“I cattolici non si devono limitare alle pur doverose microrealizzazioni, ma essere protagonisti di un movimento globale per la ‘casa comune’, portando il loro specifico contributo”:

è questo uno dei passaggi significativi che ha caratterizzato la relazione di Mons. Mario Toso, vescovo di Faenza e già Segretario del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace”, intervenuto lo scorso 23 ottobre al secondo incontro di approfondimento sull’Enciclica “Laudato Si’” nell’ambito del ciclo promosso da Progetto culturale diocesano, Centro di etica ambientale, Cappella universitaria, Commissione Giustizia e Pace, MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale). Nel corso della relazione, intitolata “La cura della casa comune. Aspetti teologici, ecologici, economici e pedagogici”, mons. Toso ha evidenziato che l’Enciclica di Papa Francesco rappresenta un proseguimento della riflessione già portata avanti in precedenti documenti del Magistero ma introduce anche importanti elementi di novità, in particolare dove fa riferimento al principio dell’ ”ecologia integrale”, in cui l’ispirazione della fede e le conoscenze scientifiche, considerate in un’ottica interdisciplinare, trovano una loro sintesi. L’essere umano infatti è amministratore e non padrone del creato, che gli è dato “in prestito”: per cui la crisi ecologica attuale ha origine nella stessa umanità, che si è lasciata andare a un antropocentrismo deviato e all’assolutizzazione delle tecnoscienze. Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche lecito e la libertà non deve trasformarsi in volontà di dominio e di potenza. La risposta a questa crisi – ha continuato Mons. Toso – risiede nella capacità di riscoprire e affermare l’universale destinazione dei beni (l’acqua non è una merce), nell’educarsi ed educare a un nuovo rapporto con i beni che la natura offre, improntato alla sobrietà e al rispetto dell’ambiente e nella capacità di detronizzare dallo status di valori assoluti le tecnoscienze e il mercato: essi sono strumenti e non fini e devono essere a servizio di un’economia a misura d’uomo e di ambiente, in grado di garantire il giusto livello di benessere a tutti gli abitanti del pianeta (e non solo a una parte di essi) in un corretto rapporto con la natura.

 

Toso han poi toccato il tema difficile ma affascinante dell’esigenza di un’Autorità politica mondiale, già evocata nella “Caritas in Veritate” di Benedetto XVI. Qualcuno teme un nuovo “Leviatano”, ha detto sorridendo il presule, ma non si tratta certo di questo: il punto è individuare una sede decisionale che sia all’altezza dei problemi di oggi, che sono – e vanno affrontati – su scala globale. Anche questo è un campo di impegno per i cattolici, assieme a tutti coloro che hanno a cuore il destino del pianeta, dell’umanità di oggi e delle generazioni che verranno.

Sandro Campanini