Riteniamo fermamente un errore la scelta di sfruttare Piazza Duomo come luogo per spettacoli di intrattenimento estivo e ne auspichiamo un immediato ripensamento.

Piazza Duomo non è solo una delle più importanti piazze medioevali d’Italia e del mondo; è un luogo con una vocazione religiosa molto definita, segnata dal rapporto straordinario tra il Duomo e il Battistero antelamico.

Da quando fu liberata dalle automobili negli anni novanta, Piazza Duomo ha recuperato la sua solennità silenziosa, che stupisce i visitatori e induce a rispetto.

Piazza Duomo è un patrimonio unico che ci è arrivato attraverso i secoli dalla maestria di chi ci ha preceduto. Un patrimonio che noi abbiamo il dovere di tutelare, valorizzare, proteggere. Ma che non abbiamo il diritto di svilire, magari utilizzandolo come fondale per spettacoli, la cui natura poco ha a che fare con la sua storia, la sua natura e il cui svolgimento metterà fatalmente in pericolo l’intima vulnerabilità dei suoi monumenti.

A ciò si aggiunga che, nella percezione diffusa di un degrado urbano crescente, una Piazza Duomo occupata per oltre un mese da attrezzature tenderà fatalmente a confermare quell’idea di una città sciatta, con scarso amore per sé stessa, che si sta purtroppo consolidando.

Esiste inoltre, a monte, l’esigenza di focalizzare una visione condivisa di città e di destinazione degli spazi pubblici, in base alla loro vocazione urbanistica, storica, funzionale.

Occorre ricordare che la nostra città si è articolata dal medioevo in poi attorno a due piazze, la piazza civica (l’attuale piazza Garibaldi) e quella religiosa, piazza Duomo. Si è quindi riconosciuta nell’esperienza secolare la necessità di avere spazi pubblici idonei a manifestazioni di tipo diverso, ovviamente nei contenuti e nei modi in cui le stesse si sarebbero espresse. Nell’evoluzione urbana di Parma, le piazze con vocazione civica, oppure mista, si sono moltiplicate (l’attuale piazzale della Pace prima tra tutte); l’unica a vocazione esclusivamente religiosa è rimasta invece Piazza Duomo, nella sua unità spaziale e ideale con il complesso di San Giovanni.

A maggior ragione appare quindi sbagliato l’intervento che si prospetta nella Piazza, che è il centro della religiosità e spiritualità locale.

Il nostro appello è quindi a che siano rispettati valori immateriali, che non sono certo meno importanti di quelli materiali.

È anche in questo che si afferma un’idea di città.

Per il Circolo Culturale il Borgo,

il Presidente
(Paolo Scarpa)

il Consiglio direttivo
(Dante Bertolazzi; Andrea Bertora; Natalia Borri; Alessandro Bosi; Eugenio Caggiati, Riccardo Campanini, Omar Campise; Laura Cresci; Gian Battista Fregoso; Paolo Giandebiaggi; Marzia Gubellini; Enore Guerra, Giuseppe Iotti; Albino Ivardi Ganapini, Giuseppe Luciani, Giovanni Morini; Giuseppe Paiano; Lamberto Soliani Tiziana Trolli)