Abbiamo rivolto alcune domande ad Albertina Soliani, che da alcune settimane è Vice-Presidente nazionale dell’ANPI (Associazione nazionale partigiani italiani)

1)Questo importante incarico non arriva per caso, giunge dopo un percorso coerente di educatrice, parlamentare, Presidente di Casa Cervi….

Facevo già parte del Comitato Nazionale dell’ANPI in quanto Presidente dell’Istituto Cervi, di cui ANPI è socio fondatore. Negli ultimi due anni ho collaborato con Carla Nespolo, l’ultima Presidente recentemente scomparsa. La chiamata, nelle settimane scorse, a far parte dell’Ufficio di Presidenza è venuta da Gianfranco Pagliarulo, l’attuale Presidente, con il quale sono stata collega in Senato, e credo che questo sia il segno che l’Associazione condivide una visione aperta e dinamica, che io sostengo, con le donne protagoniste. In realtà, io sono iscritta all’ANPI dagli inizi degli anni’ 80, quando, a Felino, ero direttrice didattica e ho ricevuto la tessera dal Presidente della locale sezione ANPI, Francesco Baldi, come riconoscimento perché per la prima volta avevo aperto la scuola alla loro presenza. Penso, comunque, che tutto si spieghi con il fatto che da sempre nella vita, nella scuola, nella politica mi sono dedicata ai valori fondamentali della democrazia,  l’ANPI e Casa Cervi custodiscono quei valori che li testimoniano oggi.

2) Quale è nell’attuale momento politico e sociale il ruolo dell’Associazione?

L’ANPI nasce nel 1944, ed è l’Associazione dei Partigiani che hanno partecipato alla Resistenza. Solo alcuni anni fa l’Associazione ha consentito anche ai non partigiani di esserne dirigenti. Il patrimonio dell’Associazione sono i valori fondamentali della Repubblica che hanno animato la Resistenza al nazifascismo e costruito la democrazia. Sono i valori scritti nella Costituzione: la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la pace. Far vivere questi valori nell’Italia, nell’Europa, nel mondo di oggi, formare le coscienze, contrastare il razzismo, le disuguaglianze, le guerre è il compito oggi di un’Associazione come l’ANPI. Chiamata, oggi, a rigenerare la politica. Nel tempo che stiamo vivendo, di fronte alle sfide globali, la ricerca dei fondamentali è prioritaria, molti cercano un orientamento per il mondo nuovo.

3) E’ vero che molti giovani si sono avvicinati o iscritti? e come vengono accolti?

Si, giungono all’ANPI persone che credono nella democrazia, che avvertono la necessità di difenderla e promuoverla. Molti giovani si iscrivono all’ANPI, anche alla ricerca di una formazione sui significati del vivere civile e democratico. Sono i partigiani di oggi, impegnati a realizzare nel nostro tempo il sogno della libertà, dell’uguaglianza e della pace che animò i giovani di allora, come Giacomo Ulivi.

4) Quali sono gli obiettivi e le attività anche formative che avete in programma?

Abbiamo proposto nei giorni scorsi una vasta alleanza democratica e antifascista per la ricostruzione morale, sociale, economica e civile di un Paese di cui la pandemia ha messo in luce tutte le difficoltà, i ritardi, le fratture. C’è bisogno di rigenerazione morale, di raccogliere tutte le migliori energie per ricostruire l’Italia sulla base dei valori della Costituzione. C’è bisogno di coinvolgere le nuove generazioni, dando loro l’orizzonte di un’Europa politica, di un mondo con un clima migliore, una nuova economia, una grande socialità. L’ANPI considera alla base del suo programma la centralità della persona e dell’essere sociale. L’antifascismo è il nuovo umanesimo, il valore umano da difendere ovunque. L’ANPI collabora con le scuole e con il Ministero dell’Istruzione per la formazione degli studenti alla memoria e alla cittadinanza, facendo conoscere la Costituzione. Educazione civica e storia del Novecento sono cardini dell’educazione. Responsabile nazionale dell’ANPI per la formazione è il parmigiano Paolo Papotti. Anche i 5 Luoghi di Memoria riconosciuti recentemente dal Parlamento, l’Istituto Cervi, Sant’Anna di Stazzema, la Fondazione Fossoli, Marzabotto, la Risiera di San Sabba di Trieste stanno per sottoscrivere con il Ministero dell’Istruzione un Protocollo d’intesa per l’insegnamento nella scuola italiana della storia del Novecento e per l’educazione civica.

5) Come si muove l’ANPI a livello locale? Con quali altre realtà culturali è collegata?

Il lavoro dell’ANPI è diffuso in ogni territorio, in ogni provincia è visibile la sua attività. È in rete con le istituzioni, le associazioni e i movimenti che si ispirano agli stessi valori e condividono oggi l’urgenza di un’azione formativa che spinga alla partecipazione, alla vita sociale e civile: dall’ARCI a LIBERA, dalle ACLI alle Organizzazioni Sindacali, dalle associazioni educative al mondo della cultura. Costante è il rapporto con le altre associazioni partigiane come APC. Senza una forte ispirazione comune, senza la passione civile per la democrazia di tutto un popolo, l’Italia non potrà affrontare le sfide del presente e del futuro.

6) Infine, se lo ritieni, un accenno alla situazione della Birmania e di Aung San Suu Kyi.

Le recenti elezioni politiche, stravinte da Aung San Suu Kyi con il suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia, hanno consolidato il processo verso la democrazia, stroncando il partito dei militari che tuttavia conservano ancora una parte del potere politico. I prossimi cinque anni saranno decisivi. Aung San Suu Kyi ha aperto ai 48 partiti etnici per la formazione di un governo di unità nazionale, capace di costruire un’Unione Federale Democratica facendo cessare i conflitti armati. L’Occidente dopo un’errata quanto sterile campagna contro di lei sulla vicenda dei Rohingya, dovrà mettere in campo una nuova strategia di dialogo per favorire il processo democratico, il rientro dei Rohingya, lo sviluppo economico. Dialogare con il Myanmar e con Aung San Suu Kyi da parte dell’Unione Europea e dell’area occidentale significa dialogare con l’Asia, dove sta nascendo il mondo nuovo, e con la Cina. In Myanmar si lavora per la democrazia, un caso raro in Asia. Anche con le recenti elezioni il popolo ha confermato questa scelta. Anch’io continuo a lavorare per questo.