Pubblichiamo un appello, che nei prossimi giorni verrà inviato ai parlamentari di Parma, a mobilitarsi in favore di Asa Bibi, la donna pachistana arrestata e condannata per la sua fede cristiana.

Rivolgiamo un accorato appello per chiedere un intervento Vostro e del Parlamento in favore di Asia Bibi, la donna cristiana, arrestata nel giugno 2009 dopo una discussione con altre lavoratrici, per aver difeso la sua religione, e che è stata condannata a morte, ingiustamente, per blasfemia.

La sola speranza di Asia Bibi è che l’opinione pubblica italiana e internazionale rafforzi la mobilitazione per il suo caso, poiché sussistono gravi preoccupazioni sull’equità del processo e le sue condizioni fisiche e mentali si sono fortemente deteriorate negli anni di carcerazione che ha trascorso nel totale isolamento.

Molto spesso, nel contesto mondiale, la repressione politica, la paura per i valori progressisti e l’oppressione in nome della religione, fanno nascere discriminazioni e persecuzioni, in particolare, contro non religiosi.

Un tale fatto non può che ferire le coscienze di tutte le persone che credono nel rispetto reciproco, perché contrastano con i principi di libertà di espressione e di pensiero, coscienza e religione enunciati dalla nostra Costituzione e dalle carte europee dei diritti fondamentali.

La società nella quale viviamo deve proteggere gli individui nell’identità, nella coscienza e nella volontà di dialogare nella pace, senza offesa, né violenza, insieme a quanti non condividono la loro fede.

Il successo di tutte le azioni unite permetterà a quanti hanno espresso il loro turbamento e la loro rivolta di comprendere che sono al riparo da leggi sulla blasfemia che violano il diritto italiano, europeo ed internazionale e che devono essere abrogate o modificate immediatamente, perché siano conformi agli standard internazionali.