Il 15 dicembre, martedì, alle ore 18.30 il Borgo invita i soci, gli amici, le persone che hanno condiviso il nostro percorso a un breve momento di auguri.Sarà l’occasione anche per una breve anteprima dell’E-book, che presenteremo ufficialmente il prossimo febbraio, e che racconta il primo anno di esperienza del Laboratorio di cittadinanza attiva.

Un E-book è un libro interattivo, fatto di testi, immagini, video, uno strumento che abbiamo ritenuto come il più immediato per una narrazione che possa interessare tutti, i ragazzi per primi e che possa spiegare sinteticamente il significato e i contenuti di quello che stiamo realizzando.

 

Abbiamo ritenuto giusto, nell’attuale momento difficile della democrazia, investire le nostre principali risorse in un progetto formativo rivolto al futuro e ai giovani. Sappiamo che il cammino è arduo, che incontreremo ostacoli, che coinvolgere le persone in un lavoro impegnativo non è semplice, ma i riscontri che abbiamo avuto sono stati incoraggianti e continuano ad esserlo.

Sappiamo anche che non basta, che lavorare, attraverso la formazione, per un futuro più responsabile non può permettere di tralasciare il presente e anche su questo ciascuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo.

Parafrasando un bel libro di Carlo Galli, viviamo tutti il disagio della democrazia, che non è solo un fenomeno italiano, ma attraversa l’Europa i il mondo. Non sappiamo dove condurrà questa crisi, ma sappiamo che il modo peggiore per fronteggiarla è reagire irrazionalmente, lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura, rinunciare a costruire, perdere fiducia in noi stessi, nei valori su cui è stata costruito un modello che ora scricchiola, quello della democrazia, ma di cui non ci sono alternative.

Il pericolo si chiama oggi soprattutto populismo, ma si chiama anche arroganza, individualismo, e, in un quadro di disuguaglianze crescenti e di crescenti esclusioni, esso conduce a quella distanza tra rappresentanza democratica e bisogni reali, che è conseguenza della progressiva disillusione e della autoreferenzialità delle classi dirigenti.

Non esiste nessun testimone più autorevole oggi di Papa Francesco che sappia bacchettare con affettuosa severità un occidente ottuso e avido, e che nel contempo inviti a non cedere alle tentazioni dell’autoritarismo. Suona potente il suo monito a ripensare la convivenza delle genti, dei popoli, per ridare dignità alla stessa politica, ai principi della rappresentanza, a liberare la democrazia dai condizionamenti impropri della finanza e dei mercanti d’armi, a considerare il mondo una casa di tutti, in cui nessuno può arrogarsi il diritto di prevaricare e nessuno deve essere lasciato indietro.

L’augurio migliore che ci possiamo fare per questo Natale è che le parole del Papa vengano ascoltate e che un mondo in difficoltà possa trovarne una guida per ritrovare la speranza.

Paolo Scarpa