di Daria Jacopozzi –

Venerdì 27 settembre, sciopero mondiale per il clima, forse tutti eravamo fisicamente o idealmente in piazza con tantissimi giovani e adulti festosamente arrabbiati: questo  ossimoro esprime la complessità del momento, momento in cui si celebra la vita della natura e degli esseri che la abitano (animali e umani che siano) pur sapendo che essa è in assoluto pericolo, che declamiamo ciò che abbiamo sgretolato con le nostre mani, con  le nostre automobili, plastiche, abitudini, pigrizie, avidità, indifferenza, sicurezze… individualismo.

Ma oggi ancora più interessante è stato vedere come, dai venerdì per futuro siano nati i “sabati per il futuro”: dai “Fridays por future” ai “Saturdays for future” il passo è quello del principio di realtà, e cioè…. abbiamo protestato, ok , ora agiamo , mettiamoci al lavoro!  L’idea di associare simbolicamente le due giornate è nata dalle associazioni NEXT di Leonardo Becchetti, e ASVIS dell’ex ministro PD  Enrico Giovannini, impegnate nella battaglia per la diffusione di una cultura economica a misura d’uomo e quindi giusta e sostenibile, circolare e capace di una nuova crescita.

Sabato 28 settembre è iniziato il primo sabato in 42 città che hanno accolto la sfida grazie ai volontari e alle  aziende socialmente impegnate, (supermercati come le Coop, Altromercato, Naturasì…) per promuovere tra i clienti il  “VOTO CON IL PORTAFOGLIO” cioè una spesa che faccia veramente la differenza politica poichè lascia la mia impronta ecologica ed antropologica sul territorio che abito ( è stato messo in atto un meccanismo ad hoc per testare questo “voto” attraverso la raccolta degli scontrini). Questa iniziativa è il segno di una nuova cultura che avanza davvero ed è appunto di “ecologia integrale” grazie alla intuizione di papa Francesco nella sua Laudato si. Essa sta attraversando le nostre città ed imprese , rende consapevoli che il passaggio dagli slogans alla concretezza delle scelte sia il passo fondamentale che vada fatto e fatto subito, sostenuto ed accompagnato dalle amministrazioni e dalla politica a tutti i livelli, locali e nazionali. E insieme ai giovani.

“Oggi l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, famigliari, lavorativi, urbani e dalla relazione di ciascuna persona con se stessa, che genera un determinato modo di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente. C’è una interazione tra gli ecosistemi e tra i diversi mondi di riferimento sociale”  sappiamo come con queste ed altre parole  Papa Francesco, nella Laudato si (2015) ben prima di Greta aveva fatto sobbalzare i politici poiché univa ecologia e giustizia sociale. Realtà inscindibili.

Sostenere e diffondere  il “voto con il portafoglio “ e la cultura che lo sostiene è quindi una operazione più che opportuna, perché permette agli adulti che  guardano questi giovani in piazza magari con sospetto (o che semplicemente sono loro vicini) di imparare una nuova responsabilità in quanto consumatori, scegliendo prodotti fatti con giustizia, onestà e basso impatto ambientale. Si diffonderà così ancora di più una cultura economica basata sulla circolarità dei beni piuttosto che dell’accaparramento, della giustizia prima del profitto a tutti i costi. Una vera rivoluzione, insomma.

Aspettiamo con ansia il grande evento rivolto ai giovani della prossima primavera “Economy of Francesco” di Assisi  (coordinata proprio da Becchetti, Bruni, Zamagni  esponenti della economia civile)  e ci auguriamo che anche nella capitale della Cultura 2020 vengano valorizzate le proposte che esprimono questo passaggio culturale che può avvenire, se davvero lo vogliamo in tanti.