L’attualità profetica sull’Europa di don Primo Mazzolari

di Luciano Mazzoni Benoni

Se la figura, la storia ed il valore di questo prete partigiano mantovano sono ormai state riconosciute ampiamente, nella Chiesa come nella società, specie dopo gli omaggi recati a Bozzolo sia dal Presidente della Repubblica Mattarella che da papa Francesco, restava in ombra un versante del suo pensiero: quello riguardante l’Europa.Ecco il vuoto che viene a colmare il nuovo libro, ideato da Nando Bacchi e Giordano Formizzi (co-fondatori della Rivista Uni-versum), al quale hanno collaborato a diverso titolo Giorgio Campanini e Luciano Mazzoni Benoni:  DON PRIMO MAZZOLARI E L’EUROPA: UN PROFETA DELLA MODERNITA’, ed. Diabasis 2019, pp. 167 € 17.

Si tratta di una selezione antologica di articoli pubblicati fra il 1949 e il 1962 sulla sua Rivista ADESSO, che egli fondò aggregando un gruppo di giovani intellettuali, poco dopo la Liberazione e la Costituzione: rivolta sia alle tematiche religiose che a quelle politiche. Un periodico che subito si distinse per la sua libertà di espressione e per l’acutezza dell’analisi sui processi in corso, sia nella ricostruzione post bellica sia nella vita della Chiesa cattolica. I fascicoli della Rivista vennero pubblicati dalle edizioni Dehoniane (ristampa anastatica a cura dello storico Giuseppe Alberigo): ma i 4 tomi erano talmente ricolmi di argomentazioni che i pezzi dedicati ai temi dell’unità europea, proprio in quel periodo da poco avviata, rimasero in ombra. Viceversa: riletti oggi rivelano una straordinaria attualità.La selezione è stata molto accurata ed ha eliminato tanti testi datati e legati a vicende ormai passate. Ma gran parte delle tematiche odierne, tuttora aperte e oggetto di forti discussioni nell’ambito dell’Unione Europea, risalgono nei loro risvolti critici (spesso contrassegnati da equivoci ed ambiguità specie di Francia e Gran Bretagna) a quegli anni: nei quali vennero prima frenate le spinte all’unità politica, poi ostacolate le proposte più innovative, come quella di Difesa Europea Comune (CED), il progetto ideato da De Gasperi e Monnet, affondato nel 1954. La rilettura di quelle pagine, con le osservazioni acute e precise già allora rilevate dalla redazione di ADESSO, può aiutarci oggi a capire le radici lontane dei contrasti di oggi e rilanciare le speranze che troppo considerano ormai perdute.

Il volume, pertanto, va raccomandato a insegnanti ed educatori: affinchè venga coltivata questa cultura dell’Europa unita e federale, corrispondente agli ideali ma anche alla realtà storica di un continente da secoli belligerante e diviso. Senza dimenticare che se da un lato l’Unione Europea ha evitato guerre totali, dall’altro non si sono riuscite ad evitare le tragedie dell’implosione della ex Yugoslavia e le tensioni inter etniche tuttora presenti nei Balcani, ma anche nella penisola iberica (Paesi Baschi e Catalogna); nonché lo scivolamento verso un degrado socio economico delle zone arretrate del sud Europa (Grecia e meridione d’Italia); ed infine il vuoto di pensiero politico sul Mediterraneo come Mare di dialogo e d’incontro con l’Africa che appare come un continente in via di esplosione (non solo demografica) ed il vicino Medio Oriente, dissanguato fino allo stremo. Occorre quindi alimentare le proposte politiche con una visione, di largo raggio e di ampio respiro, capace di concepire un europeismo in chiave non egoistica e solo economicistica, bensì in una ottica universale ed umanistica: coerente con quei valori cristiani rinnovati dal magistero di papa Francesco. I curatori raccomandano di affiancare alla lettura di questo volume, due libri che mettono in connessione il pensiero di don Primo con quello di altri due testimoni coerenti:  Teilhard de Chardin, gesuita francese mistico e scienziato (in tal caso secondo la lettura del prete partigiano savonese don Silvio Ravera: Profeti a confronto: don Primo Mazzolari e p. Pierre Teilhard de Chardin, Marietti Genova 1991) e p. Aldo Bergamaschi, cappuccino reggiano che fu tra i discepoli di don Primo (che scrisse di suo pugno Primo Mazzolari: una voce terapeutica, Il Segno dei Gabrielli Verona 1992). Ed ancora, di ricordare in proposito: l’esempio di don primo anche quale anticipatore del dialogo ecumenico (N.Bacchi, Don Primo Mazzolari e il pastore Giovanni Ferreri, Il Segno dei Gabrielli Verona 1994); e l’insegnamento del card. C.M. Martini che presiedette la Conferenza degli episcopati europei (Verso un’Europa unita?, Centro Ambrosiano Milano 1991).  Vale la pena, infine, riportare il profilo che don Primo scrisse su di sé negli anni della clandestinità antifascista: “Un camminatore, un pellegrino verso una terra promessa, verso un domani, verso quello che non ho”. Ecco l’immagine viva di un profeta in cammino, testimone dei drammi del suo tempo, determinato a combattere in nome di Cristo ma accanto ad altri protagonisti democratici di diverse idee ed ispirazioni: per una Europa unita e a servizio dell’unione della famiglia umana.