Sei anni fa, come gruppo informale di laici credenti, avevamo aderito alla iniziativa promossa da Luigi Pedrazzi di ricordare e rivivere il Concilio anche a Parma a distanza di 50 anni.

Con fedeltà abbiamo ripercorso tutti gli eventi di quel tempo, dall’annuncio di Papa Giovanni XXIII, alla fase preparatoria, ai dibattiti in assemblea conciliare e soprattutto alla riproposizione dei testi conciliari; con incontri, studi, testimonianze culminate l’11 ottobre 2012 nella celebrazione festosa dell’apertura del Concilio con un importante convegno sulla “Recezione del Concilio a Parma”. Il nostro intento era ed è quello di far conoscere, specie ai più giovani, la ricchezza dei testi conciliari ma soprattutto il grande dono che il Vaticano II è stato per la nostra Chiesa. Poi è accaduta una cosa straordinaria, l’elezione di Papa Francesco, che in stretta continuità con le intuizioni e l’impegno di Papa Giovanni XXIII, rivive e fa rivivere con la sua testimonianza di vita, i suoi gesti, la sua parola, i valori conciliari cercando anche di completare, come con il Sinodo sulla famiglia o la visione della Chiesa dei poveri e per i poveri, quei temi importanti che il Concilio non aveva potuto affrontare. Con questi insegnamenti che ci sollecitano ad andare “al di là del Concilio nella fedeltà al Concilio” seguendo Papa Francesco “che rema per una chiesa sinodale” e proprio in vista della celebrazione, il prossimo 8 dicembre, dell’anniversario della chiusura del Concilio, che coincide con l’anno giubilare, ci siamo proposti una nuova importante impresa. E’ quella suggerita da Giorgio Campanini di promuovere una ricerca sul post-concilio a Parma: frutto di un impegno corale, che dovrebbe interessare tutte le realtà della diocesi, ma senza crismi di ufficialità per consentire a tutti i ricercatori di operare in piena autonomia e a servizio della verità. La ricerca, più che una intenzionalità scientifica, ma con l’uso della più qualificata metodologia storica, dovrebbe avere una intenzionalità pastorale, con l’obiettivo di cercare di comprendere che cosa è mutato nel cinquantennio considerato, nel rapporto tra i fedeli e la Chiesa, nel modo di percepire la fede e di vivere l’appartenenza alla comunità e, in parallelo che cosa, auspicabilmente dovrebbe cambiare nell’esercizio della missione evangelizzatrice di una chiesa, tutta ministeriale all’interno della quale essere valorizzato l’apporto dell’intero popolo di Dio.

 

E’ stato quindi insediato un Comitato promotore, costituito dagli amici aderenti alla iniziativa e dai rappresentanti di alcune importanti realtà come Il Borgo, l’Istituto di scienze religiose, l’Azione cattolica, il Meic, l’Ucid, le Acli, la Cappellania universitaria, e che nel primo incontro ha nominato come Presidente lo stesso Prof. Giorgio Campanini, affiancato da un ufficio di Presidenza operativo. Compito del Comitato, che è ancora aperto ad altre adesioni, è quello del coordinamento generale, della individuazione delle linee della ricerca, del reperimento dei mezzi materiali e della nomina del Comitato Scientifico, costituito da studiosi di problematiche religiose ed espressione della cultura cattolica parmense, che sarà presieduto dal Prof. Giorgio Vecchio, noto docente di Storia contemporanea della nostra Università.

Il lavoro dei ricercatori, che si concluderà con una importante pubblicazione agli inizi del 2017, sarà accompagnato da incontri ed iniziative di sensibilizzazione della comunità diocesana ed in particolare delle Nuove Parrocchie che potranno poi avere a disposizione questo importante strumento pastorale.

Ci avviamo quindi con entusiasmo in questo nuovo servizio alla nostra comunità ecclesiale contando sulla collaborazione e sul sostegno di tante persone impegnate nel rinnovamento personale in primo luogo e della nostra Chiesa di Parma.

Graziano Vallisneri
Gruppo “Il Concilio Vaticano II davanti a noi”