è in gioco solo l’oggi, ma soprattutto il futuro, che va costruito anche nella gestione dell’emergenza con l’occhio dello statista, come ha ammonito inascoltato Mario Draghi. La lezione del dopoguerra resta attuale: anche oggi, da idee forti e coraggiose, e  non dalla mera gestione della contingenza, bisogna prendere le mosse e ripartire.” Così Giorgio Pagliari ha introdotto nei giorni scorsi un attualissimo  dibattito  nell’ambito degli appuntamenti di “Betania Online” sul tema “ Le prospettive dell’economia alla viglia della legge di bilancio”.  Il vicedirettore della Gazzetta di Parma Stefano Pileri ha dialogato con l’on. Luigi Marattin presidente commissione Finanze della Camera dei Deputati;  Vittorio Dall’Aglio Presidente Ascom;  Paolo Giuffredi presidente CNA Parma;  Gabriele Canali  professore di economia e politica agroalimentare alla Università Cattolica di Milano e Gabriele Buia presidente nazionale dell’A.N.C.E.  Marattin è entrato nel merito della situazione eccezionale anche dal punto di vista delle manovre finanziarie: dall’unica e consueta manovra contenuta nella “Legge di Bilancio” del passato,  siamo passati a 4 “decreti ristori” che ammontano complessivamente ad oltre 10 miliardi; ad una legge di Bilancio che vale 24 miliardi di spesa in deficit, cui seguirà i primi giorni del 2021 un quinto “decreto ristori”,  per un totale di 100 miliardi di stanziamenti in deficit da parte del Governo. La legge di bilancio che sta per essere approvata, in uno scenario che vede il Pil nazionale al – 10% (la più grande diminuzione in tempo di pace), seppure preparata  in ottobre e quindi specchio di una realtà già superata dagli eventi,  oltre a contenere  diverse misure “difensive” prevede almeno 3  “attacchi” di una prospettiva che deve essere assolutamente l’obiettivo della classe politica.  Nello scenario post – Covid, uno dei pilastri è il rifacimento delle politiche per la famiglia: quindi  l’assegno unico universale, del valore di 6 miliardi/anno, che riassume tutti sostegni sinora esistenti in modo più equo. Centrale è pure la detassazione del lavoro (riferita in particolare a giovani e donne), come pure la proroga della “transazione x”, già industria 4.0 per ammodernare l’impresa. Per Marattin è cruciale che la classe politica disegni immediatamente l’orizzonte post Covid andando oltre al contingente: quindi  utilizzando in modo sapiente il Recovery Fund, per puntare a far superare all’Italia i limiti che negli ultimi 30 anni le hanno impedito una  crescita  che, tra le più basse a livello mondiale,  non fosse dello zero virgola come è stata. Quindi è centrale la riforma fiscale: l’ Irpef compie mezzo secolo, ed occorre puntare prioritariamente alla detassazione del lavoro come motore imprescindibile anche di tutte le politiche “green” e digitali di cui si parla tanto ma che rischierebbero di restare lettera morta senza diminuire le tasse sul lavoro. Quindi la sburocratizzazione del Paese, anche ripensando da capo il diritto amministrativo: perciò l’Onorevole non valuta favorevolmente l’impianto di “strutture parallele” al Governo di cui si parla in questi giorni, di cui teme l’inefficacia, ed ha auspicato una dialettica politica tra maggioranza ed opposizione molto diversa dall’attuale.

Gabriele Buia, che come presidente di Ance grande parte ha avuto anche  nell’ideazione del “super bonus” del 110%, ha insistito sulla necessità di azioni politiche che guardino avanti e creino occupazione e rilancio, passando da “reddito di sussidio” a “reddito da lavoro”. Ha evidenziato la criticità dell’Italia nell’utilizzo della spesa pubblica, che  richiede un tempo lunghissimo ed allo stato attuale impensabile per fare investimenti. Lo stesso Super bonus, ottimo sulla carta, si sta rivelando di difficile attuazione per motivi burocratici, e pertanto sarebbe necessaria una sua proroga almeno biennale. Nei prossimi anni arriveranno in Italia tramite il Ricovery Fund oltre 400 miliardi di euro, da utilizzare entro il 2023 e rendicontare nel 2016,  il cui utilizzo è strategico in termini di scelte e di tempistica: occorre impostare misure snelle e veloci che impediscano, come avviene oggi,  di impiegare 15 anni per realizzare opere superiori  a 15 milioni! Marattin ha raccolto la sollecitazione e si è impegnato ad una ridefinizione chiara di tutte le agevolazioni previste  stabilizzando quelle possibili, ritenendo  però difficile la stabilizzazione del  superbonus e puntando piuttosto alla cancellazione delle tasse sinora prorogate.

