Queste le impressioni e le riflessioni dei ragazzi del BorgoLab sull’Europa, dopo la visita al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo.

Manuel Marsico, 17 anni Liceo Bertolucci

Io credo tantissimo nell’ideale dell’Europa. Credo nell’unione amministrativa, fiscale, delle politiche estere, non solo monetaria. Settanta anni di pace non si erano mai visti nella storia dei paesi europei e questo grazie all’Europa unita. Purtroppo ci sono ancora troppe titubanze, perché si ha paura delle diversità e di perdere il controllo delle nostre identità nazionali. Ma le difficoltà, se ne avremo la volontà, si possono superare.

L’Europa rimane la principale prospettiva di futuro per le nostre generazioni e io sono convinto che il sentimento europeo sta cominciando a germogliare proprio tra noi giovani. Il contatto anche diretto tra le persone, favorirà questo processo. Conoscendoci, impareremo a fare nascere il senso di una comunione, che vada oltre ogni differenza.

La mia parola d’ordine per l’Europa che vorrei è “solidarietà”.

Martina Iezza 18 anni Liceo delle Scienze Umane San Vitale

Da Strasburgo e dal dibattito a cui abbiamo assistito al Parlamento europeo abbiamo compreso che l’Europa ha una identità che ancora è lontana dall’essere consolidata. Ma tra i giovani c’è voglia di condivisione, di unione. Erasmus per noi è il primo veicolo di coesione, ma sappiamo che non basta, Occorre investire molto di più nel progetto di una Comunità che possa diventare gli “Stati Uniti d’Europa”, togliendo pezzi di sovranità ai singoli stati, per darli alla Federazione che rappresenti i nostri interessi di cittadini d’Europa. Credo anche che sia importante che tutti imparino una medesima lingua, ma senza abbandonare quella di origine. Potersi parlare e capire senza traduzioni, ci permetterà di sentirci maggiormente europei.

Come avvenne per i paesi fondatori negli anni cinquanta, che si unirono la prima volta attorno agli interessi per carbone e acciaio, ora occorre un nuovo elemento che acceleri i processi di unificazione e quell’elemento potremmo essere noi giovani, che vediamo la diversità con curiosità e fiducia e sentiamo che l’Europa è il nostro futuro. Noi giovani crediamo che si debbano abbattere i muri e non costruirne di nuovi, e non dobbiamo nutrire la paura nel diverso, perché potremmo raccogliere a nostra volta paura, violenza, e anche terrorismo, come purtroppo accade.

Nicolò Bersanelli, 24 anni, studente di Economia e Marketing internazionale Università di Modena e Reggio

L’Europa vista da Strasburgo mi è sembrata un progetto reale, non immaginario e questo è molto affascinante. La cosa più bella è stato vedere nella seduta plenaria del Parlamento europeo i parlamentari di diversi paesi che discutevano insieme, su un tema comune come il terrorismo, con lingue diverse, ma dove la diversità era nelle idee, non nella loro nazione di appartenenza. Questa è Europa, dove si lavora e ci si confronta mirando però a un progetto comune. Inoltre, per me che studio Economia, la visita al Parlamento europeo ha dato lo spunto anche per un mio futuro impegno di studio e di lavoro.

Giulia Alikollari, 17 anni Liceo delle scienze Umane San Vitale

Con l’Europa si abbattono barriere che resistevano da secoli. E’ triste però vedere che oggi alcune di queste barriere stanno per essere ricostruite. Ma dobbiamo capire che la diversità è una risorsa che va custodita, mentre dobbiamo abbattere le disuguaglianze tra la gente e anche tra i singoli stati. La mia famiglia viene dall’Albania, ma io mi sento ormai italiana. Mi ha emozionato vedere la bandiera dell’Albania tra i paesi del Consiglio Europeo e spero che presto anche l’Albania entrerà a fare parte anche dell’Europa Unita.

Ilaria Zimbardo, 17 anni istituto Commerciale Melloni

E’ stato di grande interesse assistere alla seduta del Parlamento Europeo in cui si discuteva di misure contro il terrorismo. Sono emerse differenze profonde tra i deputati che sono intervenuti, ma erano differenze non legate alle nazioni, ma alle idee che esprimevano. Ha parlato un belga di un movimento di destra (dello stesso gruppo del Front National e della Lega Nord), che accomunava genericamente Islam e terrorismo, ma gli ha risposto con energia un deputato  del Partito popolare europeo (spagnolo) e poi uno del partito socialdemocratico europeo (greco). Emergevano le diversità di visione, anche radicali, ma ci si scordava, ascoltandoli, se appartenessero a una nazione piuttosto che di un’altra. Spero che in futuro le liste elettorali per le elezioni europee siano composte negli setssi collegi da candidati di diverse nazioni, non solo della nazione di chi vota, come avviene adesso, in modo che noi possiamo votare deputati tedeschi, francesi, greci o  belgi e gli altri possano fare altrettanto.

