di Riccardo Campanini – E’ stato presentato nei giorni scorsi il volume VAGANTI RADICI: non solo emigrati, ma anche profughi prigionieri e deportati di Luciano Mazzoni Benoni, una “cronaca familiare” che valorizza i contesti e concede meno al versante autobiografico, preferendo dare spazio agli impensabili fili che interconnettono nel tempo e nello spazio persone, famiglie, generazioni, etnie, religioni…Ne presentiamo di seguito una breve scheda a cura dell’autore.

 Il Libro apre una nuova Collana dal suggestivo titolo “ARGONAUTI NELLA NOOSFERA” [che mette in connessione il mito classico con la visione profetica dello scienziato e mistico Teilhard de Chardin], presso la casa editrice Athenaeum: presentata per l’occasione dallo stesso Editore, dr. Massimo Soncini, il quale oltre a illustrare l’editrice e la libreria ha anticipato i prossimi titoli della Collana.

 Del libro hanno proposto delle chiavi di lettura:

  • l’on.le Carmen Motta, già parlamentare ed attuale Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza: che si è soffermata in particolare sulla storia dell’Oltretorrente (nel quale lei stessa è nata e vissuta) e sul tema della ‘memoria’, da coltivare come prezioso e irrinunciabile espressione umana e civile
  • il prof. Alessandro Bosi, docente di Sociologia: che ha trattato il tema delle ‘radici’ -spesso concepite in chiave di fissità secondo una chiave identitaria chiusa- ed invece da comprendere nel loro imprevedibile dinamismo che vede dischiudersi inesauste possibilità, nella sfera personale come in quella socialeNella Prefazione del prof. Gianmario Baldi -direttore delle Biblioteche civiche di Rovereto (Trento) e docente di Archivistica all’Università cattolica di Brescia- affronta il tema del viaggio esistenziale, interiorizzando le dimensioni che ci riconducono al ‘centro’ della nostra vita. Nella Introduzione l’Autore per motivare questo affondo storiografico trae spunto dal filosofo dell’antica Grecia Luciano di Samosata il quale polemizzava con  cronisti (oggi sarebbero commentatori politici) di quel tempo: un vizio che si rinnova tuttora con quella stampa che favorisce infatuazioni e demagogie, sempre suscitando il fantasma del ‘nemico’: più propriamente ‘il diverso’.Lo sviluppo del tema delle radici è articolato in tre Capitoli.

    Nel primo si risale alle origini remote che approderanno a formare il triangolo geografico e culturale fra Trento – Ferrara – Parma [la radice materna, quella paterna e quella acquisita dalla nascita] che configura l’ambiente vitale dell’Autore: con ampi richiami allo sfondo antropologico dei diversi ambienti.

    Nel secondo si snoda la vicenda della famiglia fra le due guerre mondiali: con tanti risvolti storici ed episodi drammatici; fino alla ricostruzione e al ‘ritorno’ alle radici.

    Sono ovviamente maggiormente sviluppate le radici prime: in Trentino e nel Ferrarese; mentre su quelle acquisite (a Parma) la riflessione si ferma all’età dell’adolescenza, con la valorizzazione degli aspetti meritevoli della cultura e della civiltà parmense e con l’appello a salvaguardare i caratteri di questa terra e di questa regione, oggi messi in discussione.

    Nel terzo l’Autore, senza concessioni a richiami nostalgici, volge lo sguardo al futuro, con uno spunto relativo all’anno 2020 che vede la Città di Parma come “Capitale della Cultura”; ed infine offre alle nuove generazioni una prospettiva di vita concepita nella gioia e capace di fare spazio al sogno :

    • Come coltivare e alimentare le proprie radici, da riscoprire – custodire – rinnovare
    • Come vivere “in umiltà”, oltre l’illusione egocentrica e antropocentrica
    • Come riconciliarsi con le energie femminili, superando ogni androcentrismo e maschilismo
    • Come sentirsi in comunione: con gli altri esseri umani (varcando ogni pregiudizio ed assumendo l’ottica del ‘noi’ anziché quella dell’ ‘io’), con gli animali e con la natura, col cosmo intero
    • Come connettersi con i propri cari defunti, considerati come ‘viventi’ e partecipi della nostra esistenza (riformulando la preghiera a loro destinata)
    • Come sintonizzarsi con la musica universale, mediante l’ascolto e il silenzio (la via della meditazione).

 In copertina l’immagine della deportazione in Boemia di donne e bambini (1915-1919): con la presenza di mamma, nonna, bisnonna e di uno zio dell’Autore