Un segnale di fortissima preoccupazione è emerso da Vittorio Dall’aglio, che ha descritto  la problematica  situazione delle attività commerciali anche dal punto di vista dei ristori che non hanno ricompreso alcuni settori in sofferenza dal febbraio scorso. I provvedimenti relativi alla “seconda ondata” hanno portato da ottobre ad un sostanziale lockdown  degli esercizi,  colpendoli indistintamente e nonostante i numerosi controlli effettuati in primavera avessero portato a pochissime sanzioni. Sembra che il nuovo lock down sia dovuto all’incapacità di controllare quanto avviene fuori agli esercizi commerciali, facendone  pagare il prezzo agli esercizi stessi ed all’intera città: a Parma ad oggi hanno chiuso 190 negozi.  Dalla crisi tuttavia emerge una spinta all’innovazione:  appare chiaro come il futuro del commercio sarà in modalità “mista”: in presenza ma anche e-commerce, nello sforzo di gestire il cambiamento senza subirlo passivamente. Perciò è partita con Confesercenti una campagna per sensibilizzare i cittadini a comprare on – line ma dal negozio di vicinato.

Anche la CNA ha avanzato alcune richieste, per bocca del suo Presidente Paolo Giuffredi, che ha evidenziato le sofferenze delle aziende di servizio causate dalle chiusure di quelle principali (ad esempio quelle dei trasporti legati al turismo, o quelle legate all’edilizia), nonostante un giudizio positivo sui ristori e le misure approntate nella prima fase della pandemia. Cali di fatturato dal 30 al 40% per estetiste, gelaterie, pasticcerie sono stati la triste “normalità” di questo periodo. Le richieste riguardano una moratoria sui mutui, utilizzando criteri che superino i meri Codici Ateco: al Governo non si chiedono sovvenzioni ulteriori, ma  uno sguardo in avanti che attui investimenti per rimettere in moto il Paese, con uno sforzo in ogni singolo settore di competenza dei vari ministeri per programmare concretamente il tempo “post Covid”.

Il settore agroalimentare è stato complessivamente quello che ha meno risentito della situazione, dando ad esempio alla grande distribuzione grandi opportunità,  ma con alcune eccezioni: ad esempio la ricaduta pesantissima sul settore dei salumifici provocata dall’arresto di bar e ristoranti, come ha evidenziato Gabriele Canali. A suo parere, in questo periodo sono emerse  alcune criticità e punti di forza: la centralità del lavoro, che dà cittadinanza;  la centralità del sistema produttivo; la reattività di alcune  imprese e la difficoltà di altre in settori in cui l’e- commerce non era stato mai utilizzato. La via di impegno è quella di una strategia governativa di medio – lungo termine, che porti l’Italia ad essere interlocutore adeguato in Europa, unita allo sforzo di innovazione e collaborazione tra nuove tecniche agricole ed industriali. Il rischio di fermarsi è concreto, anche a Parma, e va combattuto con una capacità di innovazione continua anche per i nostri grandi prodotti territoriali: trasversalità, comunicazione più fluida e coordinamento tra le varie filiere produttive (ad esempio, filiera del prosciutto ed allevatori),  perché l’innovazione non si realizza da soli né chiudendoci nel mercato nazionale.

L’obiettivo della serata è stato centrato, come ci ha dichiarato  Giorgio Pagliari:  “Come si auspicava e come anche dimostrato dai numerosi interventi del pubblico “a distanza”, dall’incontro è emerso il senso di responsabilità e la ricerca del futuro che è un connotato fisiologico dei momenti di crisi socio – economica. E’ emersa la necessità di una Politica  con la P maiuscola: non  una politica burocratica, ma il governo della complessità, la proporzionalità delle scelte, il bilanciamento degli interessi. Le parole d’ordine emerse sono  semplificare e sburocratizzare, operando scelte coraggiose e di prospettiva. Solo così, partendo dalla concretezza della realtà, emergerà il coraggio di osare: ci sono energie positive, continuando a lavorare l’orizzonte si aprirà, e nell’ottica imprescindibile della solidarietà intergenerazionale si contribuirà a costruire il futuro per i giovani”.