Pubblichiamo di seguito l’intervento svolto alla Camera dei deputati dall’on. Romanini contro il declassamento della Biblioteca Palatina e l’interrogazione scritta rivolta al Ministro Franceschini dagli on. Romanini e Maestri sullo stesso argomento. A chi vuole aderire all’appello in difesa della Galleria e della Palatina ricordiamo che fino a domenica prossima è possibile firmare collegandosi al sito https://www.change.org/p/cittadini-di-parma-in-difesa-della-galleria-e-della-palatina-a-parma.

“Ho chiesto la parola per ricordare al Ministro Dario Franceschini una mia interrogazione, la n. 4/06215 del 1 ottobre 2014, sottoscritta anche dalla collega Patrizia Maestri, relativa alla riorganizzazione del MIBACT e riferita al possibile declassamento, con conseguente perdita della figura dirigenziale, della Biblioteca statale Palatina di Parma.

Va detto che dopo il deposito dell’interrogazione, è diventato operativo il nuovo Regolamento di organizzazione e quel che si temeva si è realizzato: la Biblioteca Palatina ha effettivamente perso lo status di sede dirigenziale e si è generata una situazione precaria non coerente con il valore che quel centro di promozione culturale esprime.

La Biblioteca Palatina è una Biblioteca fondata nel 1761, inserita nel contesto monumentale del Palazzo della Pilotta di Parma ove ha sede una Galleria Nazionale che ha subito la stessa sorte. Vanta oltre 700.000 volumi a stampa, 6000 manoscritti (tra cui uno dei più importanti fondi ebraici al mondo, in corso di digitalizzazione con il sostegno della National Library of Israel), 75.000 carteggi, 3.000 incunaboli, il Museo Bodoniano che conserva tra l’altro tutto il materiale tipografico fusorio, quello documentario e l’epistolario di G.B.Bodoni, e poi l’unica biblioteca musicale specializzata appartenente al MiBACT (questa voluta dallo stesso Giuseppe Verdi).

Potrei continuare a lungo ma penso basti a chiarire quale sia il valore (non certo locale) di questa istituzione. Quel che allora mi preme segnalare al Ministro, data la inevitabile tardività della sua risposta, qualora venisse fornita, è il forte dissenso che tale scelta sta determinando.

E’ stata lanciata da poco una petizione “in difesa della Galleria e della Palatina a Parma” che ha raccolto l’adesione convinta di tantissime firme della cultura, dell’arte e dell’imprenditoria (tra le quali cito solo quella del regista Bernardo Bertolucci) e quelle di tanti semplici cittadini convinti che, con il declassamento di questa istituzione, ad essere colpita è la vita culturale della città nel suo insieme.

È per tutti questi motivi che, anziché sollecitare al Ministro la risposta all’interrogazione, gli chiedo oggi di rivedere le scelte adottate con il nuovo regolamento”.

On. Giuseppe Romanini

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei Beni Culturali e delle Attività Culturali e del Turismo

Per sapere:

premesso che –

La Biblioteca Palatina è una Biblioteca fondata nel 1761 inserita nel contesto monumentale del Palazzo della Pilotta di Parma. Si sviluppa su 5 piani (5.379 mq) e contiene 700.000 volumi a stampa, oltre 6000 manoscritti, ca. 2600 incunaboli e 11.704 cinquecentine, ca 70.000 carteggi. Dal rilievo 2013 del materiale considerato immobile, agli effetti dell’art. 7 del Regolamento di contabilità generale dello Stato, il valore attribuito risulta di € 819.421.813,83. Tra le collezioni di maggiore spicco si possono ricordare: la De Rossiana composta da 1464 volumi a stampa e 1624 manoscritti di cui 1432 ebraici (una delle più cospicue al mondo), la Raccolta Ortalli con 40.067 intagli (testimonianza eccezionale dell’arte grafica dal XVI al XIX secolo) e quella Bodoniana che comprende oltre alle edizioni uscite dalla officina di Giambattista Bodoni (1740-1813), il materiale tipografico fusorio, il materiale documentario relativo al suo lavoro e il suo imponente epistolario;

Oltre a ciò la Biblioteca Palatina comprende la sede distaccata presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma della Sezione Musicale, una biblioteca specializzata, l’unica biblioteca musicale specializzata appartenente al MiBACT e voluta dallo stesso Giuseppe Verdi, preziosa per il materiale (partiture, parti e spartiti) che documenta la cultura musicale nazionale e internazionale dalla metà del secolo XVIII alla metà del XIX secolo. Fra il materiale di

particolare rilievo si segnalano: i dodici volumi delle sonate di Domenico Scarlatti, l’unica partitura completa del Nerone di Arrigo Boito, tutto il materiale musicale di Francesco Giovanni Samperi e lo studio di Ildebrando Pizzatti;

In data 29 agosto 2014 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il testo del Regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell’Organismo indipendente di valutazione della performance a norma dell’articolo 16, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Un nuovo disegno

organizzativo che introduce diversi e sostanziali cambiamenti che riguardano tutti gli attori della tutela e valorizzazione dei beni culturali e del turismo, al centro e nella periferia, compreso anche il mondo delle Biblioteche statali;

Nell’attesa della emanazione di tale decreto ministeriale, sembra che resteranno uffici dirigenziali di livello non generale soltanto le attuali biblioteche nazionali (Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Bari) mentre verrebbero di fatto ‘declassate’ a sedi non dirigenziali biblioteche altrettanto importanti per storia e ricchezza delle collezioni fra cui l’Estense di Modena e la Palatina di Parma;

Se i ‘declassamenti’ delle biblioteche non nazionali fossero confermati, e dunque la Biblioteca Palatina dovesse perdere lo status di sede dirigenziale, si verificherebbe una situazione grave e preoccupante, non solo in considerazione delle numerose attività complesse (in particolare quelle di Fund Raising) e prestigiose (come le convenzioni con istituti di ricerca e conservazione italiani e stranieri) in cui la “Palatina” è coinvolta ma anche guardando alla realizzazione dei progetti in corso d’opera. Fra questi si segnala che è in procinto di partire la raccolta fondi e la progettazione del trasferimento e nuovo allestimento del Museo Bodoniano – di cui è Direttore il Dirigente della Biblioteca Palatina – una realtà di eccezionale importanza ed unica al mondo;

Se sono confermate le voci sul declassamento generalizzato delle Biblioteche non nazionali.

Se non si ritiene che l’eventuale assenza di una figura dirigenziale, su cui poggi il complesso sistema di funzionamento e funzioni della “Palatina” e che lo coordini, comporti un notevole rallentamento se non la paralisi delle attività di crescita e sviluppo della Biblioteca stessa.

Se non si ritiene più efficace e rispondente alle esigenze del sistema culturale del Paese una aggregazione della Biblioteca Palatina alle altre biblioteche statali del territorio emiliano – Biblioteca Estense e Biblioteca Universitaria di Bologna – all’interno di un Polo bibliotecario emiliano, diretto da un dirigente bibliotecario. In questo modo l’Emilia Romagna risulterebbe allineata alle altre principali realtà regionali che hanno tutte al loro interno una sede dirigenziale di livello non generale per le biblioteche (il Piemonte con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, la Lombardia con la Biblioteca Nazionale Braidense, il Veneto con la Biblioteca Nazionale Marciana, la Toscana con la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il Lazio con la Biblioteca Nazionale di Roma, la Campania con la Biblioteca nazionale di Napoli e la Puglia con la Biblioteca Nazionale di Bari).

On Giuseppe Romanini
On. Patrizia Maestri