Chi ha paura dei musulmani?

Dall’attentato alle Torri Gemelle di New York l’11 settembre 2001 ai video dell’Isis, passando per la strage di Parigi e l’attacco avvenuto a Bruxelles nei mesi scorsi, l’Islam è stato attore di cronaca nel suo aspetto più preoccupante. Si può, però, ridurre l’Islam ad una sua rappresentazione così limitata e falsata?

E’ questa la domanda a cui ha cercato di rispondere il direttore di Città Nuova Michele Zanzucchi durante l’incontro avvenuto lo scorso 8 maggio nell’auditorium del centro pastorale diocesano di Parma.

 

Un’occasione per presentare anche il suo ultimo libro “l’Islam spiegato a chi ha paura dei musulmani”. «Un volume pubblicato – spiega Zanzucchi – subito dopo la vicenda di “Charlie Hebdo”; le ragioni che ci impongono di fare i conti con la presenza musulmana sono molte, ma l’Occidente fatica a comprendere un mondo che gli sfugge. E l’Islam fatica a comprendere l’Occidente. Questo libro, grazie agli interventi di musulmani e cristiani, sciiti e sunniti, arabi ed europei, vuole dare un contributo alla mutua conoscenza, vuole tentare di dipingere un affresco plausibile dell’Islam, delle sue aspirazioni, delle sue conquiste e delle sconfitte, e, soprattutto, delle tre sfide aperte con l’Occidente: la dimensione comunitaria della vita, i legami globali, la presenza di Dio nella società».

A dialogare con Zanzucchi, vi era il responsabile della comunità islamica di Ravenna Mustapha Toumi: «nelle nostre città, qui in Italia, dobbiamo imparare a conoscerci, a costruire rapporti d’amicizia e di pace. Io desidero che i miei figli crescano in un mondo di pace».

Un pomeriggio che potremmo definire come un inno alla fraternità universale, dopo tante note stonate in città: basti ricordare che per un lungo periodo un artigiano si è scagliato in modo deciso, senza alcuna motivazione reale, contro la presenza della comunità islamica nella zona industriale.

La lettura proposta da Michele Zanzucchi ha permesso di affrontare argomenti quali – terrorismo e jihad, la questione “donna”, le espressioni mediatiche di al-Jazeera e dell’Isis – e di discuterne alla luce del rapporto fra islam e cristianesimo, tentando di approfondire la natura di entrambi e di capire anche come le due religioni vengano spesso manipolate nello scacchiere della geopolitica internazionale.

Sempre più alte si levano le voci di coloro che vedono nell’islam un «nemico» da osteggiare e da allontanare. «È sempre più urgente e necessario, perciò – continua il direttore di Città Nuova – sapere e capire cos’è l’Islam, quale sia la presenza musulmana in Italia e in Europa, e quali siano le vie del possibile dialogo con il cristianesimo. Solo la formazione e la preparazione culturale possono smascherare pregiudizi infondati, posizioni demagogiche, giudizi fuorvianti».

Un pomeriggio terminato con un effetto scenografico. Alla domanda “lei vorrebbe che tutti gli uomini e le donne fossero musulmane?, Toumi non ha risposto a parole bensì ha chiesto di spegnere tutte le luci dell’auditorium e successivamente che ognuno dei presenti in sala accendesse la luce del proprio cellulare rivolta verso l’alto.

Non solo un effetto di pochi secondi. Le tante luci rappresentano la bellezza di ciascuno, di ogni religione e l’armonia che vi può essere nel rispetto reciproco. Si potrebbe riassumere bene tutto l’incontro con la cosiddetta Regola d’Oro presente in tutte le culture e religioni: fai agli quello che vorresti fosse fatto a te.

Tiziana Nicastro

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