La legislatura regionale ha da poco superato il primo anno di attività: come ha vissuto finora questa nuova esperienza di impegno politico? Quali gli aspetti maggiormente positivi e quali quelli più problematici?

Ad un anno dall’inizio della decima legislatura il bilancio è più che positivo.

Tanti i progetti realizzati ed altrettanti in proficuo corso d’opera. Il lavoro è caratterizzato dall’ attenzione costante alle richieste che ci provengono dal territorio: questo è sicuramente l’aspetto più positivo, l’essere stati fin da subito “in ascolto”, volere cioè dare risposte concrete a chi ci espone problemi, richieste ma anche suggerimenti. Essere concreti e diretti credo sia un requisito fondamentale per chi si pone al servizio di una comunità.

 

Certo, non nego che – nonostante incoraggianti segnali di ripresa – anche noi facciamo i conti con un territorio che vive una dura crisi economica alla quale si sono aggiunte negli ultimi anni diverse emergenze che ci hanno costretti a lavorare in difesa. I terremoti, le alluvioni, il dissesto idrogeologico ci hanno fatto concentrare – assieme all’attività ordinaria – su queste situazioni di emergenza, dovendo impiegare tempo e risorse per assicurare a tutti il ritorno alla normalità. Però abbiamo saputo capitalizzare anche queste esperienze negative per far sì che la prevenzione diventi la parola d’ordine di un’amministrazione lungimirante e propositiva.

Su quali tematiche si è concentrata in particolare la Sua attività di consigliere regionale? E che iniziative ha promosso a favore della nostra Provincia?

Sanità, infrastrutture, ambiente, servizi sociali, lavoro, sono i temi principali su cui sto concentrando il mio mandato. Oltre al lavoro nelle Commissioni e durante i numerosi incontri sul territorio, ho presentato 62 atti (2 Progetti di Legge, 48 risoluzioni, 7 ordini del giorno, 5 interrogazioni) e approvato più di 50 delibere. Cito brevemente, oltre ai provvedimenti cardine che abbiamo votato come l’abbattimento dei costi della politica – prima legge approvata dalla nuova Assemblea regionale –  il fondo regionale per la non autosufficienza, la riorganizzazione della rete ospedaliera, la prevenzione vaccinale, il nuovo progetto di legge sulle farmacie, gli incentivi per la rottamazione dei veicoli non ecologici, disponendo un regime di tassazione agevolato per le auto elettriche e ibride.

Sono stato relatore del progetto di legge che ha portato all’approvazione del processo di fusione dei Comuni di Polesine Parmense e Zibello. Un processo concepito con l’obiettivo di ridurre la frammentazione del tessuto amministrativo, di unificare risorse e forze ed incrementare gli standard dei servizi alla popolazione, di garantire un concreto sviluppo del territorio e fornire nuovi strumenti utili che permettano a realtà piccole di sfruttare nuove occasioni di crescita e di rilancio.

Ho sottoscritto un’interrogazione a tutela dei lavoratori dello stabilimento Fincuoghi di Borgo Val di Taro e per la ripartenza dello stabilimento a Bedonia, ed a tutela della CFF Filiberti a Bedonia; mi sono occupato anche della Spumador di Medesano, la Bormioli di Fidenza e la Tecnopali di Parma.

Forte anche l’interessamento sulle cooperative forestali del nostro Appennino e su alcuni progetti di imprenditori agricoli della nostra Provincia, mantenendo nel contempo una fitta rete relazionale con le cooperative del settore socio-sanitario della città di Parma e della Provincia che ha visto nel bilancio 2016 l’importante risultato dell’eliminazione dell’Irap da parte della Regione.

Mi sono attivato per scongiurare il piano di chiusura di dieci piccoli uffici postali nel parmense e la riduzione di orari per altri tre, e per rivalutare la soppressione della sezione distaccata del Tar di Parma, cosa che comporterebbe un più complessivo allontanamento dai territori di riferimento, ma anche della difficile situazione dei pendolari e della promozione turistica del territorio.

