Presentiamo di seguito la traccia del materiale che G. Iotti ha messo a disposizione dei partecipanti al Laboratorio su “Italia ed Europa”,  organizzato dal nostro Circolo all’interno del “Festival della democrazia” che si sta svolgendo  in queste settimane, ringraziando l’autore per questo prezioso contributo.

Di Giuseppe Iotti –

 La prima iniziativa d’integrazione europea è stata la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), creata nel 1951 su iniziativa dei politici francesi Jean Monnet e Robert Schuman, del cancelliere tedesco Konrad Adenauer e del primo ministro italiano Alcide De Gasperi, con l’appoggio della maggioranza centrista di governo. Essa comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi.

Il processo di integrazione europea vede invece il Pci attestarsi su una posizione di rigido antieuropeismo: Il partito era schierato su posizioni filosovietiche ed ogni idea di sovranazionalità era respinta. La CECA era vista dal Pci come una operazione non solo di stampo capitalistico, ma anche perché ritenuta svantaggiosa economicamente per un’Italia che appariva come “la cenerentola che pagava nell’accordo tra i due grandi” (A. Giolitti). La stessa opposizione sarebbe stata mostrata dal partito nei confronti del fallito tentativo della CED [Comunità Europea di Difesa], che sarebbe stato visto come una semplice filiazione del Patto Atlantico, e che comunque fallirà soprattutto per l’opposizione francese.

Altiero Spinelli, fondatore del Movimento Federalista Europeo nel 1943, di ispirazione laica, dà una spinta importante al processo di integrazione, ma il progetto federalista europeo non prenderà mai piede.

Nel 1957, il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), o “Mercato comune”.

Gli anni ’60 sono un buon periodo per l’economia, grazie anche al fatto che i paesi della CEE non applicano più dazi doganali agli scambi reciproci. Essi convengono inoltre isui temi produzione alimentare. Il settore agricolo resterà sino ad oggi centrale nelle politiche europee. L’Italia diventa un paese esportatore rivolto in particolare ai mercati di Germania, Francia e degli altri paesi del centro nord europeo.

Nel 1973 entrano Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito. La caduta del regime di Salazar in Portogallo nel 1974 e la morte del generale Franco in Spagna nel 1975 decretano la fine delle ultime dittature di destra al potere in Europa. Nasce l’eurocomunismo, rappresentato in Italia dalla leadership di Berlinguer, che si avvia all’europeismo, con la politica di avvicinamento alla DC di Zaccagnini.

Il Parlamento europeo accresce la propria influenza e, nel 1979, viene eletto per la prima volta a suffragio universale.

sistema monetario europeo (SME) entra in vigore nel 1979, sottoscritto dai paesi membri dell’allora Comunità Europea (ad eccezione della Gran Bretagna, entrata nel 1990) e si trasforma nel 1998 nell’Unione economica e monetaria, E’ un accordo per il mantenimento di una parità di cambio prefissata che poteva oscillare entro una fluttuazione del ± 2,25% (del ± 6% per Italia, Gran Bretagna, Spagna e Portogallo), avendo a riferimento un’unità di conto comune (l’ECU), determinata in rapporto al valore medio dei cambi tra le varie divise.

Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE, mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono all’UE cinque anni dopo. Si produce un grande sconvolgimento politico quando, il 9 novembre 1989, viene abbattuto il muro di Berlino e si aprono le frontiere tra Germania Est e Germania Ovest. Ciò porta alla riunificazione della Germania orientale e occidentale nell’ottobre 1990.

In Italia, nel 1983, la Liga Veneta, partito autonomista o indipendentista, conquista un seggio in Parlamento. Per la Lega l’Italia deve essere federale, in un’Europa federale, o delle regioni. La Lega invocando il principio di sussidiarietà ritiene che le istituzioni europee siano costose e farraginose. In questo momento, però, e fino alla crisi del 2008, l’opinione pubblica italiana, nei sondaggi, si mostra tra le più filoeuropee del continente.

La Convenzione di Dublino, sulla determinazione dello stato competente per l’esame di una domanda di asilo presentata in uno degli stati membri delle Comunità Europea, viene firmata nel 1990 ed entra in vigore il successivo 1º settembre 1997 per i primi dodici stati firmatari. La revisione detta Dublino III entra in vigore il 19 luglio 2013. Il primo Stato membro in cui viene registrata una richiesta di asilo (o vengono memorizzate le impronte digitali) è responsabile della richiesta d’asilo di un rifugiato.

Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle “quattro libertà” di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) e il trattato di Amsterdam (1999). Le modalità di transizione dalle monete locali all’euro vengono stabilite dalle disposizioni del Trattato di Maastricht.

Per poter partecipare alla nuova valuta, gli stati membri dovevano rispettare i c.d. parametri di Maastricht:

  • deficitpari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo;
  • rapporto debito/PIL inferiore al 60%;
  • tasso di inflazione che non superi di più di 1,5 punti percentuali quello medio dei tre stati membri a più bassa inflazione;
  • tassi d’interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media dei tre stati membri a più bassa inflazione;
  • appartenenza per almeno un biennio al Sistema monetario europeo.

Nella fase iniziale sono compresi anche gli stati membri i cui parametri dimostrano la tendenza a poter rientrare nel medio periodo all’interno dei criteri. In particolare, all’Italia e al Belgio è permesso di adottare subito l’euro anche con un rapporto debito/PIL largamente superiore al 60%.

Nel giugno 1992 entra in carica il governo Amato. Lo si ricorda per la manovra finanziaria da 100.000 miliardi di lire e il prelievo forzoso del sei per mille dai conti correnti delle banche italiane[10], nella notte di venerdì 10 luglio 1992, legittimato con decreto d’urgenza pubblicato alla mezzanotte tra il 10 e l’11 luglio[11]. Nel  mercoledì nero è il 16 settembre 1992 la lira italiana e la sterlina inglese sono costrette ad uscire dallo SME, in conseguenza di una speculazione finanziaria da cui ricava profitto soprattutto il finanziere George Soros tramite il suo fondo Quantum[1] . Soros vende sterline allo scoperto per più di 10 miliardi di dollari e causa una perdita di valore della lira sul dollaro del 7% , guadagnando una cifra stimata attorno agli 1,1 miliardi di dollari.

Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria, Finlandia e Svezia. Una località del Lussemburgo dà il nome agli accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini di viaggiare senza controllo dei passaporti alle frontiere. Milioni di giovani studiano all’estero con il sostegno finanziario della futura UE.

La transizione dei paesi comunisti al sistema occidentale non è pacifica ovunque. La Yugoslavia è fatta a pezzi nelle guerre che ricorrono dal 1992 al 1998. L’Europa interviene con forze di pace e poi militarmente nella coalizione Nato.

La Banca centrale europea (BCE) è l’istituzione incaricata dell’attuazione della politica monetaria per i paesi dell’Unione europea che aderiranno e aderiscono alla futura moneta unica, formando la zona euro, nonché della politica di vigilanza sugli enti creditizi. Istituita il 1º giugno 1998 succede all’Istituto monetario europeo, in vista dell’introduzione dell’euro il 1º gennaio 1999 e ha sede a Francoforte[3

Fra i paesi che avevano chiesto l’adesione alla moneta unica, la Grecia è l’unica che non rispetta nessuno dei criteri stabiliti. E’ comunque ammessa due anni dopo, il 1º gennaio 2001, e l’introduzione fisica della nuova valuta, l’Euro, nel paese avviene contemporaneamente rispetto agli altri undici paesi, il 1º gennaio 2002. Successivamente si scoprirà che i conti della Grecia erano comunque truccati. In Italia, mentre Prodi rappresenta l’anima europeista senza condizioni, Berlusconi contesta il tasso di cambio concordato .L’ISTAT conferma che non si sono avute di fatto fiammate inflazionistiche.

La maggior parte del mondo economico e degli economisti sostiene l’Euro, evidenziando l’impossibilità che così la speculazione attacchi monete deboli quali era la Lira, l’abbassamento generalizzato dei tassi e dell’inflazione, effetti che si sono poi realmente realizzati. La valuta comune quindi è a difesa dei paesi e dei ceti più deboli, e comunque dei consumatori. Dai contrari all’Euro, sono sostenute diverse tesi, ma sostanzialmente soprattutto che un paese che cede ad altra istituzione la sovranità monetaria, cede anche quella economica, e alla fine la sovranità tout court. In effetti il sogno europeo è proprio quello del superamento dei confini, e qui c’è una divaricazione assoluta dei valori.

