Alcune settimane fa Marion Gajda è stato designato “consigliere aggiunto” del Comune di Parma. Gli abbiamo posto alcune domande.

1) Per cominciare, una breve biografia: chi è Marion Gajda?

Ho 32 anni e vivo a Parma da 14 anni dove sono venuto per motivi di studio e mi sono laureato alla facoltà di scienze politiche di Parma. Da sempre sono impegnato nel volontariato e nel sociale. In particolare con l’associazione della comunità albanese di Parma Scanderbeg, ma anche come giornalista scrivendo diversi articoli e approfondimenti su temi di attualità sociale. Mi occupo di gestione delle risorse umane ma ho anche una grande passione, quella dello studio della storia contemporanea su cui ho condotto diversi studi e ricerche in collaborazione con istituti e associazioni.

2) E chi è, e cosa fa, il Consigliere aggiunto?

Il consigliere aggiunto è la figura introdotta di recente nello Statuto comunale di Parma, il suo compito è quello di rappresentare in consiglio Comunale i circa 28 mila cittadini immigrati di Parma i quali non hanno diritto di voto nonostante la maggior parte vive in Italia da tanti anni. Ha quasi tutti i diritti degli altri consiglieri tranne quello di voto.

3) Uno dei problemi maggiori di questa figura è sicuramente quello di tenere i contatti con le tante e diverse etnie presenti nella nostra città. Come si sta organizzando per riuscire a rappresentare esigenze e problematiche così varie?

Il consigliere aggiunto è stato eletto dalla Consulta dei Popoli, la quale è composta a sua volta dai rappresentanti delle comunità dei cittadini stranieri di Parma. Noi ci riuniamo periodicamente e tutti insieme ci confrontiamo sulle diverse questioni da affrontare. Ogni comunità porta le proprie idee e le proprie problematiche e insieme decidiamo la strada migliore da percorrere. Comunque non mancano anche i confronti diretti con i cittadini. In questi giorni stiamo organizzando una serie di incontri con le diverse comunità, andando noi da loro a sentire direttamente le loro esigenze.

4) Come sono i rapporti con gli altri consiglieri comunali e con l’Amministrazione?

Già dal primo giorno sono stato accolto da tutti gli altri consiglieri calorosamente. Ho ottimi rapporti con tutti ed approfitto per ringraziarli, in quanto il consigliere aggiunto non ha un gruppo consigliare dove appoggiarsi e condividere le questioni, quindi è fondamentale la collaborazione con tutti. Anche con l’amministrazione devo dire che i rapporti sono buoni e collaborativi. Mi sono confrontato diverse volte con gli amministratori su tante questioni e posso dire che ho avuto la loro attenzione e collaborazione.

5) Infine, su quali tematiche conta di impegnarsi maggiormente? E in che modo pensa di poter incidere sull’attività del Comune tenendo conto che il Consigliere aggiunto ha diritto di parola ma non di voto?

L’obiettivo non è solo quello di raccogliere e portare le istanze dei cittadini stranieri di Parma in Consiglio Comunale, ma soprattutto contribuire ad una proficua integrazione che è nel bene di tutti. Credo che il voto conti fino ad un certo punto, considerando i numeri che la maggioranza attuale ha in Consiglio comunale. Ma comunque il consigliere aggiunto ha il diritto di parola ma anche il diritto di presentare mozioni, chiedere interrogazioni Etc. Penso che per incidere su qualcosa non bisogna solo puntare sulla forza del voto, ma bisogna avere anche la capacità di coinvolgere e discutere, facendo capire la rilevanza delle diverse tematiche. Spesso evito di sollevare determinati argomenti in consiglio comunale, preferisco esaurire prima tutte le altre istanze per poi chiedere l’intervento del consiglio. Il ruolo del consigliere aggiunto secondo il mio punto di vista deve essere costruttivo, cercando di risolvere le problematiche e non sollevare polveroni