La surreale vicenda di D. Trump che, barricato nella Casa Bianca, rifiuta di accettare la realtà della sconfitta e cerca inutilmente di trovare qualche escamotage per rovesciare il responso delle urne, potrebbe davvero essere frutto della fantasia di un grande narratore – Shakespeare, Pirandello, lo stesso Marquez richiamato nel titolo – ma è invece pura e semplice cronaca di questi giorni. Sarebbe però sbagliato liquidare questo atteggiamento come la bizzarria di un uomo sempre “sopra le righe” e che, come ha scritto qualcuno, vive l’esistenza come una sorta di soap opera di cui lui stesso è autore, regista e interprete.  Se ci guardiamo intorno, infatti, la reazione dell’(ormai) ex- Presidente americano trova impressionanti analogie con i comportamenti di tante persone assai meno famose e apparentemente “normali”.  Che dire, infatti di quanti, pur ammalatisi di Covid, continuano pervicacemente a negare la sua esistenza, persino in punto di morte, come testimoniano sconcertati i medici e gli infermieri che li hanno in cura?  O di chi  ( e tra essi , purtroppo, anche qualche noto predicatore radiofonico)  non nega l’esistenza del virus ma ne attribuisce la responsabilità a forze diaboliche e a complotti orditi da non si sa bene quale malvagia  e inafferrabile entità – come se la storia dell’umanità non fosse costellata, e in passato molto più di oggi, da periodiche pandemie di ogni tipo e con esiti quasi sempre catastrofici (peste, colera, “spagnola”, Ebola e compagnia bella)?

Si dirà che le  persone “strane” e le reazioni irrazionali ad avvenimenti imprevisti e calamitosi sono sempre esistite – tornando per una attimo alla letteratura basta ricordare le drammatiche pagine sulla peste dei “Promessi Sposi”  – eppure oggi c’è qualcosa di diverso e forse di più inquietante: se in passato infatti la diffusione di teorie senza nessun fondamento scientifico era causata fondamentalmente dall’ignoranza di gran parte delle popolazione  e da un clima culturale in cui  si ricorreva alla superstizione e alla magia   per interpretare fenomeni altrimenti inspiegabili, oggi – grazie al progresso scientifico e all’istruzione  –  il contesto è fortunatamente assai diverso. Eppure, come si diceva,  nuove “superstizioni” sembrano prendere piede;  e a renderle così popolari un ruolo determinante lo giocano due tendenze tipiche della società contemporanea: da una parte la solitudine di tante persone e quindi la mancanza di quel confronto “faccia a faccia” con agli altri (in questi mesi, oltretutto, reso ancora più difficile dall’isolamento provocato dalla pandemia) che aiuta a “fare i conti” con la realtà e a ridimensionare fantasie e elucubrazioni; e dall’altra il proliferare dei social network, che per molti diventano una sorta di “recinto” all’interno del quale c’è posto solo per chi la pensa nello stesso modo, col risultato, appunto, di rilanciare e rafforzare tesi aberranti come quelle sopra richiamate.

Sono in tanti, insomma, che come Trump, vivono in una “realtà parallela” più accettabile e rassicurante di quella “vera”.  E allora, più che Marquez o Manzoni, bisognerebbe evocare Perrault e la sua “bella addormentata”,  e sperare che, prima o poi, arrivi un  principe – o  il nuovo Presidente – a svegliarla.