Migliorare l’attrattività della via Francigena e degli altri cammini storici è stato un altro punto sul quale ho lavorato, sia in vista dell’anno giubilare, sia per attrarre investimenti.

Mi sono impegnato per ridurre i costi delle visite mediche a carico degli aspiranti volontari Vigili del Fuoco e per rivedere la normativa per favorire il reclutamento e la formazione, bloccando l’eliminazione dei rimborsi spettanti ai volontari che operano durante il proprio orario di lavoro. Abbiamo quindi voluto porre rimedio a tali criticità, posto che in Emilia-Romagna sono attualmente attivi 25 distaccamenti volontari dei Vigili del fuoco, e che l’alto grado di professionalità delle persone che vi sono impiegate ha permesso l’espletamento di un servizio essenziale di soccorso e supporto a tutta la comunità.

Che valutazione si sente di dare della Giunta Bonaccini? E dell’Assessorato guidato da Simona Caselli?

Il mio giudizio nei confronti della Giunta è assolutamente positivo. Al di là delle indiscusse competenze di tutti gli Assessori, voglio sottolineare la costanza e la tenacia con cui portano avanti il loro lavoro in un perfetto gioco di squadra che punta all’obiettivo lavorando con lungimiranza, a partire proprio dal Presidente Bonaccini, al quale riconosciuto il prestigioso ruolo di Coordinatore delle Regioni. Stesso discorso ovviamente per quanto riguarda l’Assessore Caselli, che sta portando a casa risultati importanti che consolidano quanto già acquisito, ma fanno anche da volano per nuove ed importanti sfide. Il PSR, gli incentivi ai giovani agricoltori, il Patto per il lavoro, le opere di bonifica, l’eredita di Expo per il futuro dell’agricoltura regionale – partita nella quale Simona ha esercitato un’ indiscussa leadership – , i finanziamenti per la viticoltura sono solo alcuni degli infiniti esempi che potrei fare e che testimoniano come l’Assessorato abbia ben presente il quadro in cui operare e le cose da incentivare.

Le elezioni del 2014 furono segnate da una forte disaffezione dell’elettorato, anche a causa dei vari scandali (veri o presunti) che avevano colpito le istituzioni regionali. Pensa che questo distacco tra Regione e cittadini stia almeno parte colmandosi? E cosa si potrebbe fare di più per “avvicinare” l’ente regionale agli abitanti dell’Emilia-Romagna?

Io credo che viviamo in un periodo in cui regna la “condivisione” pedissequa di notizie sensazionalistiche, ma poca e critica informazione. I social network hanno accorciato le distanze ma hanno allungato le diffidenze, soprattutto il dito indice da puntare. La politica deve essere dalla parte dei cittadini e rispondere ai cittadini delle proprie azioni. Però non deve avere paura di affermare chiaramente che – se ovviamente è onorato – sta svolgendo un servizio per la comunità.  Mi fa paura la faciloneria con cui si identificano tutti i politici con persone di dubbia fama. Ecco. Se noi rendiamo conto con trasparenza di quello che stiamo facendo per i cittadini, a poco a poco il gap si colmerà. La distanza tra la politica e i cittadini si colma con tante piccole e grandi azioni positive. Noi – come ho già anticipato – abbiamo iniziato con il piede giusto, approvando la legge regionale relativa all’abbattimento dei costi della politica. Reputo importante dare notizia di quello che stiamo portando avanti nella sede regionale tramite i moderni sistemi di comunicazione, ma reputo altrettanto fondamentale continuare a parlare con i cittadini, incontrarli e sentire i loro suggerimenti, un confronto diretto e non mediato da “facili tastiere” che spesso sortiscono solo un inasprimento dei toni che poco giova alla collettività. Credo che la chiave sia proprio questa, l’ascolto.