Stefano Peri, 18 anni Liceo scientifico Ulivi

Credo che dobbiamo lottare tutti per costruire gli Stati Uniti d’Europa. Ma senza perdere tempo. Chi ci sta, ci sta, gli altri, se non vogliono, che stiano fuori, poi, nel tempo, potranno aderire, se lo vorranno, ma intanto partiamo! L’unanimismo non serve, rallenta solo i processi. Abbiamo visto come a Friburgo siano anni luce avanti a noi italiani. Ma per questo dobbiamo volgere lo sguardo avanti, pur senza dimenticare chi siamo, quale è la nostra storia, la nostra identità. Credo che la parola d’ordine debba essere “sovranità condivisa”, ovvero un sistema in cui ciascuno stato cede sovranità a favore dell’Europa unita.

Cosmin Siea 17 anni Liceo scientifico Marconi

A Strasburgo si respira un’aria di sincero spirito europeo. Strasburgo è stata un città contesa nella sua storia, tra Francia e Germania, ma oggi non è più né tedesca, né francese, ma solo europea.

Anche a Parma si respira vagamente un’aria europea, ma molto meno di Strasburgo. A Parma l’Efsa sembra un po’ isolata, rispetto alla città, mentre a Strasburgo le agenzie comunitarie sono molto integrate alla città e oggi ne definiscono addirittura l’identità. Visitare città come Strasburgo e partecipare alla seduta del Parlamento è stato molto utile, perché abbiamo capito cosa può diventare l’Europa.

Giada Gatti, 17 anni, ITIS Leonardo da Vinci

Ho scelto di frequentare il BorgoLab, perché mi sono appassionata ai temi della democrazia, alle regole dello stare insieme. Sto per compiere 18 anni e sento la responsabilità di diventare cittadina a tutti gli effetti. Per questo voglio capire meglio il mio ruolo nella società, ciò che mi spetta come diritto, e quali sono i miei doveri, per potere cambiare in meglio il mondo, partendo dal mio paese e dall’Europa che sento come la mia nazione.

Questo viaggio nell’Europa mi ha insegnato moltissimo. Friburgo ci ha fatto capire che un altro modo di vivere e pensare la città è possibile. Ho visto là una minore attenzione alle apparenze, ma tanta sostanza, nelle case, nei quartieri, nel modo in cui vive la gente, nel modo in cui si rispetta l’ambiente. E’ una questione che riguarda le persone, ma, essendo un fenomeno diffuso, che riguarda una intera città, secondo me è anche un fatto politico.

Veronica Brignoli, 20 anni, Studentessa di Giurisprudenza Università di Parma

Io credo all’Europa; mi sento europea, pur sentendomi anche italiana ed essendo orgogliosa di esserlo.

E’ stato interessante assistere al dibattito sul terrorismo al parlamento europeo. La mia opinione è che non abbia senso chiudere adesso le frontiere, soprattutto quelle interne. Rispetto chi non la pensa come me, come rispetto le diversità e questo rispetto dovrebbe essere di tutti: è così che nasce uno spirito europeo.

Serena Barletta 17 anni Liceo Scientifico Maria Luigia

Gli attacchi terroristici a Parigi e Bruxelles ci hanno fatto sentire tutti più europei. Sono fatti terribili che ci dimostrano come siano necessari una polizia unica europea, e una politica comune di lotta alla criminalità e al terrorismo, senza le quali siamo tutti più vulnerabili.

Ho trovato bellissima Strasburgo, una città che ti appare subito molto europea, moderna, ma con un centro storico bellissimo. Mi ha sconvolto l’estrema modernità delle architetture dei palazzi delle agenzie europee e del Parlamento.

Sono rimasta incantata dalla visita al Consiglio europeo e al Parlamento europeo, al punto che mi farebbe piacere in futuro potervi lavorare, dopo avere compiuto studi giuridici.

Ho infine molto apprezzato la passione politica e la disponibilità dell’Onorevole Zoffoli, che ci ha prestato tantissima attenzione e gli siamo molto grati per questo.