Credo che poche volte gli elettori si siano pronunciati con chiarezza come è successo il 4 marzo. Anzitutto non hanno utilizzato lo schema “Destra-Sinistra-Centro”. Non è stato un voto ideologico,

ma basato su questioni pratiche : chi mi difende meglio dai delinquenti ( sicurezza,certezza della pena, immigrati ), chi mi protegge meglio nella precarietà-incertezza del lavoro ? Queste sono state le due discriminanti che hanno prodotto la spaccatura delle due italie : il Centro-Nord colorato di verde (Lega) e il Centro-Sud colorato di giallo ( 5 Stelle). In questa polarizzazione degli orientamenti hanno contato poco anche le carature dei candidati ( qualità-esperienza, legame col territorio). Pensiamo soltanto, per esempio, alla solenne bocciatura di Minniti a Pesaro o, per stare più vicini a noi, alla esclusione dei nostri Pagliari e Romanini. A cosa sono serviti i collegi uninominali ? Il risultato sarebbe stato lo stesso col sistema totalmente proporzionale.

E ora ? Chi ha vinto faccia il governo e chi ha perso l’opposizione. Questa è la democrazia. Non pretenda il PD di fare l’ago della bilancia. L’opposizione spesso consente di rigenerarsi : si pensi alla Lega passata dal 4 al 17%. Il che non significa non occuparsi della cosa pubblica. Ci sono le amministrazioni locali in cui distinguersi e nella stessa dialettica parlamentare ci sarà spazio per portare il proprio contributo, mirando sempre al bene comune. La priorità però diventa la rigenerazione del partito attorno alle proprie idee e con la propria gente. Le idee fondanti dell’identità di una “Sinistra di governo” non credo possano cambiare molto; sono i programmi in cui tradurle che hanno bisogno di pensiero critico e analisi profonde. Come gestire l’immigrazione coniugando il nostro irrinunciabile pensiero solidale con l’esigenza di sicurezza e lotta alla microcriminalità ? Cosa fare per la certezza della pena ( sistema giudiziario, carceri) ? Con quale disegno riformatore affrontare il problema enorme del Mezzogiorno, dove manca il lavoro, è carente l’imprenditoria privata, carente la classe dirigente, diffuso il malaffare.. Mi diceva un amico qualche giorno fa :” Ma abbiamo creato gli incentivi Industria 4.0”. Certo, ma funzionano al Centro-Nord dove ci sono le imprese. Là è un’altra Italia, dove forse serve di più un piano decennale di lavori pubblici (porti, aeroporti, ferrovie, ambiente-territorio) finanziato dallo Stato a dai fondi europei. Altro che “80 euro” agli occupati !

Idee e programmi per la rigenerazione interna, senza dimenticare che c’è una comunità di elettori che ha espresso 6 milioni di voti, il secondo partito comunque. Ci sono 5.000 circoli sul territorio. Un patrimonio. Sono persone che non hanno perso la “fede”, in gran parte hanno voglia di reagire, ma hanno bisogno di discutere, partecipare, di trovare modalità e guide per rimotivarsi. Un mare di lavoro da fare.

A.G.