I produttori italiani di beni ad alta intensità di manodopera e/o di tecnologia medio/bassa, che traevano vantaggio dalle periodiche svalutazioni della Lira presentandosi sul mercato con prezzi competitivi, si trovano in difficoltà ad operare con una moneta forte.

L’euro è comunque la nuova moneta per molti europei, e nel corso del decennio viene adottata da un sempre maggior numero di paesi. Con l’adesione all’UE di ben 10 nuovi Stati membri nel 2004, seguiti da Bulgaria e Romania nel 2007, si ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale.

Il 14 ottobre 2007 viene fondato in Italia il Partito Democratico, erede dell’Ulivo, con la fusione di DS e Margherita (erede del PPI), con segretario Walter Veltroni. E’ una forza dichiaratamente europeista, schierata con la socialdemocrazie europee.

Una grave crisi finanziaria colpisce l’economia mondiale nel settembre 2008. La crisi dei mutui sub-prime negli Stati Uniti, iniziata nel 2006, scoppia infatti in questo mese, a seguito del fallimento della banca Lehman Brothers. La finanzia mondiale crolla e la crisi si estende in Europa partendo dal fallimento della banca Northern Rock nel Regno Unito. I paesi della UE, tranne la sola Slovacchia, appena entrata, entrano tutti in recessione nel 2009. La disoccupazione aumenta ovunque, in particolare nell’area mediterranea, e qui specialmente quella giovanile.

Il 4 ottobre 2009 viene fondato a Milano il Movimento 5 Stelle.. Tra gli altri aspetti (temi ambientalistici in particolare, uso delle nuove tecnologie di comunicazione), è una forza di pesante contestazione verso gli equilibri presenti in campo politico ed economico. E’ schierato contro l’estabilshment europeo, considerato espressione della grande finanza internazionale. Circolano tra i suoi militanti anche tesi complottiste.

Il progetto di Costituzione Europea era stato abbandonato nel 2007, troppo distanti le posizioni nazionali e dei partiti politici al riguardo. Nel 2007 entra in vigore il trattato di Lisbona. Intende rendere l’UE più democratica, efficiente e preparata per affrontare i problemi di portata mondiale, come i cambiamenti climatici, parlando con un’unica voce. Prevede inoltre una procedura formale per gli Stati membri che decidono di lasciare l’Unione europea, nota come articolo 50.

Lisbona ufficializza l’entrata del Consiglio Europeo tra le istituzioni di Bruxelles, il che può essere interpretato come un passo indietro nella costruzione europea, in quanto si tratta di una realtà intergovernativa dove hanno voce appunto i governanti dei singoli Stati Europei. La governance della UE a questo punto è tripartita tra Commissione Europea, Parlamento Europeo (eletto direttamente dai cittadini) e Consiglio Europeo. L’architettura si fa così complessa e lenta nel decidere, ostaggio spesso di veti incrociati.

Tra il 2009 ed il 2010 la crisi economica globale colpisce duramente l’Europa. La UE aiuta numerosi paesi ad affrontare le loro difficoltà, insieme col FMI e la Banca Centrale Europea (la “troika”), impone le proprie regole a Portogallo, Spagna e Irlanda, e di fatto commissaria la Grecia.   Viene istituita l’“Unione bancaria”, allo scopo di rendere il settore bancario più sicuro e affidabile.

Nel marzo 2011 scoppiano proteste a favore della democrazia in Siria. Inizia una guerra civile che dominerà la politica mondiale per molti anni a venire e spinge molti a fuggire dalle loro case e a cercare rifugio in tutto il mondo, anche in Europa. La Germania accoglierà molti di questi profughi.

Nello stesso anno l’ex governatore della Banca d’Italia Mario Draghi succede all’incerto francese Trichet alla guida della BCE. E’ del 26 luglio la sua famosa dichiarazione: “Whatever it takes” con cui decreta che l’Euro verrà difeso fino all’ultimo.

