Quale Economia e quale Politica per la cura della Casa comune ? E’ questo il titolo del dibattito in programma presso l’Oratorio della Parrocchia di Maria Immacolata (Via Casa Bianca 35) martedì 1 Dicembre alle ore 20,45.

La serata  si articolerà attraverso una lettura a “due voci” dell’Enciclica “Laudato sì” da parte del Prof. Alessandro Arrighetti, Professore Ordinario alla Facoltà di Economia di Parma e del nostro Presidente Paolo Scarpa.

Per introdurre brevemente questa importante iniziativa, aperta a tutti gli interessati, va sottolineato che Papa Francesco  ricorda che “la terra è la nostra casa comune, ci è madre e sorella”; parlando di “terra”,  si riferisce a “il suolo, l’acqua, l’aria e gli esseri viventi”. Come già Giovanni XXIII intende rivolgersi ai cattolici e “a tutti gli uomini di buona volontà” e lancia un appello “la sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale poiché sappiamo che le cose possono cambiare (13). In premessa, fa cenno al pensiero dei suoi predecessori: Paolo VI intendeva “collegare le tematiche ecologiche al “progresso sociale e morale” dell’uomo”; Giovanni Paolo II, osservando che purtroppo “dell’ambiente sembriamo percepire soltanto i significati che servono per un immediato uso e consumo”, affermava che “è necessario cambiare gli stili di vita, i modelli di produzione e consumo, le strutture di potere che reggono le società”; Benedetto XVI ribadiva che “il degrado della natura, che include l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali, è strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana”. Nella linea della Chiesa, ricorda che “quella dell’ uomo non è una libertà che si crea da sé: l’uomo non crea se stesso, egli è spirito, volontà e natura, della quale siamo solo le ultime istanze” e infine ci rammenta che San Francesco considerava “ogni creatura una sorella, unita a lui da vincoli di affetto”. Così, “anche noi dobbiamo accostarci alla natura con stupore e meraviglia, parlando il linguaggio della fraternità e della bellezza, in modo che i nostri atteggiamenti non siano quelli del dominatore, del consumatore, dello sfruttatore incapace di porre un limite ai propri interessi immediati”. (16) Assi portanti dell’enciclica sono: “l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; l’idea che tutto il mondo è intimamente connesso; la critica alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri ed onesti; la responsabilità della politica; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita” .