Il progetto del Laboratorio di cittadinanza attiva è una realtà che, dopo il primo anno sperimentale, ora necessita di un secondo passaggio, di consolidamento e di verifica.

Si aprono con il prossimo anno 2015/2016 nuove prospettive di collaborazione con l’Università di Parma e con il Provveditorato agli Studi. E una novità importante sembra potere essere rappresentata anche dall’esperimento che vogliamo lanciare, insieme ai giovani di Varano Melegari, di “esportare” una sezione del Laboratorio in una realtà vivacissima come quella della Val Ceno.

 

L’aspetto più stimolante di un’operazione ancora in fieri quindi ancora da esplorare nelle sue potenzialità, ma che promette benissimo, è che esiste già un gruppo di giovani che vivono a Varano, che desiderano costruire insieme a noi il loro Laboratorio. Li abbiamo incontrati, aiutati dall’incredibile passione civile di Giampaolo Dallara, e con loro abbiamo compreso, insieme, che può nascere un nuovo capitolo di una sperimentazione, i cui confini oggi non ci sono noti, ma che non vuole darsi limiti di crescita, salvo quelli, necessari, di una sostenibilità organizzativa, che garantisca la qualità di quello che possiamo offrire.

Al di fuori di ogni stucchevole retorica, è sempre affascinante ( e lo è stato anche a Varano) incontrare i giovani, verificarne l’entusiasmo e la voglia di scoprire i lati nobili della politica, le modalità corrette di una partecipazione consapevole alla vita della propria comunità.

Un’operazione forse controcorrente. Perché la politica sta consegnando di sé un’immagine pessima, quella delle promesse non mantenute, delle bugie sventolate come verità, della radicalizzazione becera di problematiche complesse, della corruzione, della disonestà, della mancanza di rispetto della cosa pubblica e dell’interesse collettivo. Ma è sempre ed ancora la politica l’unica capace di guidare i processi, in un sistema democratico che non può delegare a nessun potere forte ciò che è prerogativa unica ed ineludibile dei cittadini.

Questo concetto, della buona politica possibile, anzi della buona politica necessaria, i giovani lo vogliono vivere in prima persona. Ce lo dicono a chiare lettere. E questo rende ancora più vivo il significato del lavoro di formazione che abbiamo iniziato, rendendo i ragazzi protagonisti di un processo di responsabilizzazione individuale e di gruppo.

Anche a Varano, come a Parma, come in tutta la provincia (e quindi, ci viene da dire, ovunque, fuori da qui, nel mondo) ci sono giovani che hanno voglia di capire profondamente cosa accade nella vita del loro paese, dell’Italia, del mondo, e hanno voglia di farlo esplorando i meccanismi della democrazia, per poterla migliorare, per potere cambiare le cose che non vanno, per sapere fronteggiare le mele marce con la sicurezza che deriva dalla conoscenza dei mezzi, del sistema delle istituzioni, e, ancora prima, del sistema di valori che sottende il nostro vivere collettivo.

Andare avanti in questa strada è l’imperativo che ci siamo dati e siamo felici di scoprire di non essere affatto soli in questo cammino.

Paolo Scarpa