Sembrava impossibile….! Attesa da almeno 30 anni è arrivata la legge che prevede l’abolizione del “bicameralismo” nel sistema parlamentare italiano. E’ arrivata alla verifica finale del referendum popolare dopo tre passaggi alla Camera dei Deputati e tre passaggi al Senato.

Anche la maggioranza dei senatori ha capito che il sistema politico italiano, da anni, non riusciva più a legiferare, bloccato dal sistema del ping pong nel nostro Parlamento e da 1.000 parlamentari, troppo numerosi. Anche i Senatori, per tre volte, hanno votato di togliersi, per la sopravvivenza del Paese, sia la poltrona che un lauto stipendio e tanti piccoli privilegi.

 

Adesso la parola tocca agli italiani con il referendum di ottobre e, logicamente, il Governo che ha sostenuto strenuamente questa legge, ha dovuto dire che, se non passasse, deve tirare la conclusione che il proprio impegno non ha il favore degli italiani….e deve, quindi, democraticamente andare a casa.

Sembrava tutto logico, sembrava tutto facile; anche le opposizioni, dopo aver anche partecipato alla stesura del testo, stavano andando in ordine sparso, ma 56 costituzionalisti, tutti accademici accreditati, tutti….. da decenni parte dirigente di quella casta, ricca di molti privilegi, che ha mandato alla deriva il Paese: hanno insieme firmato un “no” che vuole continuare a tenere bloccata la vita politica italiana. E tanti “intellettuali”, tanta stampa, tanti soliti noti si sono subito messi in coda….per fare in modo che la Politica non possa fare le dovute scelte e garantire una democrazia reale.

E’ vero…. Questo governo di “giovani innovatori” , con un linguaggio da trenta/quarantenni che una vecchia classe di intellettuali non riesce a comprendere, mettendo insieme alcune scelte positive da tempo auspicate che sembravano impossibili, donando qualche sberla a delle guance intoccabili, facendo anche qualche errore di supponenza che ai giovani non può mancare,…. fa venire allo scoperto tutte le posizioni conservatrici di destra, di centro e di sinistra. C’è addirittura chi accusa la riforma di rischio di democrazia in un Paese dove l’individualismo ha regnato sovrano…. Un Paese non può vivere senza la Politica, e la Politica deve saper/poter governare facendo delle scelte.

E’ interessante notare come sia più facile per costituzionalisti ed intellettuali di professione dire un “no” ad un Paese che per sopravvivere deve cambiare e fare proposte che portino ad un futuro; è molto difficile per la solita casta al potere, accettare di andare veramente in pensione accettando anche di ridurla almeno un pochino… per decenza.

Chi ha vissuto le vicissitudini parlamentari del nostro Paese in questi decenni sa bene che …..l’abolizione del bicameralismo….val bene una messa !!!

Eugenio Caggiati