La teologia alternativa di Armido Rizzi

 di Graziano Vallisneri

 

 

Promosso dall’associazione “I Viandanti”, ha avuto luogo presso il Centro Pastorale Diocesano, davanti ad un numeroso e attento pubblico di estimatori , l’incontro per la presentazione del libro di Carmine Di Sante “Dentro la Bibbia, la teologia alternativa di Armido Rizzi”.(*) Come ricorda  in apertura Marco Bertè , nel ruolo di intervistatore dell’autore, si tratta di due personaggi di grande rilievo ben conosciuti nel mondo ecclesiale di Parma.

Armido Rizzi (1933) è teologo e filosofo tra i più noti e innovativi, già docente in diverse Facoltà teologiche, fondatore del Centro Sant’Apollinare di Fiesole dove ha promosso numerose iniziative di divulgazione teologica. Ha collaborato a diverse riviste (Servitium, Rivista di Teologia morale, Filosofia e Teologia) ed è stato autore di più di 30 saggi.
Il teologo Carmine Di Sante, suo allievo ed “erede intellettuale”, in questo libro ricostruisce l’originale pensiero teologico di Armido Rizzi con il pregio di riassumere in un’unica opera un pensiero che si dispiega in decine di pubblicazioni e numerosi articoli. Un’opera, come conferma Di Sante, frutto di attenzione e studio come omaggio e riconoscimento ad un “maestro di vita” impegnato per più di quarant’anni  nella rilettura radicale della Bibbia.

Il libro infatti compie una vera operazione di “de-ellenizzazione” della teologia, di abbandono delle categorie  filosofiche e metafisiche di derivazione platonica in cui per secoli sono stati improntati lo studio e l’annuncio della Parola biblica. Dopo il Concilio Vaticano II, a partire dagli anni 70, Armido Rizzi ha avviato un diverso modo di intendere il Dio delle Scritture ebraico-cristiane finora basato sull’ellenizzazione cioè sul ricorso alle categorie del pensiero greco, dell’eros platonico da un lato e del “logos” artistotelico dall’altro. Per Rizzi invece il “logos” biblico, cioè la visione del mondo, è totalmente diverso da quello filosofico e scientifico. Ritrovare la struttura di pensiero della Bibbia, nel racconto dell’Esodo,( da qui anche il riferimento nel titolo ) significa per Rizzi scoprire un Dio  che dona all’uomo, fatto a sua immagine e somiglianza,  la libertà di amare come lui ama. La teologia di Rizzi è radicalmente “alter-nativa” a quella tradizionale dei trattati classici perché pone al centro non più l’io (si parla ora della società dell’egosauro) dell’uomo che ha Dio come oggetto del suo desiderio, ma l’”altro” , con un Dio che si inchina sull’uomo e se vuole entra nella sua vita . Non è che noi saliamo a Dio con i nostri concetti, ma siamo raggiunti da lui, da un Dio della libertà, della gratuità, della misericordia “creatore di un uomo vocato e invocato alla responsabilità dell’amore altrettanto gratuito e misericordioso nei confronti dello straniero, dell’orfano, del povero e della vedova, cioè nei confronti di ogni uomo nel suo essere di bisogno o volto”. Il dato innovativo della  teologia rizziana è la lettura dell’evento di Cristo  all’interno dell’alleanza del Sinai, tra Dio e l’uomo, integrata dal dono del perdono e la redenzione del peccato. Gesù quindi è instauratore della nuova ed eterna alleanza , della nuova relazione tra Dio e l’umanità, che dovrà obbedire a Dio e amare il prossimo. Così la morte di Gesù è un atto di libera accettazione della volontà di Dio, di obbedienza a Dio e di amor per il prossimo.

Di fronte ai problemi della società di oggi  Di Sante afferma che stiamo vivendo un passaggio di epoca con la fine di una civiltà che è durata più di 2000 anni, quella civiltà platonica-cristiana di cui Nietzsche profetizzava il suo dissolversi alla fine dell’800. Oggi il nichelismo è l’aria che i nostri figli respirano. Rizzi risponde a questo tramonto di civiltà offrendo una pista di orientamento richiamando l’esigenza di recuperare il senso della vita con l’amore per l’altro; sul piano planetario vuol dire mettere al centro l’altro del primo mondo con l’altro del terzo mondo in un grande abbraccio. Così razionalizzando la tecnologia e mettendola a disposizione di tutti per far ritornare il mondo come il giardino dell’Eden.

Gli ultimi due capitoli sono dedicati alle religioni “La tesi di fondo  della teologia rizziana è che tutte le religioni sono fonti di salvezza perché in ciascuna  di esse opera la potenza del Risorto in forma anonima, non diversamente da come operava  nei due discepoli del racconto lucano risvegliandoli alla speranza ed al coraggio “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino?” Di Sante osserva che però l’Europa moderna, caso unico nella storia delle civiltà, è una Europa che da secoli ha preso le distanze dalle religioni, dando così origine alla secolarizzazione . Rispetto a questo fenomeno Rizzi si chiede se non vi sia un rapporto tra il Cristo e l’uomo secolarizzato e se la secolarizzazione stessa non possa essere  un luogo di salvezza, allo stesso modo  delle religioni. E la risposta è affermativa, perché c’è una rivelazione di Dio anche al di fuori delle religioni: è quella che il Vaticano II chiama “il nucleo più segreto ed il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria” (Gaudium et Spes “ 16).       In conclusione Di Sante riafferma che oggi non è più significativa la distinzione tra credenti e non credenti o tra pensanti e non (come richiamava il Cardinal Martini) ma tra operatori di giustizia e di pace, nella convinzione che la giustizia esige la misericordia e soprattutto la non violenza, a cui devono essere convertite anche le religioni. Infine un auspico che è un invito : per un mondo giusto e buono avere soggettività pacificate e capaci di pacificare chi incontriamo.

*Carmine Di Sante – “Dentro la Bibbia. La teologia alternativa di Armido Rizzi”- Ed. Gabrielli