Presentazione del Dossier “La città che accoglie”. Riscoprire la necessità politica dell’accoglienza e del dialogo interculturale

di Fausto Pagnotta[1]

                                                                                                                                        

Il Dossier La città che accoglie, pubblicato dalla rivista Shalom della Comunità di Betania grazie all’ospitalità di Don Luigi Valentini e all’impegno editoriale di Franco Ferrari, è stato  presentato in occasione del “Festival Interculturale Ahimé”, promosso dall’Associazione Colori d’Africa, con il contributo della Fondazione Cariparma e del Comune di Parma, che si è tenuto il 27 settembre presso il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma diretto dalla dott.ssa Chiara Allegri. Il Dossier raccoglie gli Atti del Convegno La città che accoglie. Prospettive e problematiche per un’integrazione possibile, che l’Osservatorio sulla Città del Circolo culturale il Borgo ha organizzato il 10 maggio scorso nell’Aula Magna dell’Università di Parma, in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ricerca Sociale (CIRS) dell’Ateneo cittadino. Osservatorio sulla Città che intende favorire specifici focus sulle eccellenze culturali, industriali, alimentari, scientifiche del nostro territorio, ma anche favorire l’interazione tra le realtà che operano a Parma nell’affrontare al meglio le diverse problematiche sociali e ambientali presenti, con il fine di promuovere una cultura del benessere sociale e di essere di stimolo alla governance cittadina.

La presentazione del Dossier La città che accoglie ha rappresentato un momento di confronto e di approfondimento su alcuni dei dati relativi al sistema dell’accoglienza a Parma raccolti all’interno del Dossier dalle realtà associative del territorio che hanno partecipato a maggio al Convegno La città che accoglie. Realtà impegnate da anni a Parma in prima linea a dare dignità e un senso concreto alla parola accoglienza, come la Comunità di Betania rappresentata da Nello Calvi, la Caritas diocesana da Maria Cecilia Scaffardi, CIAC onlus da Michele Rossi ed Emilio Rossi, la cooperativa sociale Svoltare da Simone Strozzi, l’associazione San Cristoforo onlus da Don Umberto Cocconi e Rodrigue Assel Nouguep Tchinkap e infine la Consulta provinciale degli stranieri rappresentata da Erion Begaj. Relazioni a cui sono seguiti nel Dossier le riflessioni di Giuseppe Iotti Presidente del Gruppo Imprese Artigiane, di Arnaldo Conforti Direttore di Forum Solidarietà e di Laura Rossi Assessore al welfare del Comune di Parma.  Il Dossier attraverso un’informazione corretta sulle diverse realtà dell’accoglienza a Parma, sul loro impegno e sui loro sforzi quotidiani, nonché sui risultati concreti ottenuti, si pone come contributo utile a contrastare tre elementi che alimentano oggi diverse forme di xenofobia: la paura, l’ignoranza, la disinformazione. Infatti i contributi raccolti permettono di avere un ampio sguardo d’insieme, tutt’altro che scontato e conosciuto, sul sistema dell’accoglienza a Parma, evidenziando sia gli obiettivi positivi raggiunti che i limiti e le problematiche ancora aperte. E questo in tempi in cui la parola “accoglienza” nella percezione collettiva sta subendo un’involuzione e un impoverimento di significato, in quanto è considerata sempre più come sinonimo di negatività e di problema e sempre meno come opportunità: infatti da molti è percepita in modo esclusivo nel senso di perdita identitaria, di pericolo e quindi di insicurezza sociale. Per questo motivo la presentazione del Dossier La città che accoglie all’interno del “Festival Interculturale Ahimé” intende favorire una narrazione sull’accoglienza che evidenzi non solo le criticità, come oggi spesso accade, ma anche e soprattutto le esperienze positive sul territorio che parlano di storie concrete di integrazione ben riuscita tra popolazione autoctona e alloctona.

L’obiettivo infatti che l’Osservatorio sulla Città del Circolo Il Borgo si pone sul tema dell’accoglienza, è dunque quello di promuovere conoscenza sull’argomento e di contribuire a quel dialogo e a quel confronto interculturale che è presupposto di ogni convivenza pacifica e solidale. Tutto questo per andare nella direzione del significato stesso della parola “Ahimé” che caratterizza il “Festival dell’Integrazione” e che, come ha spiegato in conferenza stampa il Presidente dell’Associazione Colori d’Africa Aps, Bessou GnalyWoh, significa “andiamo insieme”. Perché di questo c’è bisogno per sentirsi una comunità, di “andare insieme”, nel senso di condividere quel profondo senso di far parte di una medesima “comunità di destino”, come la ebbe a definire Otto Bauer alla fine del XIX secolo. Senza infatti una rete di accoglienza efficace, che metta insieme Istituzioni, Associazioni ed Enti pubblici e privati, con progetti di integrazione nel tessuto culturale e produttivo cittadino, promuovendo momenti comunitari di condivisione tra storie ed esperienze di vita differenti, si possono creare velocemente quelle situazioni di anomia e di instabilità sociale che determinano esasperazioni e conflitti tra la popolazione autoctona e le persone di altre etnie e culture che vengono in Italia e in Europa da Paesi che sono spesso teatri di guerra segnati da profonda povertà. A tutto questo si aggiunge il rischio, già in parte in atto e testimoniato dall’impegno costante delle Forze dell’ordine sul territorio, che coloro che non riescono ad entrare, o non possono più rientrare, anche per le recenti disposizioni di Legge, all’interno della rete di accoglienza e di integrazione del territorio, diventino facile preda di molteplici forme di sfruttamento ad opera di organizzazioni criminali sia autoctone che alloctone. Proprio alla luce di questi fenomeni devianti e criminali, costantemente in agguato sul territorio, riteniamo sia impensabile, in termini di sicurezza sociale e di politiche di integrazione concrete ed efficaci sul lungo periodo, depotenziare la rete dell’accoglienza a Parma. Per questo oggi più che mai l’accoglienza deve rimanere priorità assoluta nell’agenda politica di ogni Amministrazione Comunale. Si tratta di una presa di consapevolezza irrinunciabile perché la politica non abdichi al suo ruolo prioritario che è quello di contrastare il conflitto sociale, sempre potenzialmente presente, creando quindi in sinergia con le migliori risorse produttive e associative del territorio le condizioni progettuali per la convivenza pacifica e solidale tra differenti realtà etniche e culturali, favorendo dunque momenti di reciproco rispetto e ri-conoscimento comunitario come è stato il “Festival Interculturale Ahimé”.

Come ebbe a dire, Marco Tullio Cicerone, avvocato e magistrato romano, più di duemila anni fa, nel trattato Sui doveri, dedicato al figlio Marco «Quelli poi che affermano che si debba tenere conto dei concittadini, non degli stranieri, abbattono la comunità sociale del genere umano, e togliendo questa di mezzo ne viene eliminato fin dalle radici ogni concetto di beneficenza, di liberalità, di bontà, di giustizia; ed eliminate queste cose, costoro li si dovrà giudicare empi anche verso gli dèi» (off. 3, 28).

 

 

[1] Fausto Pagnotta, PhD in Political Studies, è docente in Sociologia della comunicazione e dei nuovi media presso l’Università di Parma e membro scientifico del Centro Interdipartimentale di Ricerca Sociale (CIRS) dell’Ateneo cittadino. Coordina l’Osservatorio sulla Città del Circolo culturale Il Borgo di Parma.