Il 16 novembre del 2011, dopo che lo spread tra i titoli del debito pubblico italiano ed i bund tedeschi schizza sopra i 500 punti, il quarto ed ultimo governo Berlusconi si dimette per far posto ad uno di unità nazionale adatto a fronteggiare l’emergenza finanziaria ed economica. Nel 2012 l’Italia torna in recessione. Le forze del centrodestra si sentono espropriate contro la volontà popolare, vittime di un’operazione eterodiretta dagli altri grandi paesi occidentali, inclusi gli Stati Uniti di Obama.

Il governo di unità nazionale è retto prevalentemente da tecnici, o tecnocrati, guidati dall’economista Mario Monti, a suo tempo commissario europeo per il mercato interno prima e la concorrenza poi.

La Lega di Umberto Bossi, indecisa tra autonomia e secessione, e scossa da alcuni scandali, alle elezioni del 2013 raccoglie poco più del 4% dei voti. Le restano i ridotti regionali della Lombardia e del Veneto, dove però le città capoluogo sono prevalentemente governate dal centrosinistra. La Lega, sembra esprimere un mondo periferico ed arretrato e si porta su posizioni fortemente antieuropeiste e antiglobaliste. La costruzione europea viene presentata come antipopolare, in quanto non eletta, burocratica e parassitaria. Viene eletto il nuovo segretario, Matteo Salvini. Il cavallo di battaglia del nuovo segretario è la ostilità all’immigrazione da paesi extraeuropei, ma anche romeni, bulgari e soprattutto rom non sono ben visti.

Le elezioni europee del 2014 vedono crescere il numero degli euroscettici eletti al Parlamento europeo. Si inaugura una nuova politica di sicurezza a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia, che si dimostrerà poco efficace anche nelle successive crisi dell’Ucraina e della Bielorussia.

In Italia la Lega si presenta col simbolo “Noi con Salvini”, qualificandosi come forza nazionale e nazionalista, cominciando un rimbalzo elettorale. Il Movimento 5 Stelle diventa la seconda forza politica nazionale dopo il PD, e negozia con vari gruppi parlamentari europei, tra cui l’ALDE, alleanza liberal-democratica, che li rifiuta giudicandoli “profondamente antieuropei”.

L’UE avvia il piano di investimenti per l’Europa da 315 miliardi di euro per rilanciare l’economia europea. L’obiettivo è riattivare la crescita in Europa e far sì che più persone trovino lavoro. Il piano di investimenti promuove la crescita e l’occupazione in tutta Europa.

L’Italia riprende timidamente un percorso di sviluppo. In questi anni, in particolare nel 2015, si trova coinvolta nell’emergenza migratoria dall’Africa in particolare, dovuta anche all’instabilità della Libia dove, nel 2011, anche per l’intervento militare di alcuni paesi europei, è caduto Gheddafi, lasciando un vuoto di potere e una situazione da guerra civile. In Italia si lamenta la carenza di concreta solidarietà europea, nessun governo vuole in casa propria gli immigrati. Con gli attentati terroristici di Parigi. le destre xenofobe e islamofobe insorgono in tutt’Europa, guadagnando consensi.

Il 3 giugno 2016 un referendum il 52% dei cittadini britannici vota a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. L’Europa non gode di buona stampa neppure in Gran Bretagna. Su queste elezioni, come su quelle presidenziali americane, grava il sospetto di interferenze di potenze straniere, in particolare russe. Nel 2017 diventa presidente degli Stati Uniti il tycoon Donald Trump, che non esita a dimostrare scarsa simpatia per le istituzioni europee, e fomenta le divisioni tra i paesi che ne fanno parte, oltre a delegittimare in parte persino la NATO.

Il 4 marzo 2018 si tengono le elezioni politiche in Italia, in cui il Movimento 5 Stelle sfiora il 33%, il PD scende al 19%, la Lega triplica i consensi al 17%, conquistando molti voti anche al Sud, Forza Italia scende al 14%, e Fratelli d’Italia (erede, via Popolo delle Libertà) di Alleanza Nazionale, supera il 4%. In definitiva le forze euroscettiche (a dir poco) assommano insieme circa il 55% dei voti.

Si forma un governo di coalizione tra Lega e Movimento 5 Stelle, che tenta di portare al ministero dell’economia l’euroscettico Paolo Savona, poi dirottato alla Borsa per l’intervento del Presidente della Repubblica. Salvini ministro degli Interni tiene posizioni eurofobiche e xenofobe, mentre il leader del M5S Luigi Di Maio progressivamente le attenua.

I sondaggi sui temi quali la permanenza nella UE e nell’area Euro confermano l’esistenza di una grossa fetta di opinione pubblica contraria a queste istituzioni, anche se non maggioritaria. L’idea diffusa è che l’Italia dia all’Europa più di quello che riceve, che l’Europa l’abbia commissariata, togliendole sovranità, nell’interesse degli altri maggiori paesi. Prende

Nel maggio 2019, con la più alta affluenza alle urne degli ultimi venticinque anni, milioni di cittadini si recano alle urne in tutta l’UE per votare alla nona elezione del Parlamento europeo a suffragio universale diretto. I deputati eletti rappresentano i cittadini dei paesi dell’UE per cinque anni: sono organizzati in gruppi politici e non in base alla nazionalità.

Il Movimento 5 stelle si impegna in una dura campagna anti-UE ed anti-Euro, ma viene fortemente ridimensionato dalle urne, perdendo quasi metà dei voti. Vi è una ripresa del PD, un crollo di Forza Italia al 9%, e una forte avanzata della Lega Salvini Premier (la Lega è diventata quindi, oltre che una forza nazionale, il partito personale del suo segretario) che i voti li raddoppia. Quindi l’elettorato che sceglie forze euroscettiche è comunque maggioritario.

Il 3 luglio 2019 i membri del Parlamento europeo eleggono il democratico David Sassoli alla loro guida fino al gennaio 2022. Lo elegge una coalizione tra tutte le forze tradizionali.

Il 16 luglio il Parlamento europeo elegge alla carica di presidente della Commissione europea per il periodo 2019-2024 Ursula von der Leyen, la prima donna a ricoprire questo ruolo, del Partito popolare europeo. Oltre a essere una personalità politica di spicco, Ursula von der Leyen è medico e ha sette figli. A votarla è anche parte dei parlamentari del M5S, oltre che quelli del PD e di Forza Italia, mentre la Lega vota contro.

Intanto, sono stati stanziati oltre 3 miliardi di euro per realizzare progetti Erasmus. Le università transnazionali, i programmi di formazione a livello dell’UE e l’alleanza rafforzata Europa-Africa sono solo alcune delle attività messe in atto per migliorare le competenze delle prossime generazioni di europei.

Il 31 gennaio 2020, a seguito del risultato del referendum del 2016, il Regno Unito lascia l’Unione europea di cui faceva parte dal 1973. Il cosiddetto “accordo sulla Brexit”, approvato congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Parlamento britannico, prevede ora un periodo di negoziazione che ridefinirà le relazioni tra l’UE e il Regno Unito in molti settori, tra cui il commercio, l’istruzione, la difesa e l’occupazione, con un impatto sostanziale sui cittadini europei e britannici. Si fa avanti l’ipotesi disastrosa del no-deal.

All’inizio del 2020 scoppia in Europa la pandemia di coronavirus, a partire dall’Italia, col conseguente confinamento ed una gravissima crisi economica. Dopo qualche settimana di incertezza, le istituzioni europee reagiscono preparando azioni finanziarie ed economiche di rilancio senza precedenti (Recovery fund).

L’UE lavora quindi un piano per la ripresa per aiutare a riparare i danni economici e sociali e preparare un futuro migliore per la prossima generazione (Next generation). Inoltre viene proposto, per chi ne ha bisogno, il MES, meccanismo di finanziamento per il rafforzamento delle strutture sanitarie.

Le forze di governo italiane iniziano a preparare un piano per destinare i fondi europei che arriveranno a partire dal prossimo anno nel modo migliore, mentre sono ancora divise sull’opportunità di utilizzare il MES, con una parte del M5S contrario. Alle elezioni regionali del 2020 il PD grossomodo riconferma i propri consensi, la Lega ne perde a favore della destra tradizionale (comunque sovranista) di Fratelli d’Italia, mentre il M5S prosegue in forte calo. La linea moderatamente filoeuropeista nel complesso del governo sembra comunque esserne uscita rafforzata e il consenso ai partiti euroscettici diminuito.