di Monica Cocconi –

Era gremito di un folto e attento pubblico, formato soprattutto di giovani studenti, l’evento Le sfide alle democrazie nell’età della globalizzazione svoltosi in Aula Magna il 3 ottobre scorso, alle ore 16,00, patrocinato dal Il Borgo e dal Comune di Parma, su iniziativa dell’Ateneo.

L’incontro, iniziato con i saluti del Rettore di Parma, il prof. Paolo Andrei, del Presidente de Il Borgo Giuseppe Giulio Luciani, dall’Avvocato Fabio Mezzadri per l’Ordine degli Avvocati di Parma, e del Prof. Giorgio Pagliari, Ordinario di diritto amministrativo dell’Ateneo di Parma, è stato l’occasione per presentare il recente libro del prof. Sabino Cassese La svolta, edito per i tipi del Mulino 2019. Il professore insegna attualmente alla School of Government della Luiss, è stato ministro del Governo Ciampi, Ordinario di diritto amministrativo alla Normale di Pisa e Giudice della Corte costituzionale. Attualmente scrive, oltre che su Riviste scientifiche, sul Corriere della Sera, sul Foglio e sul Domenicale de Il Sole 24 Ore, unendo alla serietà e all’intensità dell’impegno scientifico, un’attività di sapiente divulgatore. Non è, il suo caso, quello dell’intellettuale che si dedica alla politica o si schiera politicamente piuttosto, come scrive, è quello, dal titolo del libro di Stephen Spender “Engaged in Writing” di chi non abbandona il proprio mestiere di studioso ma lo estende, vi fa partecipare un pubblico più vasto. Dimostra una capacità di reiventarsi, senza tradire o banalizzare il proprio mestiere.

Il Professore ha discusso del suo libro La svolta con Antonio D’Aloia, Professore Ordinario di diritto costituzionale presso l’Ateneo di Parma e Direttore del Centro interdipartimentale di Bioetica dell’Ateneo di Parma e con Fulvio Cortese, Professore Ordinario di diritto amministrativo presso l’Ateneo di Trento dove dirige il Dipartimento di Giurisprudenza. Il dibattito è stato moderato da Monica Cocconi, Associata di diritto amministrativo e Delegata del Rettore per l’anticorruzione e la trasparenza, organizzatrice dell’Evento che ha illustrato i numerosi progetti sulla legalità avviati dall’Ateneo di Parma.

Nel biennio 2017-2018 si è avviata senza dubbio una nuova fase della vicenda politica, in Italia e nel mondo, e del funzionamento stesso delle democrazie. Il testo del prof. Sabino Cassese si interroga, essenzialmente, su quale ne sia stato l’inizio e su quali siano state le ragioni di queste rilevanti trasformazioni e ne coglie l’essenziale continuità con il passato. Come dice la Prefazione, infatti, ci sono momenti, nella storia, in cui una serie di debolezze antecedenti si accumula e presenta il conto ai tempi nuovi. Lo storico francese René Grousset ha rilevato: “nessuna civiltà viene distrutta senza essersi prima rovinata da sola, nessun impero viene conquistato dall’esterno, senza che precedentemente fosse già suicida”.

Il testo si articola in forma di dialogo sul modello del venditore di Almanacchi di Leopardi e di Florestano ed Eusebio di Schumann. José Ortega nel Prologo per i francesi della ribellione delle masse scrisse: “Un libro è un buon libro solo nella misura in cui ci consegna un dialogo latente”. E il professor Cassese questo dialogo lo rende esplicito e intesse una bellissima e colta riflessione sulle vicende politiche e istituzionali italiane, considerando il sistema politico, i suoi dati strutturali, i modi in cui opera la democrazia, i suoi condizionamenti e i contesti europeo e globale. L’autore esplora il terreno della politica non per cercare nuove terre, ma per guardarle con occhi diversi, come in ogni viaggio di scoperta. L’atteggiamento dell’Autore non è quello dell’indignazione né della lamentazione, ma la volontà di capire. E’ quello illustrato da Baruch Spinoza: “ Humanas res nec flere, nec indignari, sed intelligere”. Nella Lectio orale il professore si è soffermato soprattutto sui motivi di speranza che inducono a confidare in una ripresa del dialogo democratico, come l’impegno dell’associazionismo culturale, la garanzia dei diritti umani assicurata dalle Convenzioni europee e internazionali e il risorgere dell’impegno dei Parlamenti nazionali.

Sul ruolo del diritto costituzionale e della giurisprudenza della Corte nel contrastare la crisi degli elementi classici del funzionamento delle democrazie nazionali, come il dialogo, la partecipazione e la frammentazione del potere si è soffermato, fra gli altri temi, soprattutto il Prof. Antonio DAloia. Fra i segnali di crisi della democrazia il docente ha evidenziato quello dell’emergere di democrazie illiberali, come Turchia, Ungheria e Polonia, ossia che non consentono la libera espressione  delle opinioni, limitano la libertà di associazione e violano il principio di indipendenza dei giudici. Robert Dahl, il teorico americano della democrazia, afferma che non vi può essere democrazia senza free speach e libertà di associazione. E’ chiaro che si tratta di principi posti su piani differenti ma che senz’altro si influenzano reciprocamente. Come possono infatti esserci libere votazioni se le persone non hanno avuto la possibilità di esprimersi, di associarsi per influire sull’azione di governo? Il docente si è soffermato principalmente sul ruolo del diritto costituzionale nel ristabilire una convergenza fra tali principi.  L’amministrativista Fulvio Cortese ha posto l’attenzione, infine, sui fattori di crisi della pubblica amministrazione e sulle strategie per affrontarli, migliorando la capacità di innovazione amministrativa e sventando l’assedio su di essa dall’esterno. In relazione alle politiche dell’istruzione, il professore ha illustrato le direttrici per far acquisire alla scuola una centralità e una maggiore visibilità nello spazio pubblico, focalizzando l’attenzione soprattutto sugli studenti. Nel complesso, l’Evento è stato un’occasione preziosa per riportare l’attenzione di un folto pubblico sulla crisi della democrazia ma, soprattutto, sui motivi di speranza in cui confidare per una sua ripresa.