L’incontro “Parma Risponde” del 30.11 scorso alla Camera di Commercio di Parma, organizzato del gruppo “Up-Parma chi”, ha dato continuità al percorso iniziato a maggio scorso con il convegno “Parma chi”, in cui persone con profili differenti – economisti, giornalisti, politici, imprenditori, ecc. – , dal palco e dalla platea, si sono confrontate sull’identità della città e sul suo presunto declino e su proposte e possibili soluzioni ai problemi rilevati, evento che ha testimoniato quanto la città senta il bisogno di ragionare su se stessa e la disponibilità di parmigiani ad impegnarsi in momenti di, come dire?… reazione civica.

Dopo tale incontro, al fine di dare maggiore “profondità”, nitidezza e “peso” alle suggestioni ed istanze scaturite, il gruppo ha individuato, come nuovi interlocutori, le associazioni della città di ogni tipologia: economiche, sociali, culturali, sportive, ecc., associazioni che, come “corpi intermedi”, rappresentano la cittadinanza sotto diverse angolature e profili, portando differenti visoni, letture e proposte, a seconda delle rispettive “mission” preparando e trasmettendo loro un questionario sul presente e futuro di Parma, ovviamente velleità scientifica o statistica.

Le circa 100 associazioni che hanno risposto, tra cui alcune assai rilevanti nella vita e tradizione cittadina, hanno consegnato una visione della città in “chiaro-scuro”, evidenziando un declino, ma anche una capacità di resistenza alla crisi tramite un immagine ancora positiva, attribuendo le colpe all’amministrazione presente – per presunta incompetenza – ed a quella passata – per i debiti – ed i meriti alle aziende private; puntando, per il futuro, su una città dell’agroalimentare e della cultura, e reclamando un sindaco, oltre che competente ed onesto, capace di unire la città ed indipendente dai “poteri forti”; criticando, nello specifico, la mancanza di “sistema e di dialogo” per far fronte alle maggiori criticità (come cultura e sicurezza) e chiedendo un coinvolgimento ed un coordinamento maggiore per un progetto unitario.

I politici dei tre maggiori schieramenti e provenienti dai tre diversi livelli istituzionali erano presenti come destinatari degli allarmi e delle proposte, per recepire i messaggi e portarli nei rispettivi centri decisionali ed hanno quindi concluso solo dopo aver ascoltato gli interventi delle associazioni.

A consuntivo, l’esperimento, pur nella sua difficoltà e novità, appare almeno in parte riuscito. E non solo per il numero delle associazioni aderenti all’iniziativa od a quello, ancora consistente, delle persone che hanno sfidato una fredda serata tardo autunnale per confrontarsi sulla città piuttosto che accomodarsi in poltrona a godersi il posticipo del campionato di serie A. E nemmeno soltanto per gli spunti forniti dall’inchiesta (che saranno oggetto di ulteriore elaborazione).

Ma, soprattutto, come occasione, oltre che di discussione, di aggregazione, di conoscenza reciproca ed incontro tra le associazioni tra loro e con e le persone presenti, incontro che, pur nella differenza di visioni, è presupposto per lo sviluppo di una comunità vera che può coordinare i propri sforzi per dare una risposta alle difficoltà. Dando così, la serata stessa, un inizio di risposta ad una delle esigenze maggiormente sentite dagli enti interrogati: la necessità di “fare squadra” e di marciare in modo coordinato verso obiettivi e priorità collegialmente determinati. Ed è per questo che una delle suggestioni evocate nella serate è stata la formazione di un forum di tutte le associazioni cittadine, per proseguire il discorso iniziato e fornire maggior forza alla società civile, dalle stesse rappresentate, di fronte alle istituzioni democratiche che, stando ai risultati dell’inchiesta, troppo spesso se ne dimenticano e se ne distanziano.

Andrea Bertora

Per consultare i risultati della ricerca ci si può collegare al link http://www.parmadaily.it/wp-content/uploads/2015/12/presentazione_parmachi4.pdf