di Albino Ivardi Ganapini – 

Particolarmente bello l’incontro di martedì scorso in Aula dei Filosofi : estimatori e amici di Giorgio Campanini  venuti a far festa a un giovane di 90 anni. Sì, perché lui non ha mai smesso di studiare, riflettere sulla storia in rapporto al presente e scriverne. Non è mai andato in pensione dalla vita attiva. Ancora dieci giorni fa ha presentato al Circolo “Il Borgo” un suo saggio su Adriano Olivetti, scavando acutamente nei motivi ispiratori della sua azione, perché a Giorgio più che i fatti interessa il pensiero che ci sta dietro e li guida. Lo definirei proprio uno studioso del pensiero, se ciò non apparisse limitativo. Vorrei sottolineare nel suo percorso ricchissimo di studi, ricerche e attività alcuni tratti distintivi.

La continuità : non ha mai smesso di ricercare e scrivere su alcuni filoni tematici che gli stanno a cuore, come la storia moderna del cattolicesimo, mettendo in rilievo gli elementi innovatori a partire dai filosofi francesi propugnatori dell’umanesimo e del personalismo cristiano, come Maritain e Mounier, per arrivare ai contemporanei Don Mazzolari, Dossetti, La Pira e Moro.Questo percorso lo coinvolge molto proprio perché è interessato al divenire del pensiero fino a farsi storia, anche politica, come nel caso degli ultimi uomini citati. La motivazione religiosa all’impegno e all’azione politica evidentemente fa parte del suo essere, come testimoniano i suoi studi e la sua appartenenza alla famiglia dei Cattolici Democratici, da cui anche l’impegno generosamente profuso all’interno del Circolo “Il Borgo”.

Filone parallelo a questo è quello più interno alla Chiesa cattolica, alle sue vicende più pastorali che teologiche. Il momento culminante che trascina il suo interesse è quello del Concilio Vaticano secondo proprio per gli elementi di cesura storica col passato e le promesse di innovazione e apertura alla modernità. E’ un osservatore attento del post-concilio e non manca con analisi in interventi a convegni e con saggi scritti di annotare ritardi e inadempienze nella realizzazione pratica delle attese del Concilio nella vita della Chiesa. Questa attenzione e questa cura – segno di amore- lo vede ben presente anche nella vita della Chiesa di Parma, come ha sottolineato il Vescovo Solmi nel suo messaggio all’incontro del 13 Ottobre.

La coerenza : storia e attualità, pensiero e vita per Giorgio si toccano. La fede è la luce della sua ispirazione, a cominciare dalla sobrietà dello stile di vita, alla famiglia e alla sua funzione educativa, a cui ha dedicato particolare attenzione. Ma la fede, a mio parere, è anche il motore dei suoi interessi culturali e sociali, come il lievito del messaggio evangelico. Questa coerenza si traduce nel lavoro di Giorgio in una fedeltà mai dismessa dalla sua ispirazione.

La politica : Giorgio Campanini sa bene che il miglioramento del vivere sociale passa attraverso l’azione paziente, ma tenace, della politica. Studioso delle dottrine politiche, non si limita alla osservazione asettica delle vicende dei tempi nostri, ma si schiera apertamente tra i Cattolici Democratici, mantenendo lo spirito positivamente critico che lo distingue e sempre consigliando chi si impegna sul campo. Un riferimento sicuro. Che Dio ce lo conservi.