Nel 1990 , a dicembre, è stata fondata Famiglia più, dopo la chiusura del Centro per le famiglie e la consapevolezza che bisognava rinnovare e rifondare un’ Associazione di ispirazione cristiana a favore della famiglia e a sostegno del Consultorio UCIPEM.

25 anni sono un lungo periodo di vita, a me basta misurarlo con gli occhi di mio figlio, nato pure lui nel ’90, ieri un bambino piccolo oggi un giovane uomo che studia in Europa.

 

In questo lungo periodo i cambiamenti sociali sono stati tanti e tutti hanno toccato la famiglia : basti pensare al dato demografico e ai colori della famiglie che oggi abitano la città. Alle convivenze che hanno cambiato il concetto di fidanzamento. Alla crisi economica e alla fine del boom economico, in favore del precariato e della” decrescita felice”. Ai figli dell’eterologa e alla lenta scomparsa dell’adozione ( per lo meno sui mass-media)

Cambiamenti profondi che in certi momenti sembrano aver messo la famiglia stessa in un angolo: eppure la famiglia c’è, è viva, a volte sofferente , a volte impaziente, sempre molto stanca di portare i pesi che la società e la chiesa le mettono sulle spalle: eppure sempre pronta a fare la sua parte.

Di questa famiglia , dei suoi valori, dei suoi pesi, delle sue stanchezze, Famiglia più è stata ed è “portatrice sana” . Scorrendo sulla pagina Internet le iniziative di questi 25 anni vediamo passare centinaia di incontri, conferenze, feste, in cui abbiamo incontrato e accompagnato le coppie e i genitori di questa città.

Mi sono accorta , con fierezza devo dire la verità, che la nostra Associazione è stata la prima a proporre tante iniziative( poi riprese e imitate ): le scuole per genitori agli inizi degli anni’ 90( riproposte in anni recenti dallo psichiatra Crepet), gli incontri di educazione sessuale e sentimentale; i gruppi per genitori separati e per vedove( agli inizi del duemila) , i” Gruppi di parola” per i figli di famiglie divorziate, i progetti” Tempo libero in famiglia”,” Spezzacrisi “e in questo periodo “La scrittura terapeutica”.

All’interno del nostro Consultorio Ucipem sono state erogate migliaia di prestazioni professionali, in campo pedagogico, psicologico, legale , sessuologico. Innumerevoli le conferenze a tema familiari, i libri presentati, i dibattiti avviati. E sarebbe lungo elencare tutto.

Abbiamo collaborato con le istituzioni del territorio( la Diocesi, con la Provincia , con il comune di Parma, con le scuole, con Forum solidarietà, col Forum delle Associazioni familiari) cercando il dialogo e tessendo relazioni virtuose con tutti i soggetti amministrativi che nel corso di 25 anni si sono succedute. Ci siamo sporcati le mani, senza timore, per promuovere una cultura che nei fatti , più che nelle parole, promuovesse in maniera attiva i diritti della famiglia, sostenesse la genitorialità, aiutasse le coppie, ascoltandone i vissuti e riflettendo sulle strategie di aiuto e vicinanza.

Non abbiamo avuto sempre tutto chiaro, né le cose sono state e sono semplici, da capire, da scegliere, da portare avanti o viceversa da abbandonare. Prezioso è stato ed è il lavoro di equipe all’interno dell’Associazione e l’ascolto del territorio e dei suoi bisogni fuori l’associazione. Ognuno di noi, che ha una famiglia, vive all’interno i suoi problemi , la sua bellezza, e le sue diverse stagioni, ha di volta in volta intrecciato cammini , domande, bisogni diversi, riportandole all’interno del gruppo. Sono nate così, sulla scia di ciò che si percepiva intorno alla propria esperienza genitoriale e coniugale tante proposte<. L’orientamento scolastico, i gruppi di autoaiuto, le serate per i genitori. Non accademia ma vita vera. Anche le serate con gli autori o di discussioni sui libri, ( l’ultimo sulla generazione “tutto troppo presto” con Alberto Pellai) sono nate dagli stimoli raccolti e dal desiderio di condividere e approfondire.

Certo ,tutto questo corre il rischio di essere un po’ frammentario, un po’ liquido, poco sistematico, rispetto ad altre realtà più scientifiche , e a volte meglio organizzate, che hanno già tutto il programma definito all’inizio. La nostra Associazione in questo è molto friendly, e di volta in volta cerca, si interroga, si adatta. Certo non si può fare ahimè tutto quello che si sogna, poiché ci si scontra con due grandi principi di realtà: uno le forze dei volontari attivi sul campo, l’altro le risorse economiche. Entrambi questi vincoli risentono più che mai della crisi che la nostra società sta vivendo, crisi di speranza e di futuro, prima ancora che di soldi. Il volontariato come lo conoscevamo prima non c’è più, così come non c’è più ( tranne rare eccezioni) l’imprenditore amico che a Natale ti fa il” regalo” per sopravvivere tutto l’anno. Oggi bisogna rastrellare tutto con tanta pazienza, come le briciole per le formiche, in fatto di tempo( grandissimo regalo di chi lo regala) e di denaro. E tutto va rendicontato, giustamente, chiedendo altro tempo gratuito e tutto va richiesto in modo preciso e progettuale, richiedendo ancora tempo, idee, creatività, e a volte non basta.

Tuttavia anche da questo punto di vista ,nonostante le tante difficoltà, siamo riusciti ad andare avanti coraggiosamente e con dignità; grazie a tanto impegno volontario, ma anche ai progetti sostenuti di volta in volta dalla Fondazione Cassa di risparmio e fondazione banca Monte; alla Diocesi e alla Opera Pia S:S:Trinità; ma anche alle piccole erogazioni liberali di tanti soci. A tutti va il nostro ringraziamento di cuore: senza di loro non potremmo proprio farcela, e

speriamo di poter contare sul loro aiuto( piccolo o grande che sia)anche nel futuro.

Guardando avanti , alla strada da percorrere, e senza sapere che cosa ci riserverà il futuro, cosa sarebbe bello aspettarsi e su cosa impegnare le prossime energie? Fondamentale mi sembra l’impegno di famiglie più giovani che possano , in attesa di subentrare al nostro posto ( ormai vecchia guardia) tenere alta l’attenzione e la sensibilità sui problemi che i giovani devono affrontare: penso al cambiamento del lavoro , della gestione dei ruoli genitoriali, alla fatica di tenere tutto insieme; alla presenza delle famiglie straniere,ai tanti problemi che sempre ci sono stati ma che ogni generazione affronta in maniera peculiare e diversa. Ci sarà sempre molto lavoro sulle politiche familiari , su quel welfare che riempie le pagine di cronaca politica senza mai riuscire a diventare veramente significativo per la vita delle famiglie( anzi si corre il rischio di passi indietro). Da continuare a percorrere l’integrazione con famiglie di provenienze geografiche, culturali religiose diverse: in questo senso Famiglia più si è attivamente impegnata nel progetto sostenuto dal comune di Parma conosciuto come Laboratorio Famiglia in Oltretorrente, in cui si sono giocate nuove relazioni e intessute modalità diverse di integrazione. Un vero e proprio Laboratorio sociale che sta proseguendo la mission e che in questi anni ha fatto scuola non solo in città ma da molte altre parti, ispirando concrete azioni di welfare familiari avente per protagoniste famiglie che si trovano ad essere contemporaneamente portatori e fruitori di solidarietà intergenerazionale e interetnica. Ancora ci sarà da essere attenti e attivi sulle nuove povertà, e qui non si può dimenticare la povertà economica e sociale derivata dalla solitudine dalle famiglie e prodotta a volte da alti tassi di divorzialità.

Curare il bene-essere delle famiglie resta comunque la sfida di fondo più affascinante e difficile: in un periodo storico in cui le coppie possono finalmente sperimentare una lunga vita insieme, priva di quelle guerre ed epidemie, che tormentano ancora una buona parte del mondo, risulta veramente triste dover fare continuamente la guerra all’interno delle mura domestiche e contare morti e feriti ..

In conclusione resta il sogno di continuare ad avere famiglie che credono nella famiglia come uno spazio di buona vita, in cui i figli costituiscono una buona semina e nel domani, speriamo, un buon raccolto, e che proprio per questo si impegnano ad aiutare e sostenere le altre famiglie che si incontrano nelle diverse stagioni della vita.

Il lavoro è tanto, buon lavoro a tutte le famiglie presenti e quelle future, nel ricordo di quelle che ci hanno preceduto e ci hanno aperto la strada.

Un ringraziamento va fatto a voce alta anche ai presidenti che prima di me, in questi 25 anni, hanno guidato l’Associazione: Giorgio Campanini, Silvia Federici Gazza, Stefano Freschi, Vittorio Franciosi. A tutti i consiglieri e consigliere, soci e amici e amiche che in tutto questo tempo hanno continuato e continuano a sostenere la nostra Associazione.

Grazie.

Margherita Campanini