BLACK  FRIDAY  FOR FUTURE  di Riccardo Campanini

E’ fin troppo facile, come hanno fatto l’altra settimana alcuni studenti in marcia contro il cambiamento climatico (e come il titolo di questo editoriale), contrapporre  il “venerdì per il futuro” a quello “nero” dei supersconti commerciali. Un po’ più creativo, ma sempre all’interno della stessa logica,  quell’altro slogan, sempre degli studenti,  che chiede di salvare l’Amazzonia  e di eliminare Amazon….Ma al di là delle facili battute,  che non si tratti di una presa di posizione  superficiale e dettata dalle mode, ma di una alternativa decisiva per il futuro del mondo ce lo stanno ricordando in tanti in questi giorni: dal Segretario generale dell’ONU Guterres, che aprendo a Madrid il vertice ONU sul clima ha ammonito che la scelta è tra speranza e capitolazione, al prof. Giovannini, autore della bellissima prolusione con cui, davanti al Presidente Mattarella, è stato inaugurato l’Anno accademico della nostra Università.   Nell’occasione Giovannini ha idealmente contrapposto i “figli del PIL” (le generazioni nate nei decenni successivi alla fine della guerra), per la quali contava – e conta – la produzione e il consumo, ai “figli dell’antropocene” – ovvero di un capovolgimento epocale del rapporto tra natura e uomo, con quest’ultimo che ha” preso il comando” rispetto alla prima –  per i quali invece la priorità è la salvezza del pianeta (l’Amazzonia, appunto).  Del resto che, come si suol dire, il vento stia cambiando – e visto che si parla di ambiente la metafora è particolarmente indicata – lo dicono anche diversi segnali di questi giorni. Senza bisogno di andare lontano, basta ricordare l’accordo firmato questa settimana dai Sindaci dell’Emilia Occidentale, con la “benedizione” del Presidente Bonaccini, in materia di tutela e contenimento del consumo di suolo e di uso sostenibile del territorio. Non meno significativo (anche perché proveniente da un modo, quello dell’imprenditoria, considerato a torto “nemico” dell’ambiente)  l’appello a piantare 3 miliardi di alberi lanciato nei giorni scorsi durante  il Forum sulla nutrizione della Fondazione Barilla. Forum che ha visto anche un intervento particolarmente incisivo del suo Presidente, Guido Barilla, sulle responsabilità della politica,  che – ha affermato –   «non è così attenta ai moniti della scienza» che «ci sta spiegando che non c’è più tempo, che c’è un urgenza straordinaria e invece il legislatore appare ancora attento a prendere consenso dall’elettorato piuttosto che risolvere grandi tematiche che sono in questo momento estremamente urgenti”. E  per finire questa rassegna di iniziative “made in Parma” a favore dell’ambiente va anche ricordata la recentissima costituzione del Comitato  per il potenziamento del collegamento ferroviario La Spezia-Parma e la sua prosecuzione verso il Brennero, ad opera di amministratori delle Province e dei Comuni interessati con il coordinamento dell’ex- Ministro Orlando.  Tutto bene, dunque?  Naturalmente  no,  ma sono tanti piccoli segnali che, in attesa delle decisioni dei “grandi”, possono segnare un’inversione di tendenza. Significativo anche il fatto che il recente Movimento di piazza che dall’Emilia si sta diffondendo in tutta Italia abbia voluto chiamarsi col nome di un pesce; forse anche per ricordarci che tra qualche decennio, se non si arresta il cambiamento climatico, in molte città della Pianura Padana il mare e i pesci ci saranno davvero.