Dopo le tumultuose vicende degli ultimi mesi, abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione politica italiana a Gabriele Ferrari,  co-fondatore de “Il Borgo” e protagonista delle vita politica locale per diversi anni, dapprima come Assessore provinciale al fianco di A. Borri e successivamente come Consigliere regionale.

1) E’ stata un’estate particolarmente movimentata e caotica dal punto di vista politico. A tuo parere, il cambio di maggioranza (sia pure con lo stesso Presidente del Consiglio…..) è da attribuire più agli errori e all’eccesso di protagonismo di Salvini o piuttosto al timore delle altre forze politiche di una sua netta affermazione elettorale – e per qualcuna anche dei possibili rischi per la nostra democrazia – che le hanno portate a coalizzarsi pur di non dargli via libera?

Un autogol come quello messo a segno da Salvini credo che, nella pur convulsa politica italiana, non si sia mai registrato. La follia che ha vissuto il Paese nell’ultimo anno e mezzo ha “convinto” il Partito Democratico insieme ad altre forze politiche a ricercare, con enorme fatica e con tutti i dubbi del caso, una intesa parlamentare necessitata con il movimento 5 stelle. L’Italia, da sempre accogliente e aperta, ha disvelato al mondo una cattiveria, una inadeguatezza e una brutalita’, che speravo e voglio credere, non appartenga alla maggioranza del popolo. Per la prima volta il nostro Paese, che ha sempre avuto un ruolo primario e strategico in Europa e nei rapporti con il resto del mondo, si e’ chiuso e arenato nell’allineamento a realtà xenofobe, senza strategia e prospettiva, facendo dell’insulto e non del ragionamento e della ricerca di intese, il proprio biglietto da visita.

2) Che valutazione ti senti di dare del Presidente Conte? E’ solo un “eroe per caso” o ha effettivamente delle qualità insospettabili fino a qualche mese fa?

Il Presidente Conte é una persona arrivata sulla scena pubblica senza una storia alle spalle. Sino alla sua indicazione a Presidente del consiglio nessuno, sul piano politico, ma non solo, lo conosceva. L’inesperienza e’ stata palese nella sua prima attività di governo dove era di tutta evidenza che mancava una guida solida e autorevole nella gestione dei rapporti interni e, soprattutto, nel neutralizzare le esternazioni improvvide di qualche Ministro sul piano internazionale. Trattandosi di una brava persona e avendo oggi di fianco anche elementi certamente competenti e affidabili, nella nuova esperienza di governo sta dimostrando molto buon senso, serenita’ ed equilibrio nel ruolo delicato che ricopre. Siamo ancora lontani dalle qualità e competenze che si richiederebbero ad un leader,  guida autorevole e riconosciuta ma, per questi tempi, va bene così.

3) Sempre in ambito di política  nazionale, cosa pensi della decisione di Renzi di fondare “Italia viva”? E a tuo parere è un’esperienza destinata a crescere e consolidarsi o farà la fine di tanti altri partiti “personali” diventati irrilevanti nel giro di poco tempo?

Renzi é, oggi, una delle rare intelligenze politiche che si muovono sulla scena nazionale. Ha avuto la possibilità fra il 2012 e il 2013 , ai tempi delle primarie nel PD, di cambiare veramente i destini dell’Italia. Se avesse, allora, dato vita ad un nuovo partito, oggi potremmo affrontare ben altri argomenti e scenari. Parlando dell’oggi, credo che  l’idea di fondare “Italia viva”, abbia un senso e, se ben condotta, un futuro. Il Pd degli ultimi tempi a mio parere, pur restando un elemento importante per il Paese e per il governo, si sta un po’ cristallizzando su posizioni “antiche”. Non vedo nell’attuale gruppo dirigente nazionale quella capacita’ attrattiva di cui ci sarebbe assolutamente bisogno. Lo dico con tutto il rammarico di chi poco più di dieci anni fa ha contribuito alla creazione di questo soggetto politico con convinzione ed entusiasmo. Renzi ha ben chiaro che c’è una fetta consistente di elettorato in libera uscita da Forza Italia, persone che hanno votato Lega in attesa di una offerta politica nuova e migliore, gente che non vota piu’ ma potrebbe tornare se trovasse una proposta convincente. L’appuntamento della Leopolda, può piacere o no, ma è rimasto un luogo raro dove tante persone si ritrovano per discutere, confrontarsi, analizzare e fare proposte. Renzi deve solo capire che un leader é tale solo se vola alto e lascia perdere le banali e stucchevoli contrapposizioni e le battute ad effetto. Oggi, come non mai, c’è  la necessita’ di tornare ad avere persone serie e profonde nei livelli istituzionali decisionali.  Alla Mattarella, per intenderci!

4) Resta il fatto che, indipendentemente dal cambio di maggioranza, il  clima sociale e culturale complessivo sia ancora preoccupante, almeno per chi crede nei valori della solidarietà, dell’integrazione, della civile convivenza. Cosa può fare il nuovo Governo per modificare almeno in parte questa situazione?

Con il nuovo governo il clima sociale con il carico di ansia che tutti respiravamo e’ gia mutato, in modo quasi incredibile. Certo e’ che a seminar vento…L’attuale maggioranza deve essere chiara nel rimarcare e sottolineare con atti concreti i valori fondamentali del vivere civile. Allo stesso tempo serve chiarezza nel definire puntualmente che accogliere e’ un dovere per chi sta meglio ma che chi e’ accolto deve fare la sua parte, rispettando i diritti, le tradizioni e i costumi, di chi accoglie. E chi delinque, italiano o straniero che sia, va perseguito con decisione. Il tema dell’immigrazione va affrontato con molta determinazione e chiarezza sul piano internazionale in sede europea, senza piu’ tergiversare. Sul piano interno non servono solo normative coerenti, ma un esercizio puntuale delle competenze e del rispetto delle regole da parte di tutti.

5) Guardando un attimo al di fuori dei confini nazionali, è indubbio che anche in altri paesi il cosiddetto “sovranismoo” e i suoi  principali esponenti (come B. Johnson o Trump) siano in difficoltà.  A tuo parere è un declino irreversibile o dobbiamo aspettarci ancora della “brutte sorprese”?

Il nostro tempo ha di fronte due realta’: quelli che stanno troppo bene e quelli che stanno troppo male. Il paradosso è  che quelli che stanno troppo bene vanno alla ricerca del “sempre di piu'”, venendo meno ai valori fondanti dell’etica, del rispetto, dell’impegno, della solidarieta’. Sul piano sociale gli effetti sono evidenti. Sul piano politico vediamo premiate persone e posizioni che,  solo 10 anni fa, sarebbero state inimmaginabili. Nel breve termine dovremo convivere ancora con situazioni pesanti e difficili.La mia speranza restano i giovani. Sui quali, però,  dobbiamo investire e credere. Oggi, non facciamo nessuna delle due cose. Per fortuna, almeno qui, la strada e’ obbligata!

 

Intervista a cura di R. Campanini