Parlare di risparmio al giorno d’oggi sembra quasi irrealistico, per non dire assurdo, alla luce della grande difficoltà a far pareggiare i conti della famiglia e tenendo conto anche del fatto che esiste una mentalità che sempre più è guidata dal “tutto e subito”.

Ma paradossalmente proprio le difficoltà reali spesso ci portano a riflettere più attentamente sull’uso delle nostre risorse finanziarie e possono aprire in noi fessure di riflessione e di attenzione attraverso le quali possiamo vedere le situazioni con occhi più generosi. Così come il “tutto e subito”, alla fine, non ci dà la felicità che cerchiamo.

 

Sta qui la motivazione di una tavola rotonda, che ha avuto luogo il 28 ottobre scorso, con un oggetto di discussione e approfondimento un po’ insolito, forse anche dimenticato: il risparmio, o meglio: il risparmio trasformato volontariamente in dono per i bisogni altri. 
“L’impiego oculato e responsabile delle risorse economiche e finanziarie costituisce la base per la costruzione di uno sviluppo solido, consistente e duraturo. Quando una parte del risparmio viene donata, l’impatto sulla comunità è amplificato. La redistribuzione delle risorse accresce il capitale sociale disponibile e lo indirizza verso i bisogni e le necessità comuni”. Non è una citazione letterale di qualcuno, bensì una declinazione del risparmio fatta da chi ha voluto questo incontro.

Il “risparmio”, dunque, visto e interpretato come “dono”. Non tanto come il prudente comportamento del “buon padre di famiglia”, certamente necessario ma destinato ad esaurirsi all’interno della famiglia stessa, quanto come una possibilità di saper e voler guardare oltre le proprie necessità e trasformare parte delle risorse dei singoli in risorse per la Comunità. Il “risparmio” non solo come rinuncia momentanea, ma come strumento di corresponsabilità.

Ne hanno parlato in termini motivazionali e rimarcandone l’efficacia: il prefetto di Parma, Giuseppe Forlani, Bernardino Casadei, di Fondazione Cariplo e già Segretario Generale dell’Associazione Italiane delle Fondazioni di Erogazione, Stefano Andreoli, vice presidente della Fondazione Cariparma, Giorgio Delsante, presidente del Comitato MUNUS ONLUS, Monica D’Imperio, presidente dell’Associazione Ri-Crediti e Paolo Scarpa, presidente del Circolo Culturale “Il Borgo”.

L’incontro è stato anche l’occasione di presentare alla Comunità parmense due modi concreti e già agibili per trasformare il risparmio in dono:

– la nuova raccolta fondi posta in essere da “Parma Facciamo Squadra”;

– l’adesione ai fondi con destinazione specifica già in essere e gestiti da MUNUS ONLUS.

Parma Facciamo Squadra giunge alla sua terza “campagna”. Le risorse raccolte quest’anno, da parte delle diverse “Squadre” che aderiranno, andranno a costituire e ad alimentare uno specifico fondo di garanzia chiamato a coprire – a condizioni ben determinate e verificate – le eventuali e temporanee insolvenze da parte di quei soggetti (famiglie, persone singole, piccole attività commerciali) che, non potendo accedere ai canali ordinari del credito bancario (in particolare per mancanza di adeguata solidità patrimoniale), avranno potuto ottenere un cosiddetto “Credito di inclusione”, più noto forse come “micro-credito”.

L’aspetto più qualificante del progetto è stato evidenziato da Monica D’Imperio, presidente dell’associazione Ri-Crediti. L’associazione, infatti si impegna – attraverso sue figure professionali esperte in ambito economico, finanziario, gestionale, ma anche sociale e psicologico – ad affiancare gratuitamente e a sostenere i beneficiari dei prestiti in tutte le fasi di vita del credito, al fine di consentire le migliori probabilità di successo in caso di nuova impresa o la totale copertura del bisogno in caso di malattia, disoccupazione, arretrati d’affitto. Non solo credito, dunque, ma accompagnamento all’autonomia, allo sviluppo, alla professionalità.

MUNUS ONLUS (vedi i suoi membri promotori nel box a parte) è un Comitato costituito con atto pubblico notarile tre anni or sono. Dono, gratuità, solidarietà, comunità sono i valori che lo hanno originato e che lo guidano. Suo scopo è quello di “facilitare la donazione” garantendo a chi dona la tempestiva ed integrale assegnazione delle risorse da lui donate, nel pieno rispetto della volontà e delle finalità da lui indicate. Le donazioni ricevute da oltre 500 cittadini hanno consentito a MUNUS di assegnare 90.000 euro alle famiglie che hanno subito danni dall’esondazione del Torrente Baganza accaduta in ottobre dello scorso anno. Con altre donazioni sono state acquistate alcune ambulanze. Dal Comitato sono transitate anche le donazioni di Parma Facciamo Squadra 2013 e 2014. Inoltre, alcune famiglie hanno costituito fondi dedicati al ricordo di propri famigliari defunti, stabilendo lo specifico scopo delle donazioni eseguite da loro o raccolte da amici e altri cittadini che condividono gli scopi fissati.

Giorgio Del Sante

 

Promotori di Munus Onlus:

Forum Solidarietà, Diocesi di Parma, Consorzio Solidarietà Sociale, Ordine degli Avvocati, Collegio Notarile distrettuale di Parma, Ordine dei dottori Commercialisti ed esperti contabili della circoscrizione di Parma, Fondazione Trustee ONLUS per la domiciliarità dei disabili, Coordinamento Provinciale Centri Sociali, comitati anziani e orti (ONLUS), Alberto Lunardini, Alessandro Arrighetti, Paolo Michiara, Giorgio Delsante, Maria Chiara Barilla, Massimo Trasatti, Mirco Moroni, Dino Carpi, Lamberto Prati