Il dibattito ricorrente sulla realizzazione del collegamento A15-A22 Tirreno-Brennero è sintomatico di come l’indecisione ed il continuo andirivieni in ordine alla costruzione di questa infrastruttura alla fine determini non solo gravissimo ritardo, ma rischi davvero di affossare definitivamente un’opera che i territori del nord aspettano da 40 anni.

Ovviamente il tema non è se questa infrastruttura sia utile o meno: sono convinto che con l’attuale sistema dei trasporti essa sia un importante corridoio nord-est / sud-ovest non solo utile, ma necessario per un più agevole e veloce spostamento di merci e persone, in attesa di un potenziamento dei sistemi su rotaia che anch’esso tarda a venire e che non rappresenta una alternativa, ma un importante complemento al traffico su gomma.

 

Il punto è se una tale opera sia sostenibile economicamente ed ambientalmente.  La copertura finanziaria per la realizzazione della Pontetaro-Nogarole Rocca è stata individuata dato che, per buona parte, è già stata addirittura appaltata.  Quindi il tema fondamentale è se un’opera di tale impatto sia compatibile con l’esigenza di tutela ambientale che è  ormai entrata nella coscienza collettiva, oltrechè nella legislazione di settore. Naturalmente il tracciato del nastro autostradale andrebbe ad incidere su un’area pressochè esclusivamente agricola, sottraendo zone verdi produttive per l’agricoltura. Ma è anche vero che il nuovo tracciato consentirebbe una riduzione del chilometraggio rispetto all’attuale necessità di arrivare fino a Modena tramite l’A1  per poi imboccare l’A22 del Brennero , con notevole risparmio di tempo, carburante e, quindi, con riflessi positivi sull’inquinamento da emissioni veicolari. Effetto che non credo si verificherebbe se il collegamento A15 – A22, come sembra essere nelle intenzione dell’assessore regionale Donini e del ministro del Rio, venisse ridotto per confluire su strada normale , non a pedaggio, i cui tempi di percorrenza e conseguente inquinamento ambientale sarebbe maggiori.

Comunque sia, è amaro constatare che  decadenza del nostro Paese passa anche da un dibattito che dura decenni per realizzare un’opera e con decisioni altalenanti di cui non si vede la definizione!

Paolo Buzzi