ARNDT PAUL LAURITZEN “PAOLO IL DANESE”, monaco, soldato, partigiano 

 di Eugenio Caggiati

 Il 26 aprile del 1945 i partigiani sono entrati nella città di Parma. E’ toccato alla III^ Iulia, una brigata di ispirazione cattolica, che aveva assorbito anche i partigiani della brigata Giustizia e Libertà della Val Parma di ispirazione liberal-socialista, ed al suo comandante Paul Lauritzen, detto il danese, aprire la strada ed arrivare in Piazza Garibaldi, eliminando i numerosi cecchini fascisti che non volevano prendere atto della ritirata delle armate tedesche e della sconfitta. La storia di  “Paolo il Danese”, monaco benedettino, ufficiale, comandante della Brigata Partigiana III^ Julia  nei giorni tragici dell’occupazione nazista e dell’oppressione  violenta del regime, è stata ripercorsa alla Famija Pramzana nell’ incontro pubblico promosso dal Circolo Carlo Cattaneo e dalla Associazione   Giuseppe Micheli.

Gianluca Bottazzi, archeologo e storico, ha tracciato l’immagine di Paul Lauritzen,  un ufficiale che non si era arreso all’invasione nazista del suo Paese che, poi, divenne religioso e venne in Italia a Roma dove conobbe i Meli Lupi di Vigatto che seguì nel loro ritorno a Parma. Ricercato da Nazifascisti per la sua attività culturale e politica andò sull’Appennino,  disposto a combattere, a prendere le armi contro un’ideologia di morte, estranea alla cultura europea e fu nominato comandante della III Brigata Iulia. Il  “Danese” ha guidato  l’attacco al comando tedesco di Lesignano; ha sventato a Langhirano la minaccia di rappresaglia del col. Reder;  con durissimi avvertimenti di  ritorsioni lanciati ai comandi tedeschi e fascisti  ha reso possibili molti scambi di prigionieri, contribuendo alla salvezza di tante vite di combattenti  della Resistenza.  La brigata  III^ Julia,  composta da liberal- socialisti e cattolici, contribuì ad evitare, nei giorni della “liberazione”  episodi di giustizia sommaria e bagni di sangue che si registrarono in altre città dell’Emilia. Non a caso a Paolo il Danese ed alla sua brigata fu affidata in quei drammatici giorni la gestione delle carceri di San Francesco.

La figura del Danese è stata arricchita dall’intervento di Marco Minardi, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza che ha raccontato i giorni drammatici che accompagnarono la Liberazione di Parma, con gli alleati alle porte e le truppe tedesche e fasciste in ritirata e l’insurrezione in corso ricordando anche la liberazione dell’Oltretorrente ad opera della formazione “Parma Vecchia” e ripercorrendo quelle drammatiche giornate fino alla “sfilata” delle brigate partigiane del 9 maggio che ha concluso la “liberazione” di Parma. Ha portato il saluto della Associazione Nazionale Partigiani Cristiani il Vicepresidente nazionale Ferdinando Sandroni che ha conosciuto Paolo Lauritzen e ne ha percepito la ferma coerenza e la sensibilità non comune per la sorte delle persone, anche in situazioni terribili. Anche il marchese Meli Lupi di Vigatto ha portato una testimonianza sul Danese, che ha concluso la sua attività a Parma come amministratore delegato della prima Radio Parma di proprietà della famiglia Bormioli, per vari mesi ospite nella villa di